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Dai gelati alle salse fino alle mele, cresce l’offerta alimentare in formato mini

Negli ultimi mesi c’è stata un’impennata di prodotti alimentari di dimensioni ridotte non rivolto solo ai bambini: il nuovo obiettivo di molte aziende è «l’adulto goloso ma attento alla linea»

di Manuela Soressi

I mini gelati su stecco Nui hanno conquistato il 15% del mercato in due anni e lo hanno anche fatto crescere del 13%

3' di lettura

Anche nel food piccolo è bello. E vende pure bene. I mini gelati, i biscotti e i croissant formato baby, la salsa di pomodorino monodose e la pasta mignon sono solo alcuni dei prodotti di piccolo formato che sono comparsi sugli scaffali dei supermercati, riscuotendo un buon riscontro nei consumatori italiani.

Emblematico il caso di Pan Piumino, il primo pane senza crosta per tramezzini formulato per i bambini tra i 4 e gli 8 anni: a un anno dal lancio ha raggiunto quasi un milione di euro di vendite e ora l’obiettivo è di chiudere il 2022 con 1,5 milioni. «È un prodotto innovativo che intercetta un bisogno specifico – spiega Massimiliano Anzanello, amministratore delegato di Arte Bianca, l’azienda di famiglia passata da 5 a 26 milioni di euro di fatturato nell’arco un decennio –. Lo abbiamo formulato in modo specifico e rigoroso: solo sei ingredienti e tutti biologici, niente additivi o zuccheri aggiunti». Il focus sul target baby si è rivelato premiante per un prodotto come il pane in cassetta che ha nelle famiglie il principale acquirente.

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Stesso pubblico a cui si è rivolta Melinda con il progetto Piccoline: mele di varietà Isaaq, di calibro piccolo e particolarmente gustose, proposte in un pack 100% riciclabile e con un licensing scelto per intercettare l’attenzione dei consumatori in età prescolare. «Il progetto si è rivelato eccellente in termini di apprezzamento da parte del target mamma bambino e di sostenibilità – spiega Andrea Fedrizzi, direttore marketing Melinda –. Per ora si è trattato di un test, che ha visto la distribuzione di 150mila confezioni per un periodo limitato di lancio, ma la nostra idea è quella di dare seguito a questo progetto-pilota nella Gdo».

Ma mini non è sinonimo solo di baby. Nel mondo dei cosidetti prodotti “indulgence” la scelta di offrire formati più piccoli è stata la chiave per conquistare un pubblico di adulti golosi ma attenti alla linea. E si è rivelata una mossa vincente. I mini gelati su stecco Nui non solo hanno conquistato il 15% del mercato in due anni ma hanno anche fatto crescere del 13% questo segmento.

Oggi un cliente della Gdo su tre mette i mini gelati nel carrello della spesa. Si tratta, perlopiù, di famiglie con almeno tre componenti e responsabili acquisti di 34-44 anni e di classe socio-economica alta, dicono le analisi di Gfk Italia. «A maggio 2022 le vendite di mini gelati sono valse 86,2 milioni di euro – spiegano Laura Colavitto e Clara Pizzolo del Consumer Panel & Services di GfK Italia –. L’analisi per tipologia di prodotto mostra, però, trend differenti: i mini stecchi sono cresciuti come penetrazione in famiglia ma sono calati in acquisto medio, mentre coni e sandwich hanno perso consumatori ma hanno visto aumentare la spesa media. Quanto a coppe e assortiti sono riusciti a guadagnare acquirenti mantenendo l’acquisto medio sui livelli dello scorso anno».

Il 2021 è stato anche l’anno della riscossa di un altro prodotto dolciario di dimensione mini: i cioccolatini. Unione Italiana Food rivela che quelli venduti in sacchetti, astucci e cofanetti così come quelli sfusi hanno visto crescere la produzione di un +17% sia in volume che in valore, andando decisamente controcorrente rispetto a tavolette e snack al cioccolato.

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