Le ipotesi allo studio

Dai lockdown selettivi in Austria al piano B inglese, ecco le strette anti contagi

Gli scienziati britannici temono gli effetti connessi alla convergenza di 3 malattie respiratorie nei prossimi mesi

di Nicola Barone

Covid: Russia chiude attivita' lavorative per nove giorni

3' di lettura

Dai lockdown selettivi in Austria al ritorno di restrizioni (per ora sono pianificate) nel Regno Unito, dopo l’azzeramento voluto ormai mesi fa dall’esecutivo di Boris Johnson, diversi Paesi preparano strette per contenere i nuovi picchi dei contagi di Covid-19 .

Londra studia le mosse verso l’inverno

In vista della stagione fredda non verrebbe tagliata fuori da Londra neanche più l’ipotesi di varare un obbligo di pass vaccinale. Secondo indiscrezioni pubblicate dalla versione domenicale del Guardian, i «nuovi dati» allarmanti hanno spinto le autorità a mettere a punto contromisure pronte in caso di necessità.
La Uk health security agency (Ukhsa) sta consultando le amministrazioni locali per tastare loro il polso sulla possibilità di una «immediata implementazione del piano per l’inverno» per far fronte alla crescente pressione sull’Nhs, il servizio sanitario pubblico. Si teme in particolare la concomitanza della variante Delta e sottovarianti del coronavirus e altre malattie respiratorie, come l’influenza e il virus respiratorio sinciziale (Rsv), che può avere conseguenze anche gravi per bambini e persone anziane.
Ufficialmente il governo di Boris Johnson confida nell’effetto atteso dalle terzi dose di vaccino nella popolazione, senza dunque nulla concedere sul terreno delle restrizioni, e questo malgrado il parere di molti esperti e i primi segni di affanno nel servizio sanitario.

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Austria, la spinta a «indecisi e attendisti»

In Austria il governo non sta con le mani in mano. «Non vediamo la pandemia nello specchietto retrovisore, stiamo invece andando verso una pandemia dei non vaccinati», ha avvertito il neocancelliere Alexander Schallenberg in carica da meno di 2 settimane. Una linea dura che scatterà però solo al raggiungimento della soglia di guardia di 500 posti occupati in terapia intensiva (il 25% di quelli disponibili), rispetto ai poco più di 200 attuali.
A quel punto, chi non si è immunizzato non potrà più accedere a bar, ristoranti, eventi culturali e neanche a strutture sportive e ricreative. Con 600 ricoverati gravi, i non vaccinati non potranno più uscire di casa se non per andare al lavoro o per riconosciuti motivi di necessità. «Non è ammissibile che il sistema sanitario venga sovraccaricato per colpa di indecisi e attendisti», secondo il cancelliere austriaco per il quale ai non vaccinati deve essere chiaro «che non sono solo responsabili della loro salute, ma anche di quella degli altri».

L’annuncio del piano di Vienna giunge mentre il Paese si trova ancora al primo dei 5 livelli di allerta previsti, il meno grave. Ma nell’ultima settimana i contagi sono aumentati e dal primo novembre scatterà anche in Austria l’obbligatorietà del green pass per accedere al luogo di lavoro, la cosiddetta regola delle 3G - geimpft (vaccinati), genesen (guariti da non più di 6 mesi) o getestet (testati): una norma che in caso di aggravamento della situazione epidemiologica si farebbe ancora più restrittiva, fino a escludere anche la validità dei tamponi.

La Russia chiude attività non essenziali

Si moltiplicano così i Paesi che introducono l’obbligo di pass anti Covid. In Tunisia un decreto presidenziale in vigore tra 2 mesi la certificazione prevede che occorrerà ai cittadini per andare al lavoro e anche ai turisti stranieri per entrare in caffè, ristoranti e hotel. Nel frattempo non accenna a migliorare la situazione in Russia, dove è stata prevista una settimana di lockdown tra il 30 ottobre e il 7 novembre, con la chiusura delle attività non essenziali. Le autorità sanitarie hanno registrato 35.660 nuovi casi di coronavirus. Il numero dei cosiddetti casi attivi, nei quali i pazienti ricevono trattamento medico, ha subito un notevole aumento, attestandosi a 845.122. Si mantiene alto anche il numero delle vittime, con 1.072 decessi nelle ultime 24 ore, rispetto ai 1.075 del dato precedente.

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