ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDifesa della produzione made in Italy

Dai marchi “doc” ai maestri nelle scuole, accelera il ddl bipartisan pro artigianato

A settembre esame del provvedimento in Senato. Previste anche agevolazioni fiscali fiscali e un link diretto con istituti tecnici e licei artistici

di Cl.T.

(AdobeStock)

2' di lettura

Difendere i prodotti della tradizione artigiana e le botteghe storiche con una sorta di marchio “doc” sulla falsariga di quelli per l’alimentare, favorire la trasmissione tra generazioni del “saper fare artigiano” portando i maestri artigiani nelle scuole: sono i propositi del disegno di legge bipartisan presentato in Senato. A settembre potrebbe quindi arrivare il primo via libera alla legge (a prima firma Stefano Collina, Pd) per l’artigianato artistico, che chiede di utilizzare 60 milioni per introdurre incentivi fiscali ad hoc, dalla cedolare secca al 10% sui laboratori a sgravi per i contratti di apprendistato.

Iter veloce per il disegno di legge

Il ddl è al vaglio da maggio della commissione Industria di Palazzo Madama e la scadenza per chiedere modifiche è stata fissata alla ripresa dopo la pausa estiva, il 16 settembre. L’iter sarà veloce sia perché l’esame è in sede redigente, cioè con il voto degli emendamenti da parte della sola commissione, sia perché il testo è stato sottoscritto da tutta la maggioranza ma anche da Fratelli d’Italia. Tutti d’accordo che vada difesa la produzione made in Italy di prodotti artigianali storico-artistici, a maggior ragione dopo lo stop imposto a molte attività dal Covid.

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Il riconoscimento delle botteche storiche e artigiane

Il provvedimento conta 10 articoli, che spaziano dalle specifiche per ottenere il riconoscimento dell’imprese artigianale come “bottega storica e artigiana” fino alla distinzione di chi invece fa “hobbismo”, cioè chi porta i suoi manufatti per fiere e mercati ma “in maniera saltuaria e occasionale”, con tanto di tesserino identificativo. Ma il cuore della proposta per la tutela delle produzioni artigiane la nuova etichetta con la “denominazione di origine e qualità” per i prodotti con “determinate caratteristiche in termini di valore creativo ed estetico”, che sarà attribuito dal Mise, rispondendo a disciplinari di produzione riportando “concisa descrizione del processo di lavorazione” e “i materiali impiegati” oltre a nome e luogo di origine.

Le agevolazioni

Laboratori e imprese artigiane i cui titolari siano maestri artigiani o di mestiere potranno anche richiedere la qualifica di “bottega-scuola” con l’obiettivo di “trasferire i saperi artigiani” e “coniugare formazione e occupazione” rivolta in particolare ai giovani. Per istituiti tecnici e licei artistici saranno anche introdotte “attività di didattica laboratoriale”. Per proteggere l’artigianato, anche nell’ottica di combattere la “desertificazione” dei centri storici, si introducono una serie di agevolazioni, dalla cedolare sugli affitti a regimi fiscali agevolati per la cessione delle imprese fino a una «deduzione del 150 per cento per le spese per prestazioni di lavoro rese da ogni apprendista».

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