LA FASE DUE DELLA CAMPAGNA ANTI COVID

Dai medici e dentisti di Roma ai sindacati dei poliziotti, chi dice no al vaccino Astrazeneca

La contrarietà diffusa in alcune categorie potrebbe rallentare questo ennesimo passaggio della campagna di vaccinazione. Emblematico a questo proposito il caso dell’Emilia Romagna, dove è stata registrata una falsa partenza per le vaccinazioni AstraZeneca dedicate al personale scolastico, docente e non, tra i 18 e i 55 anni

di Andrea Carli

Vaccini AstraZeneca in Piemonte, prime dosi a forze ordine

4' di lettura

Il dato probabilmente non avrà un impatto su un andamento complessivo che ha visto il gruppo farmaceutico anglo svedese più che raddoppiare i suoi utili nel 2020, ma le perplessità manifestate da alcune categorie nei confronti del vaccino AstraZeneca, considerato allo stato attuale meno efficace contro il Covid-19 rispetto ai concorrenti Pfizer e Moderna, non sono passate inosservate.

Il rischio di un rallentamento della fase due della campagna di vaccinazione

Le prime critiche sono emerse dopo che un nuovo aggiornamento del Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione, adottato con un decreto ministeriale del 2 gennaio, ha previsto che il vaccino AstraZeneca, che l’Aifa ha suggerito di utilizzare per immunizzare gli under 55, venisse impiegato fin da subito per le categorie di lavoratori più esposti al Coronavirus (docenti, i corpi delle Forze armate e delle Forze di polizia, detenuti e i lavoratori di altri servizi essenziali). La contrarietà diffusa in alcune fasce di queste categorie potrebbe rallentare questo ennesimo passaggio della campagna di vaccinazione. Emblematico a questo proposito il caso dell’Emilia Romagna, dove è stata registrata una falsa partenza per le vaccinazioni AstraZeneca dedicate al personale scolastico, docente e non, tra i 18 e i 55 anni.

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Il governo punta a rassicurare sull’efficacia del vaccino anglo svedese. Dopo che nelle ultime ore questa soluzione è stata bocciata dai medici liberi professionisti, iscritti all'Ordine di Roma, “riuniti” nella pagina Facebook “Medici ed Odontoiatri Liberi professionisti per vaccinazione Covid-19” - la pagina ha oltre 3mila iscritti - il sottosegretario alla Salute Paolo Sileri ha ricordato e sottolineato la sicurezza di AstraZeneca. E l'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato ha chiesto che «il ministero della salute attivi subito una campagna informativa sull'efficacia e sicurezza dei vaccini». «Anche l'Istituto Spallanzani rassicura gli scettici sull'efficacia di tutti i vaccini oggi a disposizione in Italia compreso, quello di AstraZeneca», ha sottolineato D'Amato.

Ordine Roma, alcuni medici rifiutano AstraZeneca

Gli ultimi in ordine di tempo a frenare sono stati dunque i camici bianchi e i dentisti liberi professionisti under 55 di Roma: hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione con AstraZeneca. «Lo hanno comunicato alle Asl perché ritengono che il siero non sia confacente al loro rischio professionale - ha spiegato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma Antonio Magi -. Pur condividendo che rispetto a questa categoria sia di maggior copertura il Pfizer, come Ordine abbiamo fatto in modo tale che i liberi professionisti venissero censiti per essere vaccinati. Abbiamo raccolto 13mila adesioni alla vaccinazione - ha spiegato Magi - e trasmesso di dati alla Regione che li ha inviati alle Asl. Finora ne erano stati vaccinati 700 con Pfizer e Moderna poi la vaccinazione è stata sospesa perché mancavano le dosi. Ora sono arrivati i vaccini AstraZeneca ed è cambiato il piano vaccinale: gli under 55 saranno vaccinati con quello mentre gli altri proseguiranno con Pfizer», ha proseguito il presidente dell'Ordine dei medici di Roma. «L'assurdo è che nel Lazio sono stati vaccinati con Pfizer 14.900 non sanitari mentre c'erano 13mila medici liberi professionisti che aspettavano», ha concluso Magi.

I sindacati della Polizia: inconcepibile ricorrere al vaccino meno efficace

Ma la resistenza a vaccinarsi con AstraZeneca non riguarda solo i camici bianchi romani. Nei giorni scorsi un’allerta analoga è giunta anche da alcuni sindacati di polizia. Esercito, Marina militare, Aeronautica militare, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Guardia di Finanza, Corpo di Polizia penitenziaria e Capitanerie di porto fanno parte delle categorie considerate prioritarie nella seconda fase del Piano nazionale. Le Regioni hanno già cominciato ad acquisire le dosi necessarie e i prefetti sono stati invitati ad acquisire le esigenze del personale interessato e a interloquire con le strutture regionali per attivare la campagna. La vaccinazione dovrà riguardare l'intera platea dei potenziali destinatari, anche se la somministrazione è subordinata alla “volontaria adesione”. «La scelta di somministrare agli appartenenti alla Polizia di Stato, alle altre forze di polizia e alle forze armate il vaccino Astrazeneca, ossia quello che al momento offre la percentuale di efficacia più bassa, è inconcepibile», ha messo in evidenza Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. «I poliziotti hanno contatti diretti con persone contagiate, come accade ad esempio nei centri di accoglienza e rimpatrio dei migranti. Questo - ha concluso Pianese - avrebbe dovuto suggerire la necessità di riservare agli agenti il vaccino che offre la più alta percentuale di efficacia anche nei confronti delle varianti al virus, ma non è stato così».

Cisl, dubbi in docenti, serve tavolo con Cts

Perplessità su AstraZeneca sono state espresse anche dal mondo della scuola. Nelle categorie destinatarie del siero rientrano infatti il personale scolastico e universitario, docente e non docente. «Molti operatori - ha sottolineato la Cisl Scuola - si interrogano sui vantaggi di aderire all'opportunità di essere sottoposta a vaccinazione, a causa della dichiarata minore copertura vaccinale di AstraZeneca rispetto ai più efficaci vaccini Pfizer e Moderna. La decisone di inserire il personale della scuola nelle priorità della campagna vaccinale e soprattutto di utilizzare il vaccino AstraZeneca, è stata assunta senza alcun coinvolgimento né del Comitato Tecnico Scientifico né dei Sindacati». La Cisl Scuola ha chiesto una audizione al Comitato tecnico scientifico e la revisione del Protocollo di sicurezza per gli Istituti scolastici. Intanto il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi avrebbe indicato negli insegnanti e nel personale scolastico le categorie prioritarie a cui somministrare i vaccini, e il fatto che andrebbe implementato l'uso dei tamponi rapidi tra gli studenti.

Falsa partenza in Emilia Romagna per personale scuola

I mal di pancia nella scuola su AstraZeneca hanno fatto sì che in Emilia Romagna si registrasse una falsa partenza per le vaccinazioni dedicate al personale scolastico, docente e non, tra i 18 e i 55 anni. L’11 febbraio a Bologna sono state inviate le comunicazioni con la possibilità di prenotare la vaccinazione alle prime persone, per sabato 13, domenica e lunedì, con posti limitati. Molti si sono subito prenotati. A stretto giro però l'ufficio scolastico ha inviato una nuova comunicazione, dove si informa del rinvio e della sospensione delle prenotazioni, senza chiarire il motivo. Una mossa che potrebbe non aiutare a superare le perplessità legate a quel vaccino.

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