ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo l’incontro con Biden

Dai negoziati di pace alla ricostruzione dell’Ucraina, la nuova roadmap di Draghi sulla guerra

Il premier vuol portare nella Ue il credito politico ottenuto da Biden nell’incontro alla Casa Bianca

di Carlo Marroni

Draghi: la pace deve essere quella che vuole Ucraina, non imposta

2' di lettura

L'incontro con Joe Biden alla Casa Bianca è andato molto oltre le consuete dichiarazioni di amicizia e alleanza. Mario Draghi ha riscosso dal presidente americano un riconoscimento forte e non scontato: essere stato il collante dell'alleanza tra Nato e Ue, in un rapporto con gli Usa stretto ma non di dipendenza. «L’Europa è l’alleato degli Usa, quindi le sue visioni non sono in contrasto ma stanno cambiando e dobbiamo parlarne. È una riflessione preventiva, bisogna riflettere sugli obiettivi di questa guerra e poi decidere» ha detto incontrando la stampa. A sottolineare quello che è abbastanza chiaro in questa seconda fase della guerra: Washington e Londra sono per un enforcement militare senza fine o quasi, l'Europa continentale – Italia, Francia, Germania, Spagna certamente, anche ciascuno con accezioni distinte dagli altri - ha un'agenda diversa. Si guarda alla fine della guerra, alla fine dell'emergenza (energetica e alimentare) al ritorno dei rifugiati.

La riscossa militare di Kiev apre nuove prospettive diplomatiche

La posizione dell'Italia – e il fatto che a guidare il governo ci sia Draghi non è certo neutro, visto che è l'italiano più conosciuto e rispettato nei circoli del potere politico ed economico – è quella di arrivare ad un pace duratura, con l'Ucraina pienamente soddisfatta dei risultati. Che non saranno strettamente bellici – anche se le forze armate di Kiev stanno riconquistando terreno – ma diplomatici. Ecco allora come la linea del cessate il fuoco sarà il risultato di uno sforzo politico prima di tutto, visto l'andamento che ha assunto la guerra.

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«È ora di chiedersi come costruire la pace»

Il premier quindi alla Casa Bianca ha prefigurato una road map da seguire d'ora in avanti. La frase centrale è chiara: «Abbiamo concordato che occorre continuare a sostenere l’Ucraina e a fare pressione su Mosca ma anche cominciare a chiedersi come si costruisce la pace. Il percorso negoziale è molto difficile ma il primo punto è come costruire questo percorso negoziale, deve essere una pace che vuole l’Ucraina, non una pace imposta». E a seguire la ricostruzione del Paese da concordare e condividere nei costi con i partner europei, in vista (ma non certo nell'immediato) di un allargamento dei confini dell'Unione. Sullo sfondo l'avvio di una «autonomia strategica» in campo militare, che questo conflitto ha reso più urgente, e in questa chiave va vista la proposta della convocazione di una conferenza per razionalizzare la spesa militare, che a livello Ue è tripla rispetto a Mosca.


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