La fater di pescara

Dai pannolini alle mascherine, obiettivo un milione di pezzi

La Fater è partita in piena emergenza modificando una delle linee produttive

di Enza Moscaritolo

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La produzione nello stabilimento Fater

La Fater è partita in piena emergenza modificando una delle linee produttive


4' di lettura

Un milione di pezzi a settimana con la produzione a pieno regime. È l’obiettivo di Fater Spa, azienda abruzzese di prodotti assorbenti per la persona, che ha avviato la produzione di mascherine chirurgiche in piena emergenza coronavirus. «In questi momenti sentiamo il nostro lavoro come servizio verso gli altri. Abbiamo cercato di mettere le capacità delle persone Fater – spiega il General Manager Pietro Tansella - a disposizione per realizzare la produzione delle mascherine chirurgiche. In questo modo vogliamo dare il nostro contributo per essere al fianco delle persone e soprattutto del personale medico e infermieristico che è di esempio per l’intero Paese».

Dopo le prime 250mila prodotte e donate alla Protezione civile (che ha poi provveduto alla collocazione e distribuzione) in due tranches, rispettivamente da 50mila e da 200mila pezzi, la produzione successiva, che affiancherà quella ordinaria dei prodotti assorbenti per la persona, verrà messa a disposizione della Protezione Civile a prezzo di costo. Nelle scorse settimane la Fater ha avviato un processo che ha avuto tempi e procedure serrate per consentire la produzione, superando con successo sia i test tecnici sulla linea che i test di performance. La mascherina ha superato le prove di efficacia di filtrazione batterica, respirabilità e rischio biologico per dispositivi medici.

«L’idea è nata in Fater per cercar di fare qualcosa di concreto in un momento così complesso – ha spiegato Tansella - un team di venti persone fra esperti di processo e di prodotto in poco più di due settimane ha realizzato le modifiche tecniche ad una linea produttiva che realizza assorbenti e che oggi produce mascherine chirurgiche. Le materie prime utilizzate in questo caso sono diverse da quelle che utilizziamo normalmente nei nostri prodotti e sono state scelte in ragione delle caratteristiche necessarie per rispondere agli standard tecnici, ovvero alto potere filtrante e respirabilità». Fater Spa produce prodotti e commercializza assorbenti per la persona, in Italia e in 38 Paesi nel mondo. È stata fondata nel 1958 dal Gruppo Angelini, ed è dal 1992 una joint venture paritetica fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini. Fattura 823 milioni di euro e impiega circa 1.600 persone. Ha 5 stabilimenti produttivi: a Pescara, per i prodotti assorbenti per la persona, a Campochiaro (CB), in Portogallo, Turchia e Marocco per i prodotti per la pulizia della casa e dei tessuti.

«Le operazioni sulla linea produttiva sono gestite attraverso il nostro team di stabilimento, le linee Fater sono estremamente automatizzate – fa sapere Tansella - La linea per realizzare le mascherine riesce a produrne nella fase iniziale dell’attività circa 250mila. Quando la linea sarà a regime puntiamo, fra qualche tempo, a raggiungere circa 1 milione di mascherine per settimana».

In questa fase si rivela certamente cruciale garantire la linea dell’approvvigionamento delle materie prime (l’azienda fa sapere che arrivano da fornitori esteri e nazionali) rispondenti agli standard, in base a test in due laboratori accreditati indicati dall’Iss: questa è stata una delle difficoltà durante il percorso che per fortuna si è risolto in tempi abbastanza contenuti.

«L’assenza di produzioni nazionali numericamente significative di mascherine ha generato una molteplicità di richieste di autocertificazione alle istituzioni per l’avvio di produzioni nazionali – precisa - è comprensibile quindi l’attenzione, a tutela della salute pubblica, da parte degli organismi tecnici preposti alla valutazione delle richieste di autocertificazione. Nel nostro caso l’autorizzazione alla commercializzazione è arrivata seguendo l’iter previsto del Dl 18 di metà marzo sulla produzione in deroga.L’autorizzazione è arrivata a valle della presentazione di due report finali su pressione differenziale ed efficacia batterica filtrante e di due opinion papers esterni su bioburden e rischio biologico e tempistica dettagliata sul completamento dei test associati (tra metà aprile e metà maggio). I test condotti presso i due laboratori accreditati, indicati da Iss, hanno confermato l’efficacia delle mascherine per filtrazione batterica e respirabilità e sono favorevoli anche i report preliminari per i test di bioburden e rischio biologico. I dati quindi attestano la rispondenza delle mascherine ai requisiti richiesti dagli standard».

Il processo autorizzativo, però, rischiava di subire notevoli rallentamenti perché alcuni contractors in Abruzzo per il fissaggio degli elastici non rientravano nei codici Ateco essenziali. «Per dare loro il permesso ad operare – dichiara Tansella - è stata richiesta un’evidenza formale dell’autorizzazione dell’Iss a Fater per la produzione delle mascherine. La situazione si è sbloccata perché l'Iss ha concesso immediatamente il via libera alla produzione, alcuni giorni prima di autorizzare la commercializzazione». «Abbiamo risolto in tempi brevissimi il problema delle certificazioni e delle autorizzazioni per la produzione delle mascherine: abbiamo mobilitato tutte le energie positive per risolvere le criticità - aveva dichiarato al proposito il presidente della Regione Abruzzo Marsilio - il tema dell’approvvigionamento dei presidi sanitari da oggi viene affrontato in maniera più serena. Dopo tanta fatica abbiamo qualche arma in più per contrastare questo virus». Al momento non si conosce quanto a lungo questa nuova attività produttiva andrà avanti, ma se l’intento era quello di dare un segnale, certamente è stato centrato. «Vogliamo essere a fianco della Protezione civile e del Paese per il tempo che sarà necessario a superare il difficile momento che stiamo vivendo» conclude Tansella.

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