emergenza coronavirus

Dai parchi ai centri estivi, come sarà la fase due per i bambini

A spingere di più per la riapertura dei parchi ai bambini è la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, che pensa a spazi contingentati e volontari che controllino gli ingressi

di Andrea Gagliardi

Coronavirus, Milano: pattugliamento a cavallo nei parchi

A spingere di più per la riapertura dei parchi ai bambini è la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, che pensa a spazi contingentati e volontari che controllino gli ingressi


3' di lettura

Tra le ipotesi che si vanno definendo in vista del 4 maggio, quando il
governo dovrà decidere come e di quanto allentare il “lockdown”, dovuto all’emergenza coronavirus, c’è la riapertura dei parchi ai bambini, tra i più provati dalla permanenza forzata a casa. A spingere di più in questa direzione è la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, che pensa a spazi contingentati e personale che controlli l’ingresso. Alla richiesta di molta cautela espressa dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro perché «si rischia di contagiare i nonni», la ministra non demorde. In attesa di un via libera del governo.

Nei parchi aree gioco individuali
L’idea di Bonetti è quella di mettere in campo un esercito di volontari che contingentino gli ingressi nei parchi, dove bisogna prevedere «aree gioco individuali perché il gioco collettivo dovrà essere rimandato - ribadisce la ministra - approfittandone per insegnare ai bambini e ai giovani, attraverso il gioco, le regole per riprendere una vita di comunità con novità come la distanza e l’igiene». Probabile il ricorso a mascherine e guanti anche per i bamnini. D’altra parte l’idea della ministra era contenuta in una lettera inviata al comitato tecnico scientifico a firma, oltre che Bonetti, della sottosegretaria alla Salute con delega alla medicina per l'infanzia Sandra Zampa e del presidente della Società italiana di Pediatria Alberto Villani. Una lettera datata 31 marzo all'interno della quale si parla «dell’opportunità di consentire ai minorenni con un’età compresa tra gli 0 e i 18 anni di poter svolgere attività motorie e ludiche all’aria aperta ma sempre accompagnati da un familiare e nel rispetto del distanziamento sociale, con un rapporto adulto/minore di 1:1, a meno che non si tratti di fratelli o minori conviventi nella stessa abitazione».

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Centri estivi a supporto delle famiglie
Altro problema. Con il ritorno al lavoro dei genitori nella fase 2 e le scuole che non riapriranno con chi staranno i più piccoli? L’idea della ministra Bonetti, che si dovrebbe tradurre in bandi che partiranno a metà maggio, è quella di coinvolgere il terzo settore nell’affiancamento dei genitori. «Ho deciso di mettere in campo 35 milioni di euro - ha dichiarato - attraverso dei bandi a sostegno di centri estivi associazioni di volontariato e reti a sostegno delle famiglie che dovranno essere progettati in tempi, modi e spazi nuovi, in tutta sicurezza; e insegnare ai bambini una modalità di gioco diversa, magari, se necessario, indossando dispositivi di protezione individuale». I costi? Contenuti («Vorrei sollevare le famiglie il più possibile dal dover pagare visto il momento o arrivare a restituire loro la quota che pagheranno»).

L’idea di centri estivi di condominio
Ma anche le famiglie, e soprattutto le associazioni che le rappresentano, stanno studiando proposte da sottoporre alla politica. Il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari ha ipotizzato l'utilizzo dei volontari del servizio civile come animatori a domicilio per singole famiglie con figli. Ma anche la possibilità di creare dei 'centri estivi' condominiali per
quanti hanno la fortuna di vivere in palazzi che hanno spazi all'aperto, come cortili o giardini. Qui, in questi spazi all'aperto - secondo l'ipotesi del Forum - potrebbero essere impiegati i tanti volontari del terzo settore. Tra le varie possibilità proposte dall'associazione - che raccoglie quasi 50
associazioni nazionali e oltre 500 regionali - anche quella di sgravi fiscali per le aziende che pagheranno le baby sitter al propri dipendenti o che mettano a disposizione degli spazi esterni per i figli di chi lavora in azienda.

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