Verso il via libera

In Cdm Dl reclutamento con solo assunzioni legate al Recovery e norma ponte per assegno unico famiglie

Il governo si riunisce venerdì 4 giugno per esaminare i due provvedimenti. Allo studio misure per più assunzioni donne e giovani nella Pa

Ocse: per l'Italia una Pa efficiente e' la priorita' per la ripresa

4' di lettura

Tempi stretti per il decreto sul reclutamento del personale della P.a. legato al Recovery plan. Il provvedimento, in una versione più “light”, è atteso per la mattina di venerdì 4 giugn, sul tavolo del Consiglio dei ministri. Dopo una giornata in cui il braccio di ferro tra i ministeri sembrava far slittare la riunione del governo alla prossima settimana, alla fine la cabina di regia che si è svolta nel pomeriggio di giovedì a Palazzo Chigi ha trovato un compromesso. Il vertice è durato poco più di un’ora. Il Cdm sarà preceduto da una riunione del pre-consiglio alle 8.

Scopo del provvedimento - sul quale si sono mossi soprattutto il ministro Renato Brunetta e quello della Transizione Ecologica Roberto Cingolani - è l’assunzione secondo modalità trasparenti e agili di migliaia di professionisti ad hoc per la realizzazione dei progetti del Recovery Plan.

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Il compromesso verso il Consiglio dei ministri

Il decreto prevede le assunzioni strettamente legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza: gli esperti per la gestione di procedure complesse connesse alla governance del piano, il team per la digitalizzazione, gli addetti all’ufficio del processo (circa 16mila). Il testo disporrà le procedure per altre assunzioni che le amministrazioni e i ministeri potranno fare in relazione ai progetti del Recovery, ma che saranno valutati di volta in volta e finanziati con risorse statali.

In Cdm anche norma ponte per assegno unico famiglie

A quanto si è appreso da fonti di governo, in Cdm approderà anche la cosiddetta “norma ponte” sull’assegno unico per le famiglie, confermando la partenza dal prossimo 1 luglio senza slittamenti o rinvii. Da quella data, la norma ponte dovrebbe consentire la “copertura” solo per alcune categorie che fino ad ora ne erano prive, vedi disoccupati e lavoratori autonomi. Poi dal 2022 verrà prevista l’estensione dell’assegno.

Il braccio di ferro tra i ministeri

È dunque continuato in queste ore il braccio di ferro tra i ministeri per ottenere più rinforzi di personale. Allo stato attuale, la giustizia farà la parte del leone, con 22mila figure professionali da individuare.

Reclutamento, ma non solo. Oltre alle assunzioni ad hoc e in tempi rapidi tramite concorsi semplificati e veloci di tecnici e professionisti per supportare la fase di progettazione e di realizzazione delle opere previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza da oltre 200 miliardi, il provvedimento dovrebbe prevedere nuovi incentivi ai dipendenti pubblici e ai funzionari.

Incentivi a dipendenti e funzionari, premi per eccellenza

Il decreto sarebbe dovuto entrare nel decreto Recovery (sarebbe la terza gamba dopo semplificazioni e governance) ma il confronto tra i diversi ministeri ha fatto sì che si perdesse quel treno, con conseguente sdoppiamento dei provvedimenti - concretizzerà alcuni dei contenuti del Patto per l’innovazione della pubblica amministrazione, a partire da quei premi al merito che si potranno ottenere grazie al superamento del tetto al salario accessorio, introdotto dal 2017 . L’idea è di abrogare il tetto che impedisce ai fondi per l’accessorio di superare i livelli del 2016 (Dlgs 75/2017) a decorrere dall’entrata in vigore dei nuovi contratti (si veda anche Il Sole 24 Ore del 2 giugno) .

Reclutamento, concorsi veloci

Il modello di reclutamento previsto dal decreto dovrebbe essere quello “semplificato” del concorso in 100 giorni, che si sta sperimentando con il “Concorsone Sud”, così da velocizzare la realizzazione dei progetti. Un modello che verrebbe preso in considerazione anche per gli ingressi a tempo determinato di migliaia di figure tecniche, ingegneri, informatici, architetti che si dovranno occupare dei progetti del Recovery plan e che andranno a supportare l’attività di tutti gli uffici, dai ministeri ai piccoli Comuni. Dovrebbe essere mantenuta una procedura comparativa accompagnata da almeno una prova selettiva.

Il portale per le alte professionalità “modello LinkedIn”

Altra novità sarà il portale unico per le alte professionalità, che dovrebbe essere alimentato con il caricamento dei curriculum anche grazie ad accordi con gli ordini professionali: una sorta di “LinkedIn italiano” per la pubblica amministrazione. Queste figure saranno selezionate per incarichi di collaborazione e consulenza, con requisiti più stringenti e meccanismi, assicurano dalla maggioranza, che garantiscano gli obblighi di trasparenza. In nessun caso, insomma, ci dovrebbero essere la chiamata diretta ma dovrebbero essere comunque garantiti tempi rapidi per i nuovi innesti.

Il potenziamento della formazione

Accanto agli ingressi - per i contratti a tempo si ipotizzano massimo 5 anni - ci dovrebbe essere in parallelo un processo di ricognizione delle competenze presenti nella P.a. e di formazione dei dipendenti pubblici, con un rafforzamento della Scuola nazionale dell’amministrazione.

Fonti governo, spinta per parità genere nel dl reclutamento

Il decreto Reclutamento dovrebbe prevedere anche un meccanismo per garantire la parità di genere e generazionale. Durante la cabina di regia la ministra di Iv Elena Bonetti avrebbe sollevato il tema dell’attenzione alle donne nel reclutamento di personale nella P.a. e il ministro Andrea Orlando avrebbe sostenuto la sua proposta, trovando concorde il titolare della P.a. Brunetta. Nel decreto semplificazioni sarebbe stata così introdotta una condizionalità, con una quota del 30% di donne e giovani per le aziende che intendano concorrere alle gare per le opere del Pnrr. L’idea è portare anche nella P.a. un meccanismo di incentivo - in via di valutazione - alla parità di genere e generazionale, ad esempio con la costituzione di commissioni ad hoc.

Le assunzioni connesse alla nuova governance

In prima fila ci dovrebbero essere le assunzioni legate al nuovo sistema di governance, delineata dal decreto Recovery, a partire dai 350 che andranno alla struttura ad hoc della Ragioneria per il monitoraggio del Piano che il Mef dovrà assicurare alla Ue, e dovrebbero rientrare anche le procedure per il reclutamento di 22mila funzionari per sveltire la Giustizia anche in vista della riforma - compresi i 16.500 che serviranno per l’Ufficio del Processo.

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