I PRECEDENTI

Dai presidenti delle Camere a Molteni: quando M5S e Lega hanno trovato la quadra

di Andrea Carli

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(ANSA)


3' di lettura

Non c’è solo lo spettro di raid in Siria ad accelerare i tempi di un accordo tra M5S e Lega per la formazione del nuovo governo. Ci sono anche le intese raggiunte dalle due forze politiche in parlamento, tra cui l’ultima che ha portato all’elezione dell’esponente del Carroccio Nicola Molteni alla presidenza della Commissione speciale della Camera, a spingere nella stessa direzione.

Commissione speciale Camera: M5S sostiene Molteni
Molteni ha ricevuto, secondo quanto viene riferito, 27 voti. In commissione, il Movimento 5 Stelle ha 14 componenti, la Lega 8, 7 FI, 2 Fratelli d'Italia. Il Pd (7 componenti), ha votato scheda bianca. Al deputato della Lega sono dunque mancati 4 voti rispetto a quelli attesi. Andrea Mandelli, di Fi, e Giorgio Trizzino M5s sono stati eletti vicepresidenti con 15 e 14 voti; i segretari sono Vittorio Ferraresi (M5s) e Paolo Russo (Fi). Nessun incarico al Pd.

Il precedente di Crimi al Senato
Il sostegno dei Cinque Stelle al nome di Molteni ha preso forma a pochi giorni da quello ottenuto dal grillino Vito Crimi, eletto alla guida dell’analoga commissione del Senato anche grazie ai voti del centrodestra. Senza dimenticare, ancora prima, l’elezione dei presidenti dei due rami del parlamento e quella dei questori.

Il primo precedente: l’elezione dei presidenti di Camera e Senato
È il 24 marzo, un sabato. A venti giorni dalle elezioni politiche, Senato e Camera al secondo giorni di votazioni trovano la quadra ed eleggono i loro nuovi presidenti: rispettivamente Elisabetta Casellati di Fi e Roberto Fico del M5s. I due vengono eletti con un accordo che coinvolge - dopo una serie di colpi di scena e una trattativa ferrata, che in qualche momento fa presagire l’ipotesi di una rottura tra Lega, Fi e FdI - tutto il centrodestra e i pentastellati. L’intesa viene alla fine raggiunta, dopo lunghe trattative, al mattino. Fico passa con 422 voti rispetto ai 480 di cui dispongono M5s, Lega, Fi e Fdi. Casellati incassa 240 voti facendo il pieno di quelli potenziali.

L’agenda del Quirinale per il secondo round di consultazioni

A Montecitorio molte cariche a M5S con l’appoggio del centrodestra
Sia alla Camera che al Senato sono previsti quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari d’Aula che insieme al Presidente compongono l’ufficio di presidenza. Per quanto riguarda Montecitorio, la partita vede M5S fare man bassa di cariche, con il sostegno del centrodestra. E vede per la prima volta il Pd (che chiedeva un vicepresidente e un questore in entrambi le Camere, in quanto opposizione, secondo la prassi in atto sin dal 1948) escluso dal collegio dei tre questori. Quanto ai vicepresidenti, sono eletti: Mara Carfagna (Fi), Maria Edera Spadoni (M5S), Lorenzo Fontana (Lega) e, unico rappresentante dell’opposizione, Ettore Rosato (Pd). I questori sono invece Riccardo Fraccaro (M5S), Gregorio Fontana (Fi) ed Edmondo Cirielli (Fdi). Fraccaro, con un passato in prima fila nella battaglia per l’abolizione dei vitalizi, è primo degli eletti, quindi diventa il questore anziano: incassa 269 voti: ben 47 in più dei 222 deputati su cui il gruppo M5S può contare a Montecitorio.

A Palazzo Madama due vicepresidenti al centrodestra, uno a M5S
E al Senato? Alla fine sono risultati eletti come vicepresidenti Roberto Calderoli (Lega), Ignazio Larussa (Fdi), Paola Taverna (M5s) e Anna Rossomando (Pd), mentre i questori sono De Poli (Nci), Arrigoni (Lega) e Bottici (M5S).

La convergenza sul taglio dei vitalizi
Peraltro, dopo le elezioni dei presidenti di Camera e Senato e dei relativi Uffici di presidenza avvenute di comune accordo, centrodestra e M5S hanno deciso di collocare il tema del taglio dei vitalizi, uno dei più divisivi della precedente legislatura, al primo posto dell’ordine del giorno dell’agenda parlamentare. Oggi il tema è sul tavolo del primo incontro tra i questori.

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