Boccia: «No al ricorso al deficit»

Manovra, Conte: forte taglio cuneo fiscale per dare risorse ai lavoratori

Martedì a incontrare associazioni datoriali e sindacati sarà il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il leghista illusterà le sue ricette per uno shock fiscale, a cominciare dalla flat tax al 15 per cento per il ceto medio e una nuova edizione della pace fiscale, con l’estensione del saldo e stralcio alle imprese in difficoltà


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A Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte incontra le associazioni di categoria e sindacati su lavoro e welfare

3' di lettura

Serve un taglio del cuneo fiscale per liberare risorse per i lavoratori. Lo ha messo in evidenza Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio questo pomeriggio ha incontrato a Palazzo Chigi le parti sociali.«A fronte dell’emergenza salariale e demografica in atto - ha spiegato -, bisogna incidere sul cuneo fiscale e contributivo in modo significativo a vantaggio di lavoratori e pensionati, perché il potere d’acquisto dei lavoratori si è contratto e perciò il taglio del cuneo deve liberare risorse effettive a favore delle buste-paga».

Stando a quanto riferiscono alcuni partecipanti, Conte ha sottolineato che i salari netti hanno perso 5.000 euro nel decennio e i redditi familiari sono al palo dal 2009. Il Presidente del Consiglio ha riepilogato le azioni del governo, dalle misure di protezione sociale per mettere in sicurezza le fasce più deboli, con decreto Dignità, Reddito di cittadinanza e quota 100, a quelle della cosiddetta fase due per indirizzare crescita e sviluppo: le politiche attive per il lavoro e la formazione; il fisco per la competitività e il sostegno agli investimenti privati e pubblici.

Conte: ora fase 2 con patto per la crescita
«Con la prossima manovra economica - ha aggiunto Conte -, intendiamo dare attuazione alla “fase 2” per realizzare un patto per la crescita e lo sviluppo sociale basato su quattro pilastri principali: la tutela della sicurezza sociale, le politiche attive del lavoro e la formazione, un quadro fiscale e normativo favorevole alla competitività e, infine, il sostegno agli investimenti privati e pubblici».

Al via la partita per definire le misure della prossima legge di Bilancio
Come dimostra il tavolo di oggi, la partita per definire le misure che caratterizzeranno la prossima legge di Bilancio è già iniziata. Entro il 27 settembre l’esecutivo deve presentare la Nadef, la Nota di aggiornamento del Def. Ed è una partita che si gioca su due campi. Quello di palazzo Chigi, con l’incontro di oggi tra Conte, associazioni di categoria e sindacati su lavoro e welfare (è il secondo round, dopo Fisco e Piano per il Sud). E quello del Viminale: domani a vedere le parti sociali sarà il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il leghista illusterà le sue ricette per uno shock fiscale, a cominciare dalla flat tax al 15 per cento per il ceto medio e una nuova edizione della pace fiscale, con l’estensione del saldo e stralcio alle imprese in difficoltà.

Il binomio salario minimo-taglio cuneo proposto da M5S
Per quanto riguarda le misure sul lavoro, all’interno dell’esecutivo M5S-Lega le posizioni non collimano. Da una parte l’alleggerimento della pressione fiscale, sostenuto dalla Lega. Dall’altra il binomio taglio cuneo fiscale-salario minimo, rivendicato dai Cinque Stelle. Sindacati e imprese respingono la proposta M5S che punta a compensare l’aggravio per i datori di lavoro legato alla paga minima a 9 euro con un taglio del cuneo da 4 miliardi. Al momento l’unico punto di intesa che si registra è, dopo un anno di gestazione, quello sui rider, che avranno nuove tutele grazie a un decreto legge che dovrebbe essere approvato in settimana, e che contiene anche norme per le crisi d’impresa a partire da Whirlpool. Intanto Conte ha annunciato che a settembre convocherà un nuovo round di incontri con le parti sociali sulla manovra.

Al Viminale le ricette della Lega per uno shock fiscale
Domani la replica al Viminale: non ci sarà Maurizio Landini che invierà comunque una delegazione della Cgil. Oltre alla Flat tax, la Lega, come ha spiegato domenica in una intervista al Sole 24 Ore il sottosegretario Massimo Bitonci, sta valutando anche nuovi meccanismi di accordi preventivi sugli accertamenti dell’agenzia delle Entrate per ridurre il contenzioso. La Lega pensa a un taglio delle tasse da dieci miliardi, da destinare alla riduzione dell’Irpef pagata da pensionati e dipendenti, con l’aliquota del 15% applicata «a chi oggi paga invece il 23%». Il Movimento caldeggia invece una rimodulazione delle aliquote da 5 a 3, con costi più contenuti per le casse dello Stato. Tutti d'accordo, invece, sullo stop agli aumenti Iva da 23 miliardi che sono la vera zavorra della manovra, anche se nessuno ha ancora chiarito dove si troveranno le risorse.

Boccia: «No al ricorso al deficit»
Bisogna usare la crescita per diminuire le disuguaglianze. Questo il punto di vista espresso da Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, al tavolo di Palazzo Chigi. C’è - ha aggiunto l’imprenditore - un nodo risorse da affrontare evitando di fare ricorso al deficit. Boccia ha sottolineato anche che è importante tenere lo spread sotto controllo e muoversi in raccordo con l’Europa.

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