Energia

Dai rifiuti un giacimento «artificiale» di metano

di Jacopo Giliberto

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3' di lettura

È stato avviato ieri mattina a Montello (Bergamo) lo sfruttamento di un giacimento sconosciuto di energia, un giacimento colossale di metano. È un grande giacimento da cui si estraggono 3.750 metri cubi l’ora, 32 milioni di metri cubi di metano l’anno. Quanto una delle grandi piattaforme al largo dell'Adriatico. Ma il giacimento avviato ieri non è nel sottosuolo: è un giacimento artificiale di biometano ottenuto dalla fermentazione di rifiuti che si produce nell’impianto di riciclo della Montello. Da ieri alle 9 questo gas viene immesso nella rete di gasdotti della Snam per essere bruciato nei fornelli, nelle caldaie , negli scaldabagno, nelle centrali elettriche e così via insieme con quello che arriva dalla Siberia, dal Mare del Nord, dalla Libia o dai deserti dell’Algeria.

Da anni il Consorzio italiano biogas (Cib) promuove l’utilizzo del metano da fermentazione nella rete nazionale: è il biogas che si ottiene dagli scarti agricoli, dai residui delle lavorazioni alimentari, dal trattamento del letame degli allevamenti, dalla fermentazione della frazione organica dei rifiuti domestici. Sono già partiti i primi impianti, spesso impianti di grande innovazione tecnologica con le visite di scienziati e imprenditori di mezzo mondo, e altrettanto spesso accompagnati dagli immancabili comitati locali nimby del “no biogas”.

Ma finora il metano prodotto è stato usato direttamente sul luogo per produrre calore in una caldaia oppure elettricità in un generatore. Prima di ora non è mai stato immesso nella rete nazionale del gas.

Però nel frattempo i giacimenti italiani cominciano a esaurirsi. Quelli vecchi, concentrati soprattutto in Adriatico e nella Pianura Padana, sono stanchi, mezzo vuoti. Quelli nuovi invece spesso non riescono a partire, contestati dai comitati nimby contrari allo sfruttamento delle risorse a chilometro zero.

Secondo i programmi del Cib, che sono stati adottati anche dai ministro Carlo Calenda e Gian Luca Galletti nella nuova Stategia energetica nazionale, in pochi anni gli impianti di biometano potranno produrre 8 miliardi di metri cubi di gas e la Snam ha ricevuto finora più di 300 domande di allacciamento alla rete da parte di impianti che producono biometano.

A titolo di confronto, secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico, nel 2016 l’Italia ha consumato 70,9 miliardi di metri cubi di gas (+5%) di cui appena 5,7 miliardi di metri cubi prodotti dai giacimenti nazionali (-14,6%), la metà di quanto si estraeva dai giacimenti italiani una dozzina d’anni fa.

In Italia ci sono già 1.500 impianti di digestione anaerobica in attività: siamo il terzo produttore mondiale di biogas da materie prime agricole, con 2,5 miliardi di metri cubi annui, combustibile finora escluso dalla rete di metanodotti.

Il nuovo “giacimento artificiale” di metano è nella Montello, la più importante azienda europea di riciclo della plastica nata quando l’imprenditore bergamasco Roberto Sancinelli aveva deciso di portare nel segmento ambientale l’antica acciaieria Rumi di Montello. La Montello ricicla la plastica ma anche i rifiuti organici da raccolta differenziata.

«Già dal 2008 dal trattamento combinato di digestione anaerobica e compostaggio dei rifiuti organici produciamo biogas — spiega l'imprenditore Roberto Sancinelli — che usiamo per generare energia elettrica e termica, oltre a un fertilizzante organico di elevata qualità, utilizzato in agricoltura in sostituzione dei fertilizzanti chimici». A questi impianti se ne aggiunge uno nuovo e si arriverà a 32 milioni di metri cubi di metano, gas che se venisse usato per il rifornimento delle auto a metano potrebbe far percorrere 640 milioni di chilometri.

Il nuovo impianto ricupera l’umido organico prodotto da circa 6 milioni di abitanti (equivalente al 60% dell'intera Lombardia) ed è il primo impianto in Italia “carbon negative”, cioè utilizza l’anidride carbonica come prodotto invece di emetterla.

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