Il calendario allo studio

Dai sanitari ai professori, ecco la road map delle terze dosi

Una priorità verrà assegnata a «coloro che hanno fatto il vaccino Johnson & Johnson», ha spiegato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri

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I punti chiave

  • I numeri dell’allargamento ai cinquantenni
  • Priorità agli immunizzati con J&J
  • Quasi 1,2 milioni le terze dosi somministrate
  • Operatori sanitari a quota 13%
  • Il via libera di Ema a Moderna

3' di lettura

Dopo i più fragili e gli over 60, la porta per le terze dosi potrebbe aprirsi per gli insegnanti. Almeno dando per soddisfatta la richiesta del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi al commissario per l’Emergenza, con il plauso dei dirigenti scolastici e delle maggiori sigle sindacali. Una volta protetti anziani, fragili, medici e infermieri, personale e degenti delle Rsa e mondo della scuola, sul richiamo si prospetta entro l’anno il possibile allargamento della platea .

I numeri dell’allargamento ai cinquantenni

Anche per la terza dose dunque, probabilmente si procederà per fasce di età: successivamente agli over 60 potrebbe toccare ai cinquantenni, la categoria più numerosa che ha fatto 8,3 milioni di vaccini. Se la terza dose verrà allargata agli over 50 anni già a novembre e dicembre, il totale delle persone vaccinabili da qui a fine anno sarebbe di 7,6 milioni di persone.

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Priorità agli immunizzati con J&J

Per la somministrazione delle dosi booster di vaccino anti Covid a tutta la popolazione, una priorità verrà data a «coloro che hanno fatto il vaccino Johnson & Johnson e che dovranno fare la seconda dose. Per quanto riguarda la terza al resto della popolazione, ovviamente la priorità sarà legata alla data di somministrazione della seconda dose». Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, dice comunque chiaramente no alla «corsa a controllare gli anticorpi per sapere se serve la terza dose. La scienza già ha identificato chi per primo la deve fare, adesso aspettiamo che si esprima sugli altri. Per quanto riguarda J&J, le indicazioni saranno date a breve in maniera chiara ed esaustiva».

Quasi 1,2 milioni le terze dosi somministrate

Secondo i dati della Fondazione Gimbe aggiornati al 27 ottobre sono state somministrate 1.191.327 terze dosi di cui 224.597 dosi aggiuntive e 966.730 dosi booster, con una media giornaliera di 29 mila somministrazioni. Il tasso nazionale di copertura vaccinale per le dosi aggiuntive è del 25,6% con nette differenze regionali: dallo 0,9% della Valle D'Aosta al 98,8% dell'Umbria. La copertura nazionale con dose booster è invece del 32,3% anche qui con notevoli differenze tra le Regioni: dal 10% della Calabria al 73,8% del Molise.Le coperture nazionali per dose booster al 32,3% e per dosi aggiuntive al 25,5% ma con notevoli differenze regionali. È quanto emerge dal monitoraggio relativo all’ultima settimana. Sul fronte di quella aggiuntiva sono 877.999 le dosi somministrate; per la booster, sono 2.988.562.

Operatori sanitari a quota 13%

Sta a quota 13% il numero di medici, infermieri e operatori in servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie che ha ricevuto il richiamo vaccinale contro il Covid. Su un milione di dosi booster somministrate in tutta Italia, secondo l’analisi condotta dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere sugli open data messi a disposizione dalla struttura del commissario Figliuolo, circa 170mila sono andate a soggetti tra 20 e 60 anni che rappresentano per lo più la platea di personale sanitario, in tutto 1 milione 400mila unità, a cui è destinato il richiamo vaccinale.

Il via libera di Ema a Moderna

L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha anche autorizzato anche il vaccino Moderna come dose booster per gli over 18 con mezza dose di vaccino a una distanza di 6-8 mesi dalla seconda dose e ora in Italia si attende il via libera di Aifa per avviare le somministrazioni. Per quanto riguarda le 1.490.285 persone che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson si attende in settimana la valutazione da parte di Ema e di Aifa, dopo l'autorizzazione della Food and drug administration (Fda) statunitense a una dose di richiamo a due mesi dalla prima.

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