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Aumenti sulle sigarette, sgravi sui seggiolini: come cambiano le micro-tasse

L'aumento per ogni pacchetto di bionde viene quantificato tra i 15 e i 20 centesimi

di Nicola Barone

(ANSA)

3' di lettura

Tasse su beni di consumo che salgono, tasse che scendono. Sono diversi i ritocchi alla fiscalità contenuti nella manovra approvata dal Consiglio dei ministri il 21 novembre e ora in procinto di approdare in Parlamento. Le organizzazioni dei consumatori cominciano a fare i primi calcoli sugli effetti, in linea di massima, nella vita dei cittadini.

Per le sigarette 15-20 cent a pacchetto

A pagare una parte del conto saranno i fumatori. L’aumento per ogni pacchetto di bionde varia tra i 15 e i 20 centesimi. L'intervento mirato sulle accise del tabacco e dei prodotti succedanei, ovvero quello riscaldato e le sigarette elettroniche, prevede un aumento graduale della componente specifica, oggi ancora la più bassa in Europa, accompagnato da un incremento dell’onere fiscale minimo, anche questo declinato su tre anni. Per i nuovi prodotti succedanei come il tabacco riscaldato prosegue l’aumento dell’accisa, già previsto dall’1 gennaio con la legge di bilancio 2022, e proseguirà per i prossimi tre anni. Per le sigarette elettroniche l’incremento viene fissato al 15% per i prodotti con nicotina e al 10% per quelli senza, sempre a partire dal prossimo 1 gennaio 2023.

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Dai seggiolini auto agli assorbenti

Dal latte in polvere ai seggiolini auto per i bambini agli assorbenti femminili, l’aliquota Iva passa al 5% per i prodotti dell'infanzia e per la protezione dell’igiene intima femminile. La bozza della manovra prevede infatti l’aliquota ridotta su assorbenti e tamponi; su latte in polvere o liquido per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia, condizionato per la vendita al minuto; preparazioni alimentari di farine, semole, semolini, amidi, fecole o estratti di malto per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini, condizionate per la vendita al minuto; pannolini per bambini e seggiolini per bambini da installare negli autoveicoli.

Codacons: risparmi irrisori per le famiglie

«La scelta del governo di individuare solo alcuni beni che gioveranno della riduzione dell’imposta porterà a vantaggi irrisori per le famiglie, e non per tutte». È la reazione di Codacons che ha elaborato alcune proiezioni per capire come le misure inserite in manovra si ripercuoteranno sulle tasche degli italiani. La riduzione dell’Iva sugli assorbenti femminili dal 10% al 5% determina un risparmio medio pari a circa 0,20 euro a confezione. «Considerato che una donna spende in media 126 euro all’anno per il rifornimento di assorbenti, il risparmio a consumatore non supererà i 6 euro annui», secondo il Codacons. I prezzi dei biberon sono estremamente diversificati a seconda della marca del prodotto e della tipologia di acquisto (online, supermercato, farmacia, negozi specializzati). «Ipotizzando un costo medio pari a 8,5 euro, la riduzione dell’Iva dal 22% al 5% comporta un risparmio di appena 1,19 euro a prodotto».

Per passare agli omogeneizzati, secondo l’organizzazione dei consumatori «una confezione da due vasetti di marca costa in media in Italia 1,99 euro. La riduzione dell’Iva al 5% comporta un risparmio di appena 0,28 euro a confezione. Considerati i consumi medi annui di omogeneizzati da parte una famiglia con un figlio, il risparmio complessivo sarà pari a circa 25,2 euro annui». Ancora, il costo medio di un 1 kg di latte in polvere varia dai 12 ai 20 euro, «per una spesa a famiglia compresa tra i 600 e gli 800 euro annui. Con la riduzione dell'Iva al 5%, il risparmio si aggira tra gli 84 e i 112 euro annui a nucleo». Un pannolino, a seconda della marca e della tipologia di acquisto ha per il Codacons un costo medio compreso tra i 18 e i 45 centesimi di euro. In base a un utilizzo medio di 6 pannolini al giorno da parte di una famiglia con un bambino, con l’Iva al 5% il risparmio medio sulla spesa per i pannolini sarà pari a circa 96 euro annui.

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