emergenza coronavirus

Dai tamponi positivi ai contagi: i numeri che fanno di Lombardia e Campania due sorvegliate speciali

In base all’analisi fatta dalla Fondazione Gimbe sui dati dell’Iss, negli ultimi 14 giorni (13-27 ottobre) tra le province con il numero maggiore di nuovi casi per 100mila abitanti ci sono quelle di Milano (716) e di Napoli (500)

di Andrea Gagliardi

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In base all’analisi fatta dalla Fondazione Gimbe sui dati dell’Iss, negli ultimi 14 giorni (13-27 ottobre) tra le province con il numero maggiore di nuovi casi per 100mila abitanti ci sono quelle di Milano (716) e di Napoli (500)


2' di lettura

Indice Rt sopra il valore di guardia di 1,5. Incidenza dei contagi sulla popolazione e tassi di positività dei tamponi e dei casi testati molto al di sopra la media nazionale. Con le situazioni peggiori a Napoli e Milano, città con la densità abitativa maggiore d’Italia. Sono molti i dati per i quali Lombardia e Campania sono due Regioni «sorvegliate speciali», indiziate di misure restrittive ulteriori. E paventati lockdown locali.

I parametri oltre la media

Ma andiamo con ordine. E partiamo dall’indice di contagiosità, il famoso Rt. In base all’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità, a fronte di un valore medio di 1,5 (superato il quale scattano i lockdown) sia Lombardia (1,9) che Campania (1,6) sono oltre la soglia. Ma non basta. Se si guarda agli ultimi dati del 28 ottobre, a fronte di 232 nuovi positivi ogni 100mila abitanti/settimana, sia la Lombardia (357) che la Campania (264) sono ben oltre la media. Anche se vanno segnalati pure Piemonte (329), Umbria (320) e Toscana (309). Non basta. Perché Lombardia e Campania registrano valori preoccupanti su altri due fronti importanti: il tasso di positività dei tamponi eseguiti e dei casi testati. Sempre il 28 ottobre, a fronte di un valore nazionale attestato sul 12,6% nel primo caso e sul 20,5% nel secondo, le due regioni registrano percentuali record: rispettivamente 12,3% e 29,8% la prima; 16,1% e 27,1% la seconda. Molto preoccupanti anche i dati del Piemonte: 17% e 20,3 per cento. Fuori controllo pure la Val d’Aosta: 15,8% e 26,4 per cento.

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Milano e Napoli tra le province più colpite

Ma c’è anche un altro dato. In base all’analisi fatta dalla Fondazione Gimbe sui dati dell’Iss, negli ultimi 14 giorni (13-27 ottobre) tra le province con il numero maggiore di nuovi casi per 100mila abitanti ci sono quelle di Milano (716) e di Napoli (500). Da considerare a tal proposito non solo che Napoli con 8.087 abitanti per Km2 e Milano con 7.684 abitanti per Km2 sono le due grandi città con maggiore densità abitativa. Ma che, con riguardo a questo parametro, nella classifica dei primi 50 comuni con densità maggiore, 21 sono in provincia di Napoli e 11 in provincia di Milano.

Roma e il Lazio meno nel ciclone

Colpisce il fatto che il virus sembri circolare meno nel Lazio. A fronte di un Rt a 1,5, comunque alto, i nuovi positivi ogni 100mila abitanti/settimana sono sotto la media nazionale a quota 196 (dato sempre del 28 ottobre). Sotto la media anche tasso di positività dei tamponi eseguiti (8,6%) e dei casi testati (9,8%). A proposito di densità abitativa Roma è molto indietro rispetto a Milano e Napoli. Siamo solo a 2.204 abitanti per Km2. Potrebbe essere una delle ragioni che hanno rallentato la corsa del virus. Anche se è vero pure che Roma è piena di terreni agricoli, e ci sono quartieri dove densità abitativa altissima, oltre 10mila abitanti per chilometro quadrato.

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