lo sciopero

Dai trasporti ai rifiuti, Roma verso il blocco totale dei servizi locali

La giornata di venerdì 25 ottobre sarà ricordata come il primo "sciopero generale totale" dei servizi pubblici nella Capitale. In piazza del Campidoglio contro la sindaca Virginia Raggi<b/>e ci saranno Cgil, Cisl e Uil, indotti a «bloccare la città» per protesta contro il riassetto delle società partecipate di Roma Capitale portato avanti dall'amministrazione M5S. L'appello dell'Ama ai cittadini: «Non conferite rifiuti»

di Vittorio Nuti


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(AdobeStock)

3' di lettura

Lo stop al trasporto pubblico a ridosso del week end, ma non solo. La giornata di venerdì 25 ottobre sarà ricordata come il primo "sciopero generale totale" dei servizi pubblici nella Capitale. In piazza del Campidoglio contro la sindaca Virginia Raggi e ci saranno Cgil, Cisl e Uil, indotti a «bloccare la città» per protesta contro il riassetto delle società partecipate di Roma Capitale portato avanti dall'amministrazione M5S.

Serrata del servizio pubblico locale
Dunque a Roma si fermeranno non solo gli autisti di autobus, metropolitane e treni (Atac e Roma Tpl) ma anche i lavoratori delle società comunali che si occupano di rifiuti (Ama), farmacie (Farmacap), trasporti (Roma Metropolitane) e servizi (Roma Multiservizi e Zètema). A rischio dunque anche mense scolastiche, servizi di pulizia nelle scuole, farmacie comunali e sportelli sociali.

L'Ama ai cittadini: non gettate i rifiuti
L'impatto dello sciopero sulla città - provata da anni di mala gestione soprattutto sul fronte dei servizi ambientali - si preannuncia disastroso. Al punto che nei giorni scorsi la municipalizzata dei rifiuti ha lanciato un appello «al senso civico e alla collaborazione di tutti i romani» invitando i cittadini a non buttare l'immondizia nei cassonetti nella giornata di sciopero, «per non sovraccaricare le postazioni di cassonetti stradali», posticipando il conferimento al giorno successivo, sabato 26 ottobre.

Gli appelli dei Garanti contro il caos
Temendo il peggio, il Garante per gli scioperi ha chiesto ai sindacati il «pieno rispetto delle prestazioni indispensabili» dei servizi pubblici a Roma. E richiamato l'Ama a garantire «la pronta riattivazione del servizio» di raccolta rifiuti, da assicurare subito dopo la fine dello sciopero, "anche con il ricorso al lavoro supplementare o straordinario». Lo stesso appello a garantire i i servizi minimi essenziali almeno presso scuole e strutture «in cui siano presenti minori» è arrivato anche dal Garante per l'infanzia del Lazio, che ha espresso i suoi timori per la serrata al ministro della Sanità nella speranza «che sia assicurata la piena tutela della salute pubblica».

GUARDA IL VIDEO: A Roma spettro emergenza rifiuti, sos medici

Scontro sul riassetto delle partecipate
A far esplodere la mobilitazione dei sindacati è la vertenza sulle società partecipate del Comune, in particolare il ritardo nell' approvazione dei bilanci Ama (per una controversia con il Campidoglio sulla classificazione in bilancio di una posta per passati servizi cimiteriali da 17 milioni di euro) e la liquidazione di Roma Metropolitane, l'azienda che si occupa di programmare e appaltare le opere della mobilità, tra cui metro C. Allo scontro tra amministrazione a Cinque Stelle e sigle sindacali ha contribuito anche l'avvio della procedura di mobilità decisa dal Campidoglio per 3.500 dipendenti di Roma Multiservizi, la società detenuta al 51% da Ama che garantisce la pulizia e i bidelli in molte scuole, oltre al servizio scuolabus.

A vuoto l'appello alla revoca della sindaca
Una situazione di muro contro muro, dunque, che ha fatto cadere nel vuoto anche il drammatico appello della sindaca Raggi ai confederali per un «atto di responsabilità» che portasse alla revoca dello sciopero «per il bene della città e dei cittadini». Nei giorni scorsi, Raggi ha ricordato «l'invito al confronto» avanzato alla controparte a metà ottobre , con la proposta di sottoscrivere « un documento congiunto in cui si formalizzavano una serie di impegni: la garanzia che tutte le partecipate di Roma Capitale sarebbero rimaste pubbliche, il mantenimento dei livelli occupazionali e la promessa di condivisione di ogni passaggio nodale che avrebbe coinvolto i lavoratori. Avete detto di no, ma non avete proposto alcuna alternativa».

In piazza anche opposizione e Codacons
In piazza con i sindacati scenderanno anche le opposizioni in Campidoglio: da Pd fino a Sinistra x Roma. La manifestazione per loro avrà anche un preciso significato politico, con il capogruppo dem in Consiglio comunale Giulio Pelonzi che chiede al M5S «il coraggio di ammettere che vogliono privatizzare le aziende», e «un patto per la città in cui partiti, sindacati e cittadini si uniscono contro questa amministrazione per sviluppare un progetto di rilancio». Per la prima volta, la manifestazione di protesta vedrà l'adesione dei consumatori con il Codacons che chiarisce: «Cittadini e lavoratori saranno dalla stessa parte e gli utenti romani daranno il proprio contributo per bloccare la città. La situazione della capitale è talmente devastante che non esiste altra soluzione se non il commissariamento dell'amministrazione».

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