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Dai treni alle società sportive: defibrillatori ovunque per legge

Defibrillatori in aeroporti, stazioni e porti, ma anche a bordo di aerei, treni, navi, sui mezzi di trasporto pubblici e nelle società sportive. E poi formazione alla rianimazione fin dai banchi di scuola

di Nicoletta Cottone

Dai treni alle società sportive: defibrillatori ovunque per legge

Defibrillatori in aeroporti, stazioni e porti, ma anche a bordo di aerei, treni, navi, sui mezzi di trasporto pubblici e nelle società sportive. E poi formazione alla rianimazione fin dai banchi di scuola


3' di lettura

Defibrillatori in aeroporti, stazioni e porti, ma anche a bordo di aerei, treni, navi, sui mezzi di trasporto pubblici e nelle società sportive. E poi formazione alla rianimazione fin dai banchi di scuola. È il contenuto della proposta di legge fortemente voluta - dopo tragici fatti di cronaca che hanno coinvolto minori a scuola e in viaggio - dal primo firmatario e relatore Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia. Un testo calendarizzato in quota Forza Italia, che ha trovato sostegno unanime fra i deputati. Tanto che è stato approvato in commissione Affari sociali all’unanimità ed è il risultato della sintesi di otto proposte di legge.

GUARDA IL VIDEO - «Diffondere i defibrillatori come gli estintori»

Aumentare il numero dei sopravvissuti
Avrà il via libera della Camera in settimana, per poi passare al Senato per l’approvazione definitiva. Fra gli obiettivi, quello di incrementare la presenza di defibrillatori sul territorio, ampliare la platea dei cittadini in grado di utilizzarli, diffondere l’informazione sull’importanza di un intervento tempestivo fin dai banchi di scuola. «La diffusione dei defibrillatori - spiega il relatore Giorgio Mulé (Fi) - è un punto di partenza per aumentare il numero dei sopravvissuti. Durante le audizioni è stato sottolineato come la possibilità di sopravvivenza diminuisca del 10% per ogni minuto trascorso dall’arresto cardiaco. E la possibilità di avere un danno neurologico aumenta in maniera analoga».

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Ogni anno in Europa muoiono per arresto cardiaco 400mila persone e 70mila in Italia: 192 al giorno, 8 ogni ora. E molti muoiono per non aver ricevuto tempestivamente i soccorsi. Fra i sopravvissuti in tanti hanno danni permanenti che riducono la qualità della vita e hanno alti costi assistenziali. «In Italia si registrano 143 morti per incendi ed esplosioni e ci sono estintori ogni 30 metri. Bisogna fare in modo che i defibrillatori siano dappertutto». Sul fronte fiscale viene introdotta un’Iva ridotta al 5% per i defibrillatori esterni. Il testo introduce l’obbligo per le sedi di tutta la Pa con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico, di dotarsi entro il 2025 di defibrillatori esterni. L’obbligo è esteso anche ad aeroporti, stazioni ferroviarie e porti, ai mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi e della navigazione interna che effettuano tratte con una percorrenza continuata di due ore. Defibrillatori anche per i servizi di trasporto extraurbano in concessione e per i gestori di pubblici servizi. Obbligatori anche per le società sportive, non solo durante le gare agonistiche, ma anche nel corso degli allenamenti.

Consentito l’uso del defibrillatore anche a chi non abbia frequentato un corso di formazione. «Ampie evidenze scientifiche - spiega il relatore Mulè - dimostrano che chiunque può usare un defibrillatore in sicurezza perché l’analisi del ritmo cardiaco è automatica e il dispositivo impartisce precise istruzioni vocali».

Unica App per la geolocalizzazione dei dispositivi
Prevista l’adozione di un’unica App, valida per tutto il territorio nazionale, e di software integrati con le centrali operative regionali del 118, per la rapida geolocalizzazione dei soccorritori e dei dispositivi di defibrillazione esterni. Una App specifica consentirà di avvisare i volontari immediatamente disponibili: riceveranno l’indicazione in tempo reale del luogo dove si trova la persona in arresto cardiaco e su dove è ubicato il defibrillatore più vicino.

Ci sarà anche l’obbligo di protocolli standard per tutti gli operatori del 118 per impartire le istruzioni a cittadini testimoni di un arresto cardiaco che non hanno mai fatto un corso di formazione. «È dimostrato - ricorda Mulè - che le probabilità di sopravvivenza aumentano se l’operatore fornisce istruzioni telefoniche su come praticare il massaggio cardiaco e usare il defibrillatore in attesa dei soccorsi».

Ancor oggi non esiste una mappa dei defibrillatori disponibili. Al momento dell’acquisto di una apparecchiatura, quindi, il fornitore avrà l’obbligo di comunicare alla Centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria il luogo di installazione e il nominativo dell’acquirente.

Formazione, poi, fin dai banchi di scuola, per studenti, docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario: alle scuole medie e superiori corsi sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base e sull’uso del defibrillatore esterno. «Fondamentale formare le nuove generazioni su strumenti e conoscenze minime ma decisive in caso di necessità». Poi campagne nazionali di informazione e sensibilizzazione su arresto cardiaco e rianimazione cardiopolmonare e dell'uso dei defibrillatori, con l’obiettivo di aumentare la possibilità di rianimazione da parte di occasionali passanti. Costo di un defibrillatore, meno di mille euro. Una spesa che può salvare la vita.

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