Automotive

Daimler, la crisi dei chip colpisce la produzione, non gli utili

La casa automobilistica tedesca ha affermato di aspettarsi un miglioramento delle forniture di semiconduttori nel quarto trimestre

di Redazione Finanza

Ola Källenius, ceo di Daimler (Reuters)

1' di lettura

Daimler controcorrente. Mentre la concorrenza perde colpi con i conti del III trimestre, da Volkswagen a Stellantis, per effetto della crisi dei chip, dei prezzi e dei rallentamenti della logistica a livello globale, la casa della stella a tre punte cede ugualmente terreno sul versante delle unità prodotte (-25%) ma tiene in piedi brillantemente i conti. Addirittura migliora i profitti, grazie al taglio dei costi che riesce così difficile a Wolfsburg, sede del gruppo Volkswagen, e al focus sui modelli di fascia alta, da Maybach ad Amg. In questo modo il gruppo guidato dal Ola Källenius dovrebbe raggiungere gli obiettivi di profitto per il 2021.

La casa automobilistica tedesca ha affermato di aspettarsi un miglioramento delle forniture di chip nel quarto trimestre ed ha aggiunto che «la carenza strutturale prevalente di semiconduttori dovrebbe rimanere un problema nel 2022, ma dovrebbe migliorare rispetto al 2021». Su questo le opinioni divergono. Secondo uno studio di Boston Consulting Group di cui ha scritto il Sole 24 Ore, l’emergenza continuerà per tutto il 2022 e la domanda potrebbe superare l’offerta del 15-20% esattamente di qui a un anno dopo un miglioramento nella prima parte dell’anno.

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La casa di Stoccarda ha registrato un utile operativo trimestrale di 2,6 miliardi di euro (3 miliardi di dollari), in crescita del 18% rispetto ai 2,2 miliardi di euro dello stesso periodo del 2020. Gli analisti si aspettavano un utile netto trimestrale di 2,3 miliardi di euro, secondo le stime di Refinitiv. I ricavi sono stati pressoché stabili a 40,1 miliardi di euro rispetto ai 40,3 miliardi del terzo trimestre del 2020.

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