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Daimler, margini e utili in ascesa, ma meno auto prodotte per la crisi dei chip

Invariati gli obiettivi sui margini. Sviluppo dell’auto elettrica e software i due focus indicati dal ceo Ola Källenius. Divisione camion e bus verso spin-off e quotazione

di Alberto Annicchiarico

Operaio della Mercedes-Benz al lavoro (REUTERS/Ralph Orlowski)

3' di lettura

Tiene la barra dritta nel 2021 Daimler, il produttore delle Mercedes-Benz, a dispetto della crisi dei semiconduttori che da mesi impone una produzione a handicap. I margini del colosso di Stoccarda hanno raggiunto le due cifre per il terzo trimestre consecutivo al 12,8% grazie all’aumento delle vendite (521mila le Mercedes vendute, +27% sul 2020) soprattutto di veicoli che garantiscono maggiori profitti e che sono proprio quelli che dominano il mix di vendita. La liquidità dell’azienda è aumentata a 20,9 miliardi di euro alla fine del trimestre, dai 20,1 miliardi di euro con cui era iniziato. Per il secondo trimestre, l’utile netto di Daimler è stato di 3,7 miliardi di euro, rispetto a una perdita di 1,9 miliardi di euro nel periodo aprile-giugno del 2020, quando la società ha dovuto chiudere gli impianti per la prima ondata della pandemia. I ricavi sono aumentati del 44% a 43,5 miliardi di euro. Oltre 5 miliardi l’Ebit. Il titolo guadagna il 20% dall’inizio dell’anno. Certo Daimler produrrà meno auto dei target nel 2021 ma non cambierà gli obiettivi sui margini.

Il ceo, lo svedese Ola Källenius, ha affermato che la società utilizzerà le proprie risorse finanziarie per investire nella tecnologia delle auto elettriche e nello sviluppo di un’azienda più focalizzata sul software, un trend che ormai si impone su scala globale, visto l’obiettivo della guida autonoma che molte case si sono date per fine decennio e la crescente offerta di servizi on demand e pay per use.

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«Stiamo implementando la nostra strategia a tutta velocità», ha affermato Källenius, ammettendo però che la produzione di veicoli è ancora ostacolata dalla carenza chip che ha colpito l’industria automobilistica in tutto il mondo negli ultimi mesi. La società ha affermato che la carenza continuerà a incidere sull’attività nella seconda metà dell’anno, anche se le previsioni parlano di una scia nel 2022, anche se secondo il cfo Haral Wilhelm le difficoltà di approvvigionamento saranno inferiori. E per il ceo la crisi di chip «è un problema a cui si può rimediare» (anche se per sua stessa ammissione esiste uno stock di auto che attende di essere completato). La società ha tuttavia affermato di aspettarsi che le vendite di auto per l’intero anno restino in linea con i livelli del 2020, dopo aver previsto in precedenza che le vendite di unità di auto quest’anno sarebbero state significativamente superiori a quelle dello scorso anno. C’è poi il fronte dei prezzi delle materie prime. Saranno elevati per acciaio, rame e alluminio nella seconda metà del 2021. Minori scorte e prezzi di produzione più elevati hanno spinto molti car maker ad alzare l’asticella dei listini.

Intanto Daimler sta introducendo nuovi veicoli elettrici e ha affermato che mira ad avere una gamma carbon neutral entro il 2039 anche se non ha specificato una data che metta la parola fine ai motori a combustione interna, grazie ai quali le case posso vendere le auto che consentono loro di investire nell’elettrico.

Proprio domani la casa tedesca illustrerà ufficialmente in un evento la sua strategia in materia di elettrificazione. La Commissione europea ha chiesto una riduzione del 100% delle emissioni di CO2 delle auto entro il 2035, il che significa la fine di fatto dei motori a benzina e diesel in Europa.

Daimler, infine, va avanti con il progetto di separare la sua divisione camion e bus e quotarla a Francoforte entro la fine dell’anno, in parte perché auto e camion si stanno muovendo verso tecnologie diverse, con le auto che dovrebbero utilizzare le batterie mentre i camion a lungo raggio in alcuni casi si baseranno su fuel cell, motori a idrogeno. I margini di profitto rettificati del 2021 per la divisione camion e autobus sarebbero compresi tra il 6% e il 7%, meno della lla precedente previsione, con un intervallo compreso tra il 6% e l’8%. Le vendite nel secondo trimestre sono aumentate del 94% a 112.100 veicoli nel secondo trimestre (57.900 nel 2020). Sono stati venduti 4.700 bus, con un aumento del 52% (3.100 nel 2020).

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