ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIL RISIKO DELL’AUTO

Daimler sempre più cinese: Baic acquista il 5% del gruppo tedesco

Beijing Automotive diventa il terzo azionista del colosso di Stoccarda che a sua volta possiede il 9,55% del gigante asiatico. Geely resta primo azionista

di Mario Cianflone


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(Ansa/Ap)

2' di lettura


Daimler di nuovo nel mirino dei cinesi. Il gruppo tedesco che controlla i brand Mercedes-Benz, smart e Amg, ha ora un secondo azionista cinese, dopo Geely. Si tratta di Baic, Beijing Automotive Group Co., che entra nel capitale del gigante di Stoccarda con il 5 per cento. E questa operazione rafforza il legame tra le due società visto che Daimler dal 2013 è uno shareholder della Baic. Infatti, la Stella a tre punte possiede il 9,55% di Baic e le due società hanno annunciato l'anno scorso un investimento da 1,5 miliardi di euro in un impianto di assemblaggio in Cina dedicato alle auto elettriche ed ibride Mercedes-Benz, siglate con il category brand EQ .

Il gruppo cinese, con l'acquisto del 5%, diventa così il terzo maggiore azionista di Daimler, dietro il connazionale Geely, che ha il 9,69% e il fondo sovrano del Kuwait, che detiene circa il 7 per cento.

Inoltre Daimler e Geely (che controlla Volvo, il neonato brand per elettrificazione Polestar, Lotus e vuole portare in Europa Link&Co) hanno annunciato lo scorso marzo un'alleanza per produrre in Cina entro il 2022 la prossima generazione di piccole auto Smart, abbandonando il sito francese Hambach dove viene prodotta anche la gemella diversa Renault Twingo, in virtù di accordi industriali tra Daimler e la casa francese che ormai sono in via dissoluzione.

Il vero obiettivo dei cinesi, di Geely e di Baic, sembra essere la tecnologia delle batterie per auto elettriche di Daimler e avviare una joint venture per auto elettriche a Wuhan, in Cina. Dal canto suo, il gruppo tedesco ha annunciato che investirà altri 32 miliardi di euro nel 2018 e nel 2019 per “disegnare” il futuro con nuovi impianti produttivi e progetti nel campo di ricerca e sviluppo.

Previsto un network mondiale di fabbriche per veicoli elettrificati che consentirà una produzione flessibile di vetture con motori termici (Daimler continua a credere nel diesel) e a propulsione “verde”. Ed è forse questo che fa gola ai cinesi.

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