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Daimler, uno svedese in jeans alla guida del gruppo

di Alberto Annicchiarico

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Ola Källenius, da maggio 2019 nuovo numero uno di Daimler (Ap)


2' di lettura

Il presidente del Consiglio di sorveglianza di Daimler Manfred Bischoff lo ha presentato come «un dirigente riconosciuto, di esperienza internazionale e di successo». E Ola Källenius, 49 anni, il manager in jeans e sneakers responsabile della divisione Ricerca e sviluppo che da maggio 2019 prenderà il posto di un pilastro come il presidente della società e capo della divisione Mercedes Benz, Dieter Zetsche - 65 anni, in sella dal 2006 -, sembra avere le qualità per vincere questa nuova sfida professionale. Il primo numero uno non tedesco di Daimler è, in più, il primo a non avere l’ingegneria meccanica nel suo dna professionale, ma anche per questo può essere l’uomo giusto per aprire una nuova era. «In vista delle sfide della trasformazione della settore automobilistico, il Consiglio vuole stabilire il percorso per una successione adeguata», si legge nel comunicato del gruppo. Per Zetsche non è un addio: raccoglierà il testimone di Bischoff, 76 anni, che lascerà nel 2021. Alla Ricerca andrà Markus Schäfer.

Dopo aver studiato finanza in svizzera e international management alla Stockholm School of Economics, Källenius è entrato a far parte di Daimler nel 1993.Dal 2015 è anche nel consiglio di amministrazione e l’avvicendamento annunciato ieri era nell’aria già da un paio di anni.Il manager svedese ha introdotto tecniche di gestione ispirate a quelle della Silicon Valley. E c’è la sua visione dietro la svolta di Daimler del 2016 verso l’auto elettrica, con un investimento da 10 miliardi di euro. Non è un caso se sarà dedicato quasi interamente al mondo EQ, il nuovo brand 100% elettrico di Mercedes, lo stand della Stella a Tre Punte al Salone di Parigi (dal 4 ottobre), dopo la presentazione del suv EQC, svelato in un grande evento proprio a Stoccolma, dove Ola è stato la vera star.

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Per Källenius, il cui mandato durerà 5 anni e che ha in agenda la messa a punto dell’alleanza con Renault-Nissan, l’inizio è impegnativo. La guerra dei dazi Usa-Cina ha portato a fine giugno a una revisione al ribasso degli obiettivi di vendita per il 2018. A luglio è partita la nuova organizzazione di Daimler in Mercedes Benz, Daimler Truck e Daimler Mobility. E proprio la scorsa settimana la Commissione europea ha annunciato di avere aperto un’inchiesta per accertare se Bmw, Daimler e Volkswagen (con Vw, Audi e Porsche) abbiano creato un cartello sulla tecnologia per ridurre le emissioni.

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