La nuova stretta

Via al green pass base anche per Poste, banche e shopping

Documento obbligatorio per molte attività al chiuso. Sanzioni ai no-vax over 50. Le mascherine all’aperto verso la proroga al Cdm di oggi

di Antonello Cherchi e Valeria Uva

Poste Italiane, così si accede agli uffici postali con green pass

4' di lettura

Scatta dal 1° febbraio la nuova stretta anti Covid: per andare a pagare un bollettino postale o a versare un assegno in banca bisognerà avere il green pass, anche in formula base, ovvero ottenuto da tampone. Solo per gli ultra cinquantenni, poi, termina il periodo di “tolleranza” verso chi non si è ancora vaccinato e possono scattare le prime sanzioni da 100 euro.

Quella del 1° febbraio è, quindi, un’altra data spartiacque nella lotta al virus: a fissarla è l’ultima normativa anti-Covid (il Dl 1/2022) approvata dal Consiglio dei ministri a inizio gennaio nel pieno della quarta ondata del virus. Finisce, infatti, il periodo “transitorio” concesso dal decreto a chi tra gli over 50 non si è ancora vaccinato.

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Già oggi, intanto, il Governo potrebbe decidere la proroga per le mascherine obbligatorie all’aperto e per la chiusura delle discoteche, e avviare il superamento dell’Italia a colori per l’emergenza Covid. Si sta valutando, inoltre, di allungare la validità del green pass - che sempre da domani scende da 9 a 6 mesi - solo per chi ha già ricevuto la terza dose, forse anche senza una scadenza.

Accesso riservato ed eccezioni

Dopo una prima tappa concentrata sui servizi alla persona (parrucchieri, barbieri ed estetiste) a cui già dal 20 gennaio si accede solo con il possesso del passaporto vaccinale, ora questo requisito si allarga alla gran parte delle attività al chiuso: tabaccai, negozi di abbigliamento ma anche banche e uffici postali, nonché tutti gli uffici pubblici, solo per citarne alcune.

Il Dpcm, approvato il 21 gennaio scorso, indica solo le eccezioni. Così si potrà entrare senza verifiche negli alimentari e nei supermercati (e le faq del Governo precisano: «Per l’acquisto di qualsiasi tipo di merce, anche se non legata al soddisfacimento delle esigenze essenziali»), nelle farmacie e negli studi medici o veterinari, nelle caserme e negli uffici giudiziari per attività indifferibili quali le denunce.

Negli altri negozi e, in generale, nelle «attività che si svolgono al chiuso» (spiega il Dpcm) scatta l’obbligo del green pass, almeno fino al 31 marzo. Compreso quello ottenuto grazie a tampone, rapido o molecolare. Di pari passo viaggia l’obbligo per i titolari delle attività di controllare il documento, come già accade ad esempio per bar e ristoranti, pena una sanzione che va da 400 a 1.000 euro. Più la possibile chiusura temporanea dell’esercizio.

Questo a grandi linee. Quando poi si scende nel dettaglio il quadro è più articolato. Così, ad esempio, se è vero che dal tabaccaio si entrerà solo con il green pass, sembra altrettanto chiaro che dal commercialista si potrà andare anche senza. Perché il decreto impone l’obbligo solo per i clienti delle attività “commerciali”, lasciando fuori, quindi, ad una prima lettura, chi entra in uno studio professionale: non solo di commercialisti, ma anche di notai o avvocati, per citarne alcuni. Mentre, paradossalmente, in quegli stessi studi entrano solo con il green pass - già dal 15 ottobre - tutti i lavoratori, dalla segretaria fino, appunto, allo stesso commercialista.

Altre piccole incongruenze riguardano gli uffici: certificato verde indispensabile in tutti quelli pubblici, solo in banche e servizi finanziari per i privati. Così ad esempio può capitare che la stessa operazione sia soggetta a regole diverse a seconda di dove sia svolta: se ad esempio si sottoscrive una polizza assicurativa in banca o alla posta serve il green pass, se lo si fa allo sportello di un’assicurazione privata, no.

In definitiva, però, i “bachi” non sono molti, in quella che è una normativa di emergenza che si è andata affastellando in questi ultimi mesi nella rincorsa alle varie ondate del virus.

Esteso l’obbligo vaccinale

Sempre da domani il perimetro dei lavoratori soggetti ad obbligo vaccinale, a prescindere dall’età, si allarga fino a ricomprendere tutto il comparto dell’istruzione, con il personale universitario, quello dei conservatori e degli istituti tecnici superiori.

E, ancora, dal primo febbraio tutti gli ultra cinquantenni, compresi gli europei e gli extracomunitari, che non si sono ancora vaccinati (anche con terza dose se scaduti i termini) sono passibili della sanzione di 100 euro. O meglio: da domani partiranno i controlli, mentre la procedura - tra notifiche e contraddittorio con il soggetto - in realtà si prospetta decisamente lunga e le prime sanzioni arriveranno di fatto fra diversi giorni.

I lavoratori

Un altro giro di boa è fissato al 15 febbraio, quando i lavoratori over 50 potranno accedere ai luoghi di lavoro solo con green pass rafforzato, e non più con il semplice tampone. Chi non lo ha va considerato assente ingiustificato, ma conserva il posto.

Di pari passo viaggia l’obbligo per i datori di lavoro di controllare il documento, pena una sanzione che va da 600 a 2.500 euro.

Le tappe

1° febbraio

Sanzioni per gli ultra cinquantenni non vaccinati

Scatta una sanzione di 100 euro per chi ha più di 50 anni e non ha iniziato il ciclo vaccinale primario, o fatto la seconda dose o la dose booster entro i termini di legge. L’obbligo di vaccinazione vige per i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari. Stessa sanzione anche per tutti i soggetti con obbligo vaccinale (a prescindere dall’età) quali: personale medico e sanitario, personale scolastico, forze dell’ordine etc). Ad irrogare la sanzione è il ministero della Salute sulla base dei dati delle tessere sanitarie per il tramite delle Entrate, dopo aver verificato eventuali esenzioni

Obbligo vaccini per tutto i comparto dell’istruzione

Scatta l’obbligo vaccinale per il personale universitario, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori

Obbligo di green pass per negozi, banche e uffici pubblici

Green pass (anche base) obbligatorio per l’ingresso a uffici pubblici, banche, servizi finanziari, uffici postali e negozi. Una lista di attività esonerate dall’accesso con green pass (tra cui alimentari, studi medici e veterinari ) è contenuta in un Dpcm in via di pubblicazione

La scadenza del green pass scende a sei mesi (per ora)

La validità del green pass scende da nove a sei mesi. Ma il Governo è intenzionato a renderlo senza scadenza per chi ha completato il ciclo vaccinale

15 febbraio

Super green pass per i lavoratori ultra cinquantenni

I lavoratori dipendenti pubblici e privati (compresi i volontari) con più di 50 anni per accedere al luogo di lavoro devono mostrare il green pass rafforzato (non è più sufficiente il tampone).
I datori di lavoro devono controllare il possesso della certificazione rafforzata, pena una sanzione da 600 a 1.500 euro irrogata dal prefetto

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