CONTE AD ACCRA

Dal 2006 tre presidenti del Consiglio italiani in visita in Ghana

Non è la prima volta che un capo di governo italiano visita il paese dell’Africa occidentale. A rompere il ghiaccio è stato Matteo Renzi, nel febbraio 2016. Dal 27 al 29 novembre del 2017 è stata la volta di Paolo Gentiloni

di Andrea Carli


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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è in visita in Ghana (foto Ansa)

2' di lettura

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vola in Ghana. Nel paese dell’Africa occidentale incontrerà il presidente della Repubblica Nana Dankwa Akufo-Addo, esponente del Npp (New Patriotic Party, Nuovo partito patriottico). Prima ancora però parteciperà alla cerimonia di inaugurazione della Scuola di formazione professionale “Okuafo Pa”, iniziativa del “Progetto Africa” promosso da Eni e finalizzato allo sviluppo dell’imprenditorialità ghanese.

Non è la prima volta che un capo di governo italiano visita quel paese. A rompere il ghiaccio è stato Matteo Renzi, nel febbraio 2016. Dal 27 al 29 novembre del 2017 è stata la volta di Paolo Gentiloni. Ora tocca a Conte.

La bilancia commerciale pende ora dalla parte del Ghana
Nel 2018 le esportazioni italiane in Ghana sono ammontate a 247,16 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2017. Nel periodo gennaio-marzo 2019 l’interscambio commerciale è stato di 133 milioni di euro (+36,5% su base annua) con un saldo della bilancia commerciale bilaterale a favore del Ghana che ha sfiorato i 46 milioni di euro (nei primi tre mesi del 2018 il saldo era stato a favore dell’Italia per quasi 39 milioni di euro). Con la Costa d’Avorio, il Ghana è il principale produttore di cacao: insieme coprono il 60% della produzione mondiale.

L’Italia esporta macchinari, apparecchi elettrici e prodotto chimici
Nel 2018 i macchinari e apparecchiature hanno costituito il 29,9% delle esportazioni italiane in Ghana, seguiti dalle apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (11,8%), dai prodotti chimici (9,2%), dal coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (7,4%), dai prodotti in metalli, esclusi macchinari e attrezzature (6,6%), da altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,3%) e dai prodotti alimentari (4,8%). La principale voce delle importazioni italiane dal Ghana è stata rappresentata dai prodotti delle miniere e delle cave (31,5%), seguita dai prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura (24,2%), dai prodotti alimentari (17%) e dai prodotti della metallurgia (15,8%).

Economia in crescita, spinta da alti prezzi del cacao e del caucciù
L’Npp ha promosso le privatizzazioni e ha favorito l'arrivo di investitori stranieri in Ghana. Se confrontata con altri paesi dell’area, l’economia del Ghana appare in salute, sostenuta da un clima di stabilità politica e dagli alti prezzi sul mercato del cacao e del caucciù di cui il paese è uno dei maggiori produttori. La Banca di sviluppo dell’Africa australe (DBSA) ha identificato il Ghana come centro d’investimento chiave per lo sviluppo del continente.

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