gli effetti dei tagli

Dal 2009 medici e infermieri hanno perso in media oltre 3mila euro di potere d’acquisto

Tagli e spending review decennali hanno tolto in media il 6,33% di potere di acquisto dalle retribuzioni del personale del Servizio sanitario nazionale. la perdita di potere di acquisto va dai quasi 6.500 euro dei medici ai circa 2.500 del personale con funzioni riabilitative.E gli aumenti col nuovo contratto sono solo un placebo

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Tagli e spending review decennali hanno tolto in media il 6,33% di potere di acquisto dalle retribuzioni del personale del Servizio sanitario nazionale. la perdita di potere di acquisto va dai quasi 6.500 euro dei medici ai circa 2.500 del personale con funzioni riabilitative.E gli aumenti col nuovo contratto sono solo un placebo


2' di lettura

Tagli e spending review decennali hanno tolto in media il 6,33% di potere di acquisto dalle retribuzioni del personale del Servizio sanitario nazionale. Egli aumenti col nuovo contratto sono solo un placebo. Lo rileva un’analisi del Centro studi Fnopi (Federazione nazionale degli
ordini delle professioni infermieristiche
), focalizzato al 2009-2017 secondo la quale la perdita di potere di acquisto va dai quasi 6.500 euro dei medici ai circa 2.500 del personale con funzioni riabilitative: in media 3169 dal 2009

«Tra legge di bilancio e nuovi contratti - spiega la Fnopi - c'è una nuvola nera che si addensa sul personale dell’Ssn: aumenti davvero all'osso e perdita di potere di acquisto che dall'ultimo contratto normale, del 2009, ha tolto alle buste paga una media del 6,33% del potere di acquisto con una forbice tra poco più dell'1 e circa il 10% in base alle categorie professionali».

Le categorie che hanno perso di più
I professionisti sanitari (tutti, trasversalmente alle singole professioni) nel 2009 (ultimo contratto “regolare”) guadagnavano 49.950 euro che nel 2017 (in assenza ancora di rinnovi contrattuali e quindi a retribuzioni pressoché invariate e modificate solo in base alle indennità di vacanza contrattuale) sono diventati 51.270 con un incremento (medio) di poco più di 1.720 euro. Ma è un finto aumento: riportando il valore dello stipendio 2009 al costo della vita 2017, applicando l'indice di parità di potere di acquisto (1,085) ufficiale, il valore della retribuzione 2017 pesa in realtà 3.160,5 euro in meno (-6,33% medio) del 2009. Mediamente la perdita di potere di acquisto va dal massimo del -10% per le professioni sanitarie tecniche al -8/9% di medici, infermieri, riabilitatori e personale di vigilanza e ispezione fino al -5,8% dei veterinari, -4,8% dei dirigenti non medici

Dai contratti effetto placebo
Secondo Fnopi gli effetti dei recenti contratti avrebbero poi un effetto limitato. Gli aumenti per il nuovo contratto raggiungerebbero una media di circa 144,68 euro in busta paga al personale Ssn, tra i 180 e i 201 circa per i dirigenti e 83,67 per il comparto. Alla perdita economica si associa quella sempre dal 2009 in poi di circa 25mila unità di personale (infermieri in testa con quasi 12mila organici in meno). Oggi la carenza di infermieri si assesta secondo Fnopi su oltre 50.000 unità che con l'effetto di Quota 100 potrebbero salire in pochi anni (tre) anche fino a 76mila. «Studi internazionali- rileva la Fnopi- hanno dimostrato che troppi pazienti per ogni infermiere aumentano il rischio di mortalità: dovrebbero essere 6 in media e in Italia vanno daicirca 8 delle Regioni più virtuose agli oltre 17 di quelle con minori organici. E per le pediatrie le cose vanno anche peggio: i pazienti ideali scendono a 2 e la media in realtà è di quasi il doppio».L'aumento del rischio di mortalità è tra il 25 e il 30%. «Mancano professionisti, mancano anche gli infermieri - conclude la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli - a mancare, però, è soprattutto un equilibrato rapporto tra i professionisti che si realizzi attraverso lo sviluppo delle competenze».

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