rapporto symbola sull’E-Mobility

Dal 2020 anche James Bond avrà un’auto elettrica

di Laura Serafini


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(fotogramma)

3' di lettura

La transizione dal motore a scoppio all’auto elettrica è un’esperienza ormai acquisita, ma che richiederà ancora qualche anno per diventare un fenomeno di massa. Sicuramente è già entrata a far parte del bagaglio culturale collettivo. «La dimostrazione è nel fatto che nell’edizione del prossimo anno il James Bond del grande schermo avrà un’auto elettrica», annuncia Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola che oggi ha presentato, assieme all’ad di Enel, Francesco Starace, e all’ad di EnelX, Francesco Venturini, lo studio sulla transizione energetica “100 italian E-Mobility Stories” che quest’anno è dedicato alla mobilità elettrica con le storie di aziende pubbliche, private e del terzo settore che rappresentano la filiera nazionale della e-mobility.

Elettrica e senza pilota: Roma-Milano in 5 ore
Il futuro per gli addetti del settore è dietro l’angolo. «Il tema dell’autonomia della ricarica delle batterie già non esiste più. La tecnologia corre molto velocemente: oggi le colonnine di ricarica che sta istallando Enel in prossimità della rete autostradale consentono la ricarica in 10 minuti», ha spiegato Venturini, responsabile del progetto che punta a istallare 28 mila punti di ricarica nel Paese entro il 2022 con un investimento di 300 milioni. «Presto sarà possibile collegare Roma e Milano in 5 ore - ha aggiunto - . L’auto elettrica avrà sufficiente autonomia di ricarica e potrà andare a 170 chilometri all’ora, perchè sarà a guida autonoma e dunque senza pilota. È uno scenario che sarà reale in 5 anni».

Le batterie perno dell’elettrificazione
Mobilità elettrica cammina di pari passo con elettrificazione. I sistemi di accumulo sui quali la tecnologia sta facendo enormi passi avanti saranno il baricentro di un nuovo mondo in cui le stesse auto contribuiranno a fornire energia alla rete; le batterie potranno dare ai condomini sempre più funzionanti con energia elettrica (ad esempio per il riscaldamento) l’alimentazione necessaria ed evitare black-out. «Le reti di distribuzione sempre più digitalizzate, come lo sono quelle italiane - ha aggiunto Venturini - saranno sempre più flessibili e in grado di gestire i picchi di domanda».

E-Mobility fa rima con economia circolare
Un esempio intrigante di come la vecchia tecnologia può venire in soccorso di nuove esigenze arriva dai contatori. Le nuove esigenze sono legate alla necessità di riuscire a declinare al meglio, nella dimensione della E-Mobility, la necessità di un punto di ricarica poco ingombrante e agevole con quello del parcheggio. «Stiamo sperimentando la possibilità di riutilizzare i materiali dei contatori digitali di prima generazione, ora in fase di sostituzione - ha detto il manager - per realizzare punti di ricarica all’interno dei condomini e nei garage». Il binomio ricarica-sosta nelle grandi città fa ancora fatica a dispiegarsi in modo ottimale. «È necessario un cambiamento culturale - ha detto Venturini -. Non si possono usare i punti di ricarica pubblici per parcheggiare. Abbiamo chiesto a inventori di tutto il mondo idee su come sviluppare i sistemi di ricarica sui marciapiedi per poterne istallare simultaneamente parecchi».

Il boom dell’auto elettrica? Questione di modelli
Perchè il futuro dell’auto elettrica è così vicino? «La questione dei costi dei veicoli è sicuramente uno degli ostacoli - ha osservato Realacci -. La verità è che le case automobilistiche devono mettere a punto i modelli dei veicoli . Una volta che sarà disponibile un’ampia gamma la domanda esploderà spingendo al ribasso i prezzi».

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