economia circolare

Dal 2021 Prada userà solo nylon rigenerato

Un passo ulteriore del percorso verso la sostenibilità ambientale, annunciato da Miuccia Prada qualche anno fa e confermato dal presidente del gruppo Carlo Mazzi al Luxury Summit del Sole 24 Ore

di Giulia Crivelli


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4' di lettura

La sostenibilità è una scelta, impegnativa e di medio-lungo termine. Strategica per qualsiasi azienda la abbracci in questi termini e che diventa parte integrante del rapporto con gli stakeholder: dipendenti, collaboratori, azionisti, consumatori. Ma la sostenibilità è anche o forse soprattutto un percorso, un progetto sempre perfettibile e fatto di piccoli o grandi passi avanti, possibili solo grazie a investimenti (ingenti) in ricerca e sviluppo, oltre che nel cambiamento culturale.

Possiamo introdurre così la decisione annunciata oggi dal marchio Prada di utilizzare nylon rigenerato per una prima capsule, battezzata Prada Re-Nylon. Sei modelli classici da donna e da uomo: un marsupio, una borsa a spalla, una tracolla, un borsone e due zaini. Una capsule eco-friendly, in altri termini e contraddistinta da una reinterpretazione originale del logo Prada: l’iconico triangolo diventa «simbolo del rifiuto dell’obsoleto sistema delle catene di distribuzione a favore di processi circolari incentrati sul riutilizzo», si legge nella presentazione della capsule.

Un’idea di Miuccia Prada
A parlare per la prima volta di un “nylon riciclato” o “rigenerato” era stata anni fa Miuccia Prada, che guida il gruppo insieme a Patrizio Bertelli ed è il “faro creativo”, nel senso più ampio del termine, dei due marchi principali del gruppo, Prada e Miu Miu. La stilista e imprenditrice aveva spiegato due cose importanti. La prima è che, per un marchio come Prada, non basta trovare un’alternativa eco-sostenibile a un materiale. L’alternativa deve avere le stesse qualità tecniche e, mutatis mutandi, estetiche. La seconda cosa è che il nylon non è un materiale qualsiasi, per Prada. È uno dei simboli del marchio: sulle borse e gli zaini in nylon Prada ha costruito notorietà e affidabilità. Che qualche novità stesse arrivando, su questo fronte, lo aveva confermato il presidente del gruppo Prada Carlo Mazzi il 5 giugno, in occasione del Luxury Summit del Sole 24 Ore. Incontro annuale che nel 2019, undicesima edizione, aveva approfondito proprio il tema della sostenibilità.

Partnership con Aquafil
Proprio perché la sostenibilità è una cosa seria, molto diversa dal “green washing” fatto da molte aziende e marchi, Prada ha deciso di collaborare con Aquafil, azienda trentina nata nel 1969 e che produce l’econyl, un filo di nylon brevettato e realizzato con rifiuti di plastica recuperati negli oceani, come reti da pesca, o destinati alle discariche come scarti di fibre tessili e vecchi tappeti, che vengono rigenerati. Attraverso un processo di depolimerizzazione e ripolimerizzazione, il filato econyl può essere riciclato all'infinito senza mai perdere qualità.

Le dichiarazioni delle due aziende e l’obiettivo per il 2021
Sempre nella nota ufficiale diffusa ieri sono contenute le dichiarazioni di Prada e Aquafil. Per il gruppo milanese ha commentato
Lorenzo Bertelli, head of marketing and communication e primogenito di Miuccia Prada. Un Millennial che, per definizione, porta in azienda anche le istanze e i valori di una generazioni che per l’ambiente ha una sensibilità più spiccata delle precedenti. «Sono orgoglioso di annunciare il lancio della collezione Prada Re-Nylon. Il nostro obiettivo è convertire tutto il nylon vergine Prada in Re-Nylon entro la fine del 2021 – ha detto Bertelli –. Il progetto riflette il nostro costante impegno in materia di sostenibilità. Questa collezione ci permetterà di dare un contributo significativo e di creare prodotti senza impiegare nuove risorse».
«Con questo progetto Prada fa un grande passo in avanti, diventando un esempio, tra i brand italiani. Siamo felici di collaborare alla capsule collection Prada Re-Nylon, e soprattutto di partecipare alla sfida di conversione dell'intera produzione Prada in nylon rigenerato», ha aggiunto afferma Giulio Bonazzi, presidente di Aquafil.

L’impegno con l’Unesco
Per sottolineare la “circolarità” della scelta, una percentuale del ricavato dalla vendita della capsule Prada Re-Nylon sarà devoluta a favore di progetti per la sostenibilità ambientale. In collaborazione con l’Unesco, Prada svilupperà attività educative rivolte a studenti in diverse parti del mondo, un programma didattico capace di ispirare i ragazzi più giovani attraverso temi cruciali come l’inquinamento causato dalla plastica e l’economia circolare. Fondato su due concetti chiave – imparare e agire –, l’esito del progetto sarà una campagna di sensibilizzazione ideata dagli stessi studenti.

La campagna di comunicazione con National Geographic
A conferma che Prada Re-Nylon è quanto di più lontano da una forma di green-washing, ma è invece un progetto culturale, prima che commerciale, l’azienda ha realizzato una serie di cortometraggi dal titolo What We Carry (letteralmente, ciò che portiamo, in senso lato, figurato e nel senso dei vestiti che indossiamo). I documentari, realizzati in collaborazione con National Geographic , raccontano gli obiettivi, le intenzioni e la realtà di Prada Re-Nylon, mostrando i processi di produzione e distribuzione di questo progetto unico: un viaggio tra i continenti – dall’Africa all’America, dall’Asia all’Oceania, fino all’Europa – alla scoperta dei meccanismi e delle dinamiche interne a questa sfida unica nel suo genere.

Cinque cortometraggi
I cortometraggi sono cinque ed esplorano ciascuno la fonte di uno dei materiali riciclati che compongono il filato econyl svelando il dietro le quinte delle fabbriche e degli impianti produttivi di questo tessuto all'avanguardia ma anche gli ideali che animano questa iniziativa.

Si inizia dagli Stati Uniti
Il primo episodio, che segna il lancio di Prada Re-Nylon, porta a Phoenix, in Arizona, nel più importante impianto statunitense di riciclo di tappeti in cui vengono lavorate 16mila tonnellate di materiale all'anno. Ogni anno negli Stati Uniti viene riciclato meno del 3% degli 1,6 milioni di tonnellate di tappeti che vengono buttati nelle discariche. Bonnie Wright (nella foto in alto, accanto a uno zaino della capsule), attrice e reporter per Prada, e Asher Jay, artista ambientalista e inviata di National Geographic, accompagnano alla scoperta di una delle fonti di produzione di econyl, spiegando come funziona l’innovativa supply-chain circolare che sta rivoluzionando la concezione tradizionale di produzione puntando tutto verso la rigenerazione.

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