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Coronavirus, dal 20% della Campania al caso Pescara: ecco quanto è diffusa la variante inglese in Italia

La variante inglese è ormai presente almeno nell’88% delle regioni secondo i risultati da Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute. Speranza in Umbria: monitorare muitazioni con grande attenzione

Coronavirus, i vaccinati al 15 febbraio 2021

3' di lettura

La variante inglese del Coronavirus è ormai diffusa nella maggior parte del territorio italiano, almeno nell’88% delle regioni secondo i risultati dell’indagine rapida condotta il 4 e 5 febbraio da Istituto Superiore di Sanità (Iss) e ministero della Salute. È una diffusione notevole dovuta alla maggiore facilità con cui si trasmette questa variante, indicata con la sigla B.1.1.7 e una delle tre che stanno circolando nel nostro Paese, accanto alla brasiliana e alla sudafricana.

Non è un quadro uniforme quello che emerge dai primissimi rilievi fatti nelle regioni, e che indica come in alcune di esse la prevalenza della variante inglese, ossia il numero di casi identificati nei due giorni dell’indagine dell’Iss, raggiunga il 59%. È possibile alla luce del fatto che questa variante è più contagiosa dal 30% al 50% e potrebbe avere una mortalità superiore dal 30% al 70% rispetto ad «altre varianti non preoccupanti» in circolazione, secondo quanto scrivono gli esperti del New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group, il gruppo britannico che assiste il governo nella gestione della pandemia e basati su 12 indagini indipendenti condotte in Gran Bretagna, dove la variante è stata scoperta il 20 settembre 2020.

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L’allarme dalle regioni

Campanelli d’allarme arrivano dalle stesse regioni, a partire dall’Abruzzo, dove a Pescara il 65% dei contagi si deve alla variante inglese. In Campania la variante inglese in due settimane è passata da un’incidenza del 7% al 20%. In Liguria è stata invece isolata la variante sudafricana in una paziente di 25 anni rientrata dall’estero. Sono segnali che spiccano su una situazione nazionale sostanzialmente stazionaria, stabile ormai da un mese. Con 85mila casi, l'ultima settimana ricalca infatti i dati delle quattro settimane precedenti.

Speranza in Umbria: monitorare varianti con grande attenzione

Il ministro della Salute Roberto Speranza è stato in Umbria: «Dobbiamo monitorare con grande attenzione quanto sta accadendo in Umbria. Qui le varianti hanno condizionato la curva del contagio prima che altrove. Capire quanto sta avvenendo è importante per valutare l'impatto delle necessarie misure assunte. Il Governo è vicino a tutta la comunità regionale» ha detto l’esponnete del governo.

Campania: variante inglese per 25% casi

Cresce a ritmi elevati in Campania la diffusione della variante inglese del Covid: un caso su quattro ormai è riconducibile al ceppo mutato, estremamente più contagioso, ed «è questa la principale motivazione per mantenere altissima la guardia e per cui si richiede un lavoro ancora più intenso di controllo sui territori e sui contatti diretti dei positivi con variante inglese», si sottolinea dall'Unità di crisi che ha diffuso i risultati dello studio di sorveglianza epidemiologica sulla variente, condotto da Istituto zooprofilattico, Tigem e Cotugno.

In Puglia il 15% dei contagi da variante inglese

La diffusione della variante inglese del Covid-19 preoccupa la Regione Puglia e alcuni sindaci stanno adottando misure più restrittive rispetto a quelle previste dalla zona gialla. «Stiamo monitorando il problema della variante inglese - ha detto l'assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco - per il momento abbiamo trovato una proporzione di casi di variante rispetto al totale dei positivi che è tra il 15 e 16%, però essendo un virus più contagioso abbiamo paura che nelle prossime settimane possa prendere il sopravvento come accaduto in altre regioni».

Il caso Pescara: variante inglese ormai dominante

Una delle aree d’Italia in cui la variante sta circolando di più è in Abruzzo. La provincia di Pescara, insieme a quella di Chieti, è da lunedì 15 febbraio in zona rossa. Secondo le ultime stime del laboratorio di Genetica molecolare dell'Università di Chieti alla variante inglese è ormai dominante con il 65% sul totale dei contagi. «Difficile individuare le cause, ma la variante cresce in modo esponenziale e sta diventando dominante. Le decisioni finali spettano alla politica, ma in questa zona servirebbe un lockdown duro» ha affermato Liborio Stuppia, direttore della struttura.

Campania: variante inglese in due settimane dal 7 al 20%

«A inizio febbraio abbiamo cominciato lo screening in rete con l'Istituto Superiore di Sanità per la variante inglese. Avevamo una incidenza del 7%, ora dal report di ieri il dato è del 20%» ha detto Luigi Atripaldi, direttore del dipartimento di biochimica clinica e microbiologia dell'Ospedale dei Colli di Napoli, che comprende il Monaldi e il Cotugno. «Siamo in una rete nazionale - spiega - e abbiamo la possibilità di sequenziare tutto il genoma del virus, per così individuare la variante inglese e anche altre possibili varianti che sono anche più pericolose. È chiaro che il dato di crescita è molto forte e quindi il contenimento è davvero necessario».

La variante inglese si affaccia anche nel Lazio

Alla lista va aggiunto anche il Lazio. «Nella nostra regione si è cominciata ad affacciare, con una presenza non importante come in altre regioni, la cosiddetta variante ingelese» ha detto l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato in commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio. «Allo stato attuale - ha aggiunto - bisogna mantenere ancora alta l’attenzione rispetto alla circolazione del virus, seppure alcuni indicatori siano in lieve diminuzione».

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