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Da Fca Melfi a Whirlpool a Ducati: ecco aziende e settori che hanno riaperto oggi 27 aprile

Nel comparto costruzioni hanno riaperto solo i cantieri che interessano dissesto idrogeologico, scuola, carceri e edilizia residenziale pubblica

Coronavirus, ecco la trasmissibilità regione per regione

Nel comparto costruzioni hanno riaperto solo i cantieri che interessano dissesto idrogeologico, scuola, carceri e edilizia residenziale pubblica


6' di lettura

In attesa delle riaperture del settore manifatturiero e delle costruzioni previste il 4 maggio, da lunedì 27 aprile intanto potranno ripartire in tutto il paese le imprese e i distretti del settore manifatturiero la cui attività sia rivolta prevalentemente all'export e le aziende del comparto costruzioni, solo per i cantieri su dissesto, scuola, carceri e edilizia residenziale pubblica. Questo significa, ad esempio, che potrà ripartire un settore vitale come il legno-arredo, che esporta il 51% delle proprie produzioni e ha un saldo netto commerciale di 7,8 miliardi.

Lo potranno fare, naturalmente, solo se in condizioni di rispettare i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Una misura per la quale si sono spesi tra gli altri il presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini (governatore dell’Emilia Romagna) e il vicesegretario vicario dell’Anci Roberto Pella.

La nota di Mise, Salute e Mit
In una nota inviata domenica 26 aprile da Mise, Salute e Mit a Lamorgese per chiarire i margini dei prefetti nelle more del 4 maggio si spiega infatti che le «attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale» per le quali è necessaria una semplice comuncazione ai prefetti (che possono ex post bloccare le attività se riscontrano assenza dei requisiti) non sono da intendersi solo quelle relative ai settori coperti dalla normativa sul golden power ma «quelle attività produttive orientate in modo prevalente alle esportazioni, il cui prolungamemto della sospensione rischierebbe di far perdere al nostro paese quote di mercato» (una dizione generica nella quale possono rientrare molteplici settori, tra cui la moda, ndr), nonché attività nel settore delle costruzioni relative a «scongiurare il rischio di dissesto idrogeologico del territorio e relative ai settori dell'edilizia residenziale pubblica, dell'edilizalia scolastica e dell'edilizia penitenziaria».

Ovviamente la ripresa o continuazione delle attività «deve avvenire nel rispetto delle previsioni di cui ai protocolli su sicurezza e cantieri del 24 aprile 2020».

Fca riapre i cancelli a Melfi
Oltre 700 operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fca sono rientrati in fabbrica - dopo alcune settimane di fermo della produzione a causa dell'emergenza sanitaria - per completare il percorso produttivo delle automobili rimaste sulle linee quando scattò il lockdown. Tutti gli operai si sono sottoposti alla misurazione della temperatura all'ingresso, sia quelli che hanno attraversato i tornelli sia quelli giunti in auto e che quindi hanno attraversato i cancelli. Molti operai, infatti, hanno preferito raggiungere la fabbrica in auto: pochi quelli che sono scesi dagli autobus, dove comunque si viaggiava distanziati. Accorgimenti per tenere distanziate le persone - tutte dotate di mascherine - sono stati presi anche agli ingressi e sulle linee produttive. La ripresa odierna anticipa quella più consistente della produzione che avverrà a maggio. Anche Ferrari riaprirà gli stabilimenti il 4 maggio.

Tornano al lavoro i 6mila dipendenti Sevel
Oltre 300 mila metri quadrati di superficie sanificati nelle officine, 130 dispenser igienizzanti installati, 15 maxi tabelloni e 25 monitor video, oltre 6000 brochure e 18.000 locandine, una decina di termo camere di controllo della temperatura corporea agli ingressi e oltre 600 punti di dotazione disinfettante per pulire le attrezzature utilizzate durante il turno. Sono i numeri che caratterizzano il ritorno al lavoro dei 6.000 dipendenti della Sevel di Atessa, joint venture di Fca con il Gruppo Psa, che produce veicoli commerciali.

Brembo riparte gradualmente
Anche Brembo riapre gradualmente i suoi stabilimenti a Curno, Mapello e Sellero. Durante il periodo di chiusura, sottolinea una nota, l'azienda si è preparata alla riapertura implementando ulteriori misure di sicurezza. Brembo ha lavorato alla disinfezione e sanificazione di tutti gli ambienti lavorativi e ha intensificato le misure di sicurezza per le proprie persone: l'uso di mascherine di protezione, un ulteriore potenziamento del numero di dispenser di disinfettate per le mani e la predisposizione di aree all'ingresso dei propri siti, dove ai collaboratori verrà misurata la temperatura corporea prima di accedere agli ambienti lavorativi. Infine ha introdotto una serie di modifiche che limitano la compresenza di persone sia nei luoghi di lavoro sia nelle aree comuni.

Riparte anche Whlrlpool a Napoli
In fila verso i tornelli della fabbrica, con i distanziatori a segnare la distanza di sicurezza tra una persona e l'altra. Sono rientrati in fabbrica così gli operai della Whirlpool Napoli, al lavoro da oggi, dopo lo stop delle linee produttive, avvenuto nella seconda metà del marzo scorso. Si lavora indossando i dispositivi di protezione individuale. A metà turno, gli operai toglieranno la prima mascherina, indossandone una nuova. Nelle aree comuni dedicate al ristoro, si entra uno alla volta, come scritto sul cartello all'ingresso e, sia in entrata sia in uscita, è necessario lavarsi le mani con i disinfettanti.

Ducati riprende gradualmente produzione
È una ripresa graduale quella che prende il via per Ducati. In vista di auspicabile ritorno alla normalità, parte il 27 aprile la progressiva ripresa della produzione della casa motociclistica nello stabilimento di Borgo Panigale. Si tratta di una prima fase di rientro, che al momento vede coinvolta solo una parte dei lavoratori destinati alle linee di produzione. Inizieranno prima gli addetti all'officina, poi gli addetti al montaggio motori e, da martedì 28 aprile, anche gli operai per i montaggi delle moto. Per quanto riguarda gli impiegati, l'uso dello smartworking rimarrà obbligatorio e solo chi non sarà in grado di svolgere il suo lavoro da casa avrà la possibilità di accedere allo stabilimento. Saranno quindi al lavoro da remoto tutte le risorse impiegate nell'area commerciale, marketing, IT, gestione personale, finanza, acquisti, logistica. La produzione è stata riorganizzata, passando da un turno di otto ore a due turni di sette ore per permettere di avere all'interno dello stabilimento il minimo numero di persone contemporaneamente e quindi ridurre i possibili contatti. La mensa sarà attiva ma con un posto a sedere ogni quattro sedie. Continueranno a lavorare da remoto tutti i progettisti, i project manager, chi si occupa di calcolo e i designer. Saranno in questo modo garantite le consegne delle moto Ducati e lo sviluppo dei nuovi prodotti.

«Siamo pronti per partire - ha dichiarato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati - e abbiamo lavorato duramente in queste settimane per ridurre al minimo ogni rischio. Adatteremo ovviamente i protocolli all'evoluzione della situazione sanitaria e alle indicazioni dello Stato e della Regione Emilia-Romagna. Il mercato delle due ruote è fortemente stagionale e già il fermo produttivo di marzo e aprile ha avuto effetti molto negativi sulle vendite. Il mercato Cinese è già in piena ripresa, in Corea e Giappone le vendite vanno bene. In Germania i concessionari sono aperti da una settimana e già abbiamo una forte scarsità di prodotto. Credo davvero che questa ripartenza possa permetterci di ridurre, almeno in parte, l'effetto molto negativo del lockdown che siamo stati obbligati a fare, purtroppo nel momento peggiore».

Elica torna a produrre gradualmente
Anche Elica, multinazionale di Fabriano, leader nel settore delle cappe aspiranti, ha aperto i suoi stabilimenti da oggi. Come per Faber ed Electrolux, una ripresa graduale in vista di una ripartenza effettiva a partire dal prossimo 4 maggio. Fermo restando il ricorso allo smart working per la sede centrale, i siti produttivi di Cerreto D’Esi e Mergo hanno ripreso a produrre a ranghi ridotti e con le misure di sicurezza rafforzate per tutelare la salute dei dipendenti e prevenire il diffondersi dell’epidemia Covid-19. Anche qui è stato siglato un accordo su linee guida migliorative per la sicurezza dei lavoratori. Le misure previste, fra le altre, sono misurazione della temperatura, ingressi e uscite scaglionati; consegna di mascherine chirurgiche; distanza minima di sicurezza fra le varie postazioni lavorative di oltre un metro, laddove non sia possibile ulteriore dotazione per ciascun operaio di ulteriori dispositivi di protezione individuale quale visiere e mascherine ffp2; kit igienizzanti; sanificazione rafforzata; accesso alle aeree comuni scaglionate.

Sulla necessità di far ripartire subito le attività legate all’export ha insistito sabato 26 aprile il presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi che a “Mezz'ora in più” su Rai3 ha dichiarato: «Ci aspettiamo che lunedì mattina almeno le imprese che hanno la capacità di rispondere agli accordi di sicurezza» siglati con governo e sindacati «e sono nelle grandi catene del valore aggiunto dell’export possano riaprire perché stanno perdendo quote di mercato e molte imprese saranno fuori» se non ripartono.

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