LA BUSSOLA DELLA FASE DUE

Accolti o respinti, i Paesi dove gli italiani potranno andare in vacanza e quelli vietati

La Grecia riapre dal 15 giugno alle provenienze dall’Italia ma da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto obbligherà a test e quarantena

di Andrea Carli

La Grecia riapre a meta' giugno, ma non ai turisti italiani

La Grecia riapre dal 15 giugno alle provenienze dall’Italia ma da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto obbligherà a test e quarantena


5' di lettura

Un labirinto. Un percorso a ostacoli tra frontiere aperte a singhiozzo. Dal 3 giugno le persone che entrano o rientrano in Italia provenienti dai paesi dell’accordo di Schengen, da Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano non saranno più sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, a meno che non abbiano soggiornato in Paesi diversi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia. Ad esempio, una persona che il 14 giugno entra in Italia in provenienza dalla Francia sarà sottoposta a isolamento fiduciario se è entrata in Francia dagli Stati Uniti il 4 giugno, ma non sarà sottoposta a isolamento se lo spostamento dagli Stati Uniti alla Francia è avvenuto entro il 30 maggio o se tra il 31 maggio e il 13 giugno ha soggiornato in Germania.

Dal 15 Atene apre ma solo a mezza Italia
Chi invece proveniente dall’Italia vorrà raggiungere un altro paese potrebbe dover fare i conti con misure e regole diverse. L’ultimo caso, probabilmente quello più emblematico della mancanza di soluzioni condivise, è quello della Grecia. Dal 15 giugno chi arriverà da un aeroporto della Lombardia, del Piemonte, del Veneto e dell’Emilia-Romagna prima di godersi le sue vacanze dovrà sottoporsi a un test e restare in isolamento almeno sette giorni.

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In Croazia solo con prenotazione dell’albergo
Possiamo andare in vacanza in Croazia esibendo la prenotazione alberghiera. Il ministro degli Esteri austriaco Schallenberg ha chiarito che l’Austria non riaprirà, per il momento, il confine con l’Italia. «Apriamo verso sette Paesi confinanti e non ci saranno più controlli. I dati non lo consentono invece con l’Italia, ma intendiamo farlo il prima possibile», ha detto.

Per andare in Francia serve autocertificazione
È chiusa anche la Svizzera tranne ai frontalieri per ragioni di lavoro e probabilmente le frontiere potranno aprire solo dal 6 luglio. Per quanto riguarda la Francia, le frontiere esterne Ue rimarranno chiuse fino al 15 giugno mentre quelle interne, vale a dire fra Francia e paesi Ue e Schengen (e quindi l’Italia), rimangono aperte ma con limitazioni all’ingresso, fino al 15 giugno. Per chi entra in Francia dall’Italia non è prevista la quarantena. Chi lo fa deve portare con sé e compilare senza errori né correzioni l’attestazione del rientro (compilare anche la seconda pagina relativa alla dichiarazione di assenza di sintomi nelle ultime 48 ore) ed è vivamente consigliato portare con sé ogni altro valido documento comprovante i motivi dell’ingresso. Gli spostamenti saranno più facili dal 15 giugno quando le regole si allenteranno.

Da luglio la Spagna revoca la quarantena obbligatoria
La Spagna dal primo luglio revocherà la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori (nessun problema invece per il Portogallo). Dall’8 giugno chi vorrà viaggiare in Gran Bretagna dovrà fare una quarantena di 14 giorni, così come in Belgio, a Malta e in Irlanda.

La Germania apre le frontiere dal 15 giugno senza restrizioni
Isolamento obbligatorio per chi va in Polonia, ma dal 13 giugno le restrizioni si allenteranno anche se non per l’Italia, che resta ancora sotto osservazione. La Germania apre le frontiere dal 15 giugno senza restrizioni, ma per ora si viaggia solo per motivi di lavoro. Chi vuole fare una vacanza a Cipro - che da luglio apre le frontiere a molti Paesi tranne che all’Italia - dovrà aspettare che migliori l'emergenza sanitaria. Via libera per andare in Olanda. A metà giugno la Turchia riaprirà le frontiere. Le diplomazie sono dunque ancora al lavoro e in attesa di ulteriori aperture o chiusure è bene consultare il sito viaggiaresicuri.it a cura del ministero degli Esteri.

Il pressing della Commissione per una posizione coordinata
Questa situazione a macchia di leopardo nasce dal fatto che le frontiere sono competenza dei singoli Paesi. La Commissione europea può solo invitare tutti - e lo sta facendo - ad accordi coordinati e a garantire che ci sia una strategia comune per non svantaggiare alcuni Stati rispetto ad altri. Un portavoce dell’esecutivo comunitario, rispondendo a chi chiedeva un commento sulla misura annunciata dall’Austria di mantenere chiuso il confine con l’Italia, ha ricordato che «abbiamo prodotto una serie di linee guida su come questi dovrebbero comportarsi. Questo include il principio molto importante della non discriminazione basato sulla nazionalità, assicurando che le regioni con una situazione epidemiologica simile ricevano lo stesso trattamento». «Sulle restrizioni dei viaggi ai confini esterni dell’Unione europea, che sono in vigore fino al 15 giugno, è in corso una “intensa discussione - ha aaggiunto -. Dal punto di vista della Commissione Ue è molto molto importante avere un approccio estremamente coordinato». Il portavoce della Commissione Ue, ha chiarito che in questi giorni il tema è al centro di una serie d’incontri fra i Paesi a livello sia tecnico che politico.

La classifica europea dell’Organizzazione mondiale della sanità
Ci sono poi dei paradossi. Tra i paesi di provenienza dai quali dal 3 giugno si potrà raggiungere l’Italia senza l’obbligo di quarantena ci sono anche quegli Stati che, nella classifica dell’Oms (Health Emergency Dashboard,aggiornata al 30 maggio) sul numero di contagi complessivo a livello europeo, registrano numeri superiori a quelli del nostro paese. È il caso del Regno Unito e della Spagna: sono rispettivamente al secondo e al terzo posto - rispettivamente 271.222 e 238.936 casi di contagio da coronavirus -, dietro alla Russia (396.575) ma davanti all’Italia, che con 232.248 casi si assesta quarta. Alle sue spalle altri due paesi dell’area Schengen: la Germania (181.196 casi) e la Francia (149.668).

La variabile ordinanze
Non è esclusa poi la possibilità che in Italia qualche governatore, nel timore che si possa verificare una ripresa dei contagi, decida di emettere un’ordinanza con la quale mantenere comunque l’obbligo della quarantena per il turista che proviene dall’area Schengen. Una mossa che avrebbe tuttavia un effetto contenimento dei flussi turistici, con un’ulteriore peggioramento per un comparto che, allo stato attuale, versa in una situazione di grande difficoltà. Di fronte alle perplessità espresse sul via libera agli spostamenti interni dal 3 giugno, in particolare da Campania, Toscana e Lazio, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia potrebbe lasciare aperta ai governatori la possibilità di tracciare chi arriva ed effettuare test sierologici volontari (potrebbero essere offerti dagli alberghi ai clienti).

Dietrofront parziale della Grecia
Tornando invece ai viaggi all’estrero, dopo aver deciso, in un primo momento, di lasciare chi proviene dall’Italia fuori dalla lista dei 29 paesi di partenza che dal 15 di questo mese sarebbero potuti venire a fare le vacanze nel suo territorio, la Grecia va verso un parziale dietrofront. Stando alle indicazioni riportate sul sito dell’Ambasciata di Grecia a Roma, il 15 giugno naugura il graduale ritorno alla normalità. I test obbligatori e la quarantena saranno limitati solo ai viaggiatori, indipendentemente dalla nazionalità, che arrivano dagli aeroporti delle aree colpiti con un alto rischio di trasmissione dell’infezione da Covid-19, come valutato dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (Easa). L’elenco è costantemente aggiornato e i viaggiatori devono verificare prima di viaggiare. Per quanto riguarda l’Italia, nella lista degli aeroporti rientrano quelli in quattro regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) Tutti gli altri viaggiatori entreranno senza restrizioni e potrebbero essere soggetti a test casuali all’arrivo. Dal 1 luglio, tutti i viaggiatori saranno soggetti a test casuali all’arrivo.

Zaia: «Sappiano che non ci vedono più»
La scelta della Grecia non è piaciuta al presidente della regione Veneto Luca Zaia. «La Grecia che mette al bando il Veneto mi pare allucinante - è stato il commento -. Mi chiedo cosa pensino i loro operatori, sono i nostri turisti che vanno lì. Sappiano che non ci vedono più». I greci, ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo dell’Emilia-Romagna, Andrea Corsini «non sono ben informati della nostra situazione sanitaria e non accettiamo di essere considerati degli untori».

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