ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA STRETTA ANTI CORONAVIRUS

Dal bonus baby sitter allo smart working fino a 16 anni, al congedo al 50%: tutte le misure per i genitori con figli a casa regione per regione

Le misure restrittive messe in campo dall’esecutivo per arginare la diffusione dei contagi hanno avuto ripercussioni pesanti sulle famiglie; di qui l’esigenza di prevedere, fin dalla fase uno di gestione dell’epidemia, sostegni che venissero incontro alle esigenze dei genitori

di Andrea Carli

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4' di lettura

La strategia del governo per rallentare la corsa dei contagi Coronavirus nella fase due dell’emergenza sanitaria si è sviluppata sulla base di quattro Dpcm (13, 18, 24 ottobre e 3 novembre), con misure via via più restrittive.

Misure restrittive con impatto sulle famiglie

Una stretta in più fasi che ha riguardato anche le famiglie: dopo che il 14 settembre oltre 5,6 milioni di alunni sono tornati in classe dopo oltre sei mesi di didattica a distanza, con la ripresa dei contagi le restrizioni hanno gradualmente interessato anche le scuole, in un crescendo di limitazioni che è sfociato, con l’ultimo (ad oggi) provvedimento del 3 novembre e la conseguente suddivisione del territorio nazionale in tre fasce di rischio (gialla, arancione e rossa), nella scelta, sofferta, di procedere con le lezioni online obbligatorie nelle scuole superiori. Nelle zone rosse la didattica integrata digitale è divenuta obbligatoria anche per seconda e terza media (quindi, in questi territori, le lezioni sono in presenza fino alla prima media). Queste misure hanno spinto l’esecutivo a mettere sul tavolo delle soluzioni a sostegno delle famiglie che si trovano a dover conciliare gli impegni lavorativi con l’assistenza dei figli rimasti a casa.

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Il bonus baby sitter

Una delle soluzioni a cui l’esecutivo è ricorso è un sostegno ai genitori che, lavorando, sono costretti a trovare (e pagare) qualcuno che segua i loro figli quando sono a lavoro. Il bonus baby sitter “entra in gioco” per la prima volta con un provvedimento di marzo, nella prima fase di gestione dell’epidemia. In conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine il decreto Cura Italia prevede, in alternativa alla fruizione di un congedo parentale la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting. A maggio un altro provvedimento (il decreto Rilancio) modifica la disciplina del bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting introducendo, in alternativa, il bonus per la comprovata iscrizione ai centri estivi e ai servizi integrativi per l'infanzia per il periodo dalla chiusura dei servizi educativi scolastici al 31 agosto 2020.Il successivo decreto Agosto stabilisce che il bonus possa potesse essere utilizzato anche per “pagare” i nonni che badavano ai nipoti.

Dopo l'ultima stretta anti contagi, prevista dal Dpcm del 3 novembre, l’esecutivo dà il via libera al decreto Ristori bis (Dl 149, in vigore dal 9 novembre). Tra le soluzioni previste, un bonus baby sitter nel limite massimo complessivo di 1.000 euro nelle regioni rosse nelle quali è prevista la sospensione delle attività scolastiche nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado. Il bonus è riconosciuto agli iscritti alla Gestione separata o alle gestioni speciali dell'assicurazione generale obbligatori. È attribuito alternativamente a entrambi i genitori, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.Il sostegno è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura. Le soluzioni del decreto Ristori bis si applicano anche nei confronti dei genitori affidatari. Il bonus non è invece riconosciuto per prestazioni rese da familiari.

Smart working più esteso

Un’altra soluzione per venire incontro alle esigenze delle famiglie alle prese con la chiusura delle scuole è l’estensione dello smart working. Già il decreto Agosto ( Dl 104) permette ai genitori di lavorare da remoto (o in alternativa di fruire di un congedo indennizzato al 50% delle retribuzione) nel caso in cui il figlio under 14 sia posto in quarantena a causa di un contatto con un positivo avvenuto a scuola o durante l'attività sportiva o ricreativa (novità quest'ultima apportata dalla conversione in legge). Sempre il decreto Agosto nel passaggio al Senato estende fino al 31 giugno dell'anno prossimo il diritto allo smart working per I genitori con figli con disabilità grave. Con il decreto Ristori uno (Dl 137/2020), in vigore dal 29 ottobre e all’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, un genitore lavoratore dipendente può svolgere la prestazione di lavoro in smart working per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente, minore di anni sedici (e non più i 14 anni previsti dal decreto Agosto).

Congedi straordinari

Il decreto Ristori bis prevede, con riferimento alle famiglie che vivono nelle zone rosse (ad oggi Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria), che in caso di sospensione della didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado, è riconosciuta alternativamente a entrambi i genitori lavoratori dipendenti, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, la facoltà di astenersi dal lavoro per l'intera durata della sospensione della didattica in presenza, con previsione, in luogo della retribuzione, di un'indennità pari al 50% della retribuzione stessa (questi periodi sono coperti da contribuzione figurativa). Lo stesso beneficio è accordato anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura. Per chi si ritrova con i figli in didattica a distanza già il Ristori 1 ha stanziato 43 milioni per i congedi al 50 per cento.

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