inchiesta/legno e edilizia: il caso

Dal Brennero le casette antisismiche per L’Aquila e Cavezzo

di Mariano Maugeri

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1' di lettura

Se qualcuno avesse dei dubbi sul legno, suggeriamo due gite fuori porta: la prima a Campo di Trens, al Brennero, dove ha sede la Wolf House, un’azienda con fabbriche anche in Austria e Germania. Dopo il terremoto dell’Aquila, Wolf consegnò il primo lotto di un centinaio di case sulla commessa di 536 appartamenti (sul totale di 16 mila alloggi) a nemmeno cento giorni dal sisma. «Si trattava di case in classe energetica A capaci di resistere a terremoto sino al settimo grado», ricorda Vanni Bottaro, direttore commerciale della Wolf House Italia. Costo a metro quadro, esclusa la piastra sismica sulla quale per decisione della Protezione civile furono poggiate tutte le costruzioni aquilane, 1.278 euro.

Ricapitoliamo: appartamenti definitivi e ad alto risparmio energetico, consegnati dopo cento giorni dalla firma dell’appalto (il resto entro cinque mesi) a un costo di poco più di mille euro al mq. Tempi e cifre che fanno impallidire se si pensa alle casette di legno (provvisorie) di Amatrice, Norcia e Visso.
L’altra controprova è a Cavezzo, in provincia di Modena. Andrea e Valeria Panini, su suggerimento del padre di lei, un ingegnere, decidono di costruire una casa in legno.
Tre anni di attesa («la burocrazia ci ha messo un sacco di tempo prima di codificare le autorizzazioni per strutture sconosciute nella bassa emiliana» spiega Andrea) e poi la controprova tragica del 20 e 29 maggio del 2012: a Cavezzo crolla tutto, ma la villetta Wolf a due piani non subisce neanche in graffio.

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