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Dal cacio mojito al pandujuotto, le novità a Tuttofood. Coldiretti: crescita del 7% nel 2021

L’associazione agricola passa in rassegna trend economici e di prodotto. Filiera Italia: l’export può raddoppiare

di Emiliano Sgambato

Coldiretti: Agroalimentare italiano tra i piu' green d'Europa

3' di lettura

Dal formaggio molisano aromatizzato al mojito al panettone fatto con cioccolato e ’nduja, il tradizionale insaccato piccante calabrese. Dal gin a base di acqua di mare della Puglia alla pera crio essiccata dell’Emilia Romagna. Sono alcune delle novità pronte a rivoluzionare le tavole post Covid, mostrate dalla Coldiretti a Tuttofood alla Fiera di Milano a Rho fino al 26 ottobre, che vanno incontro alla svolta green e salutista degli italiani.

Come cambia il cibo made in Italy

Viene dal Friuli Venezia Giulia la barretta della salute fatta con l’alga spirulina abbinata a semi di zucca, nocciole e miele. C’è poi la farina ottenuta dalla macinazione dei semi d’uva essiccati da usare in cucina, che consente anche di recuperare dei sottoprodotti vitivinicoli in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare.

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Sa’ Pompia è invece l’agrume sardo tra i più rari al mondo base di un raro gin isolano, dal bergamasco arriva uno speciale liquore ottenuto dal latte d’asina, super food perfetto come digestivo 100% naturale. Una bomba di polifenoli è invece l’agribibita antiage prodotta nel Lazio, bevanda non alcolica a base di estratti di foglie di olivo bio con aggiunta di succo di melograno, limone e zucchero. Ha il cuore liquido di olio extravergine d’oliva il cioccolatino made in Puglia a forma di oliva verde, mentre la zucca è protagonista delle chips essiccate bio abruzzesi che, reidratate, diventano un ottimo condimento per risotto, pasta o zuppe.

Per chi vuole prepararsi le salsicce “personalizzandole” con spezie e odori, arriva dalla Lombardia il kit fai da te con tanto di istruzioni, composto da carne trita di prima scelta, budello, sale e pepe tutto sottovuoto e spago. Nella confezione c’è anche il “patentino del maiale”, con i dati di tracciabilità dell’animale per garantire la massima trasparenza. Puntano, infine, a rivoluzionare le abitudini della movida il sidro trentino, con antiche varietà di mele recuperate e accostate al luppolo e a essenze innovative o la birra di quinoa 100% italiana e bio.

La filiera del food vale 575 miliardi

Ma oltre alla novità di prodotto, la filiera agroalimentare italiana si conferma come trainante per il Paese. Secondo una nota Coldiretti, nel 2021 il cibo diventa la prima ricchezza dell'Italia per un valore di 575 miliardi di euro con un aumento del 7% rispetto all'anno precedente nonostante le difficoltà legate alla pandemia.

«Nel secondo anno del Covid la filiera agroalimentare tricolore ha dimostrato – si legge in una nota – una elevata capacità di resilienza, con un incremento del fatturato che accomuna agricoltura, industria e grande distribuzione, mentre la ristorazione ricomincia crescere dopo un 2020 disastroso».

Il risultato è che il Made in Italy a tavola vale oggi «quasi un quarto del Pil nazionale» – sottolinea Coldiretti – e dal campo alla tavola vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio.

Prospettive di ulteriore crescita per l’export

Change - Maratona dell'agroalimentare italiano nel mondo post pandemia” è un evento che nella prima giornata di Tuttofood compirà un viaggio nel mondo tra i mercati più importanti per il Made in Italy, con più di 60 ospiti da imprenditori a produttori, giovani agricoltori, esportatori ed opinion leader. Molti gli interventi istituzionali tra i quali Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, Carlo Ferro, presidente Agenzia Ice, Maurizio Martina, Vicedirettore generale Fao.

«Abbiamo voluto organizzare questa maratona – commenta Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia – perché abbiamo un obiettivo: portare a 100 miliardi di euro le esportazioni agroalimentari made in Italy entro i prossimi 10 anni. Significa raddoppiare rispetto al record di oggi. È un traguardo alla nostra portata se riusciamo a fare sistema. Quello che dovremo raccontare all'estero non sarà più solo la qualità dei nostri prodotti i nostri marchi, ma sempre più la filiera autentica che c'è dietro».

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