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Dalla Playstation 5 al caffè, la crisi delle materie prime e i settori in difficoltà

Carenze di materie prime, logistica in affanno, picchi di prezzo. Il tutto nella crescente preoccupazione che un’economia globale sovraccarica possa alimentare l’inflazione

di Biagio Simonetta

Inflazione, tassi e monete digitali: cosa succederà nei prossimi mesi?

3' di lettura

«L’economia mondiale è improvvisamente a corto di tutto», titolava qualche giorno fa Bloomberg. Una frase che spiega bene quello che sta succedendo nel mondo, con l'aumento della domanda delle aziende che sta letteralmente sconvolgendo le catene di approvvigionamento globali. Un anno fa, mentre la pandemia devastava un paese dopo l’altro e le economie tremavano, i consumatori acquistavano in preda al panico, allertati – fortunatamente in maniera errata – da una eventuale carestia. Oggi, mentre i vaccini lasciano vedere spiragli di ripresa, sono le aziende che cercano di fare scorta.

I produttori di materassi, quelli di automobili, quelli che lavorano coi fogli di alluminio, stanno acquistando più materiale del necessario per sopravvivere alla velocità vertiginosa con cui la domanda di merci si sta crescendo. E questa frenesia - legata ad altri fattori contingenti (come il blocco del Canale di Suez) - sta spingendo le catene di approvvigionamento sull’orlo del caos. Carenze di materie prime, logistica in affanno, picchi di prezzo. Il tutto nella crescente preoccupazione che un’economia globale sovraccarica possa alimentare l’inflazione.

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Ma quali sono le materie prime che mancano maggiormente? La risposta più vicina al reale potrebbe essere “quasi tutte”. Rame, ferro, acciaio. Ma anche mais, caffè, frumento e soia. E ancora, legname, semiconduttori, plastica e cartone per imballaggi. E allora vediamo alcuni settori che stanno subendo questa grande crisi.

Play Station 5

«Purtroppo riscontriamo una grande scarsità di semiconduttori e altri componenti». Sono le parole del Chief Financial Officer di Sony, Hiroki Totoki, a proposito di Play Station 5. La console da gioco, arrivata sul mercato negli ultimi mesi del 2020, è un assoluto oggetto del desiderio. Spesso introvabile, e quando è disponibile va a ruba. E allora perché Sony non ha aumentato la produzione? Perché – come ha spiegato il CFO – la crisi di materie prime (semiconduttori su tutti) è un problema reale.

La carta igienica

Sembra assolutamente assurdo, ma uno dei settori messi in crisi dal caos sulle materie prime è quello della carta igienica. La Suzano SA, il più grande produttore di pasta di legno - la materia prima per prodotti inclusa la carta igienica – ha fatto sapere che le difficoltà logistiche innescate dalla crisi delle materie prime (container richiesti da altri settori, trasporti in bilico ecc.) potrebbe creare problemi di approvvigionamento.

Il caffé

Aumento della domanda, raccolti scarsi, logistica fuori controllo, siccità e incertezza politica in Colombia, sono un incubo anche per l'industria del caffè. Gli effetti sono un rialzo dei prezzi considerevole. Oggi la miscela arabica scarseggia sui mercati e alla Borsa di New York. I dati parlano di un prezzo che ha subito un'impennata del 25%.

Tesla e automotive

Problemi anche per Tesla, il titano dell'auto elettrica di Elon Musk. Prezzi in aumento per la carenza di materie prime. Proprio il Ceo ha spiegato la situazione in un tweet: «I prezzi sono in aumento a causa della pressione dei costi della catena di approvvigionamento in tutta l’industria. Soprattutto delle materie prime». In questo caso entrano in gioco i prezzi di materie prime come litio e cobalto, entrambe in grande crescita (secondo l'International Energy Agency (IEA), la domanda di minerali per veicoli elettrici e batteria crescerà almeno di 30 volte entro il 2040). Grandi case automobilistiche come Audi e Volvo hanno dovuto fermare la loro produzione in alcuni stabilimenti.

Elettrodomestici

Non va meglio nel settore degli elettrodomestici. Secondo il presidente di Whirlpool in Cina, la stessa carenza globale di materie prime (chip in particolar modo) che ha scosso le linee di produzione delle case automobilistiche, ora si sta abbattendo sui produttori di elettrodomestici, incapaci di soddisfare la domanda. Proprio Whirlpool, una delle più grandi società di elettrodomestici al mondo, si è vista ridurre le consegne di chip del 10% rispetto ai suoi ordini, nel mese di marzo. Hangzhou Robam Appliances Co Ltd, un produttore cinese di elettrodomestici con oltre 26mila dipendenti, ha dovuto ritardare di quattro mesi il rilascio di una nuova ventola per stufe di fascia alta perché non poteva procurarsi un numero sufficiente di chip.

Edilizia

L'edilizia è un altro settore letteralmente travolto dalla crisi di materie prime. I prezzi sono volati alle stelle negli ultimi mesi. Basti pensare che l'acciaio tondo per cemento armato, a maggio scorso, era già aumentato del 150% rispetto al novembre del 2020. Stessa linea d'onda per il polietilene e per il rame.

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