ad aprile +6,7% su base annua

Il calendario favorevole spinge il made in Italy verso i paesi extra-Ue

di Luca Orlando

Effetto scorte per Brexit, vola export alimentare italiano

2' di lettura

Il calendario favorevole aiuta e spinge il made in Italy verso i paesi extra-Ue a crescere ad aprile su base annua del 6,7%, miglior risultato dallo scorso ottobre.
Passo in avanti visibile nei dati Istat anche rispetto al mese precedente, con una crescita dello 0,5%. Nell'ultimo trimestre mobile (febbraio-aprile 2019), la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue risulta ancora negativa (-0,6%) ma al netto della marcata flessione dell'energia (-17,4%) è stazionaria (+0,1%).

In termini geografici si confermano le tendenze di fondo evidenziate negli ultimi mesi , a partire dalla debolezza della Turchia, che anche ad aprile arretra del 15,5%, di 21 punti dall’inizio dell’anno. Prosegue (-3,6%) la frenata del Medio Oriente, così come la relativa stasi della Cina, che avanza solo dell’1,5%, piccola spinta legata comunque al calendario del mese più favorevole, grazie alla presenza di una giornata lavorativa in più.

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Nessun rimbalzo (solo +2,5%) per la Russia, che dall’inizio dell’anno è poco al di sotto dei livelli 2018. Un poco meglio gli Usa, in crescita del 6,2%, in linea con i mesi precedenti, mentre i risultati migliori sono per Svizzera, Giappone e India, paesi in crescita a doppia cifra.

Su base annua in termini settoriali l’incremento è rilevante per i beni di consumo non durevoli (+22,5%) e i beni intermedi (+8,1%). Le importazioni registrano un aumento tendenziale (+7,4%) determinato dai beni di consumo durevoli (+39,2%), beni intermedi (+9,9%) e beni strumentali (+8,1%).

Tra gennaio ed aprile, nonostante l’evidenza di un rallentamento deciso del commercio internazionale, le nostre vendite verso i mercati extra-Ue continuano comunque a crescere: nel primo quadrimestre il progresso è del 3,5%. Il saldo commerciale ad aprile è positivo per 1,89 miliardi, in marginale aumento rispetto al 2018. Dall’inizio dell’anno è in lieve aumento anche l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici, arrivato a 19,72 miliardi.

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