Le prime categorie

Dal calendario vaccinale all’eterologa, quello che bisogna sapere sulla terza dose

In corso da parte del ministero della Salute un confronto con i tecnici delle Regioni per definire la popolazione target con cui si parte dal 20 settembre

di Nicola Barone

Aggiornato il 14 settembre alle 13.15

Iss: i vaccini anti-Covid riducono del 96% il rischio di terapie intensive e morti

4' di lettura

Dopo il parere favorevole espresso dalle autorità sanitarie, è in corso da parte del ministero della Salute un confronto con i tecnici delle Regioni per la definizione della popolazione target che riceverà dal 20 settembre l’ulteriore richiamo di vaccino anti Covid. Immediatamente dopo verranno adeguati i sistemi informatici per l’avvio delle somministrazioni su tutto il territorio nazionale.

Ok dall’Aifa per fragili, anziani, Rsa

Immunodepressi, trapiantati, malati oncologici, dializzati, anziani over 80, ospiti delle Residenze sanitarie assistite (Rsa) e personale sanitario, ma a seconda del livello di esposizione all’infezione e del rischio individuale di sviluppare forme gravi di Covid-19. La Commissione tecnico scientifica di Aifa nel parere varato esplicita le categorie che potranno effettuare il richiamo.

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La platea potenzialmente interessata

Come annunciato in via informale, per prime saranno invitate dunque le persone «con fragilità immunitaria» che potrebbero essere complessivamente circa 2,3 milioni. La Rete nazionale trapianti del ministero della Salute segnala infatti che nel 2020 le persone seguite in Italia dopo un intervento sono oltre 45mila mentre dal sistema Epicentro dell’Istituto superiore di sanità vengono indicati in 2,25 milioni i malati oncologici in Italia. Numeri indicativi, poiché dalle prime anticipazioni la circolare in arrivo sarà generica. Soltanto in una fase successiva verrano forniti note tecniche e dettagli per la migliore individuazione delle categorie di immunocompromessi, per poi lasciare spazio a over 80 e operatori sanitari.

Disco verde all’eterologa

Sulla tempistica della terza dose la tabella prevede dopo «almeno 28 giorni» dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti fragili e dopo «almeno 6 mesi» per le altre categorie. Per i richiami, secondo le indicazioni del parere, verranno utilizzati i vaccini a mRNA, ovvero i vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna. Nel parere non viene invece inclusa la popolazione generale in attesa che l’Ema valuti i dati forniti dalle aziende produttrici dei vaccini. La priorità, puntualizzata da Aifa, rimane «il raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati». Sottolineando però il peso del sì alla terza dose, nel rilevare come «l’estensione di tale misura a livello nazionale, assunta anticipatamente rispetto alla posizione dell’Ema, si configura come un importante atto di sanità pubblica teso a tutelare la popolazione più esposta al rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19».

Problemi seri di sicurezza «estremamente rari»

È atteso nelle prossime settimane l’esito della valutazione Ema sulla domanda per l’uso di una dose di richiamo del vaccino Pfizer/BioNTech da somministrare sei mesi dopo la seconda dose a persone di età pari o superiore ai 16 anni. Sulla base poi dei dati dell’aggiornamento mensile sulla sicurezza dei vaccini, sempre dall’Agenzia europea dei medicinali arriva una ulteriore rassicurazione: dall’inizio della campagna vaccinale fino a inizio settembre sono state somministrate oltre 528 milioni di dosi nell’Ue e nello Spazio economico europeo. La grande maggioranza degli effetti collaterali noti sono «lievi e di breve durata», mentre «seri problemi di sicurezza sono stati estremamente rari».

Regioni pronte alla nuova fase

Intanto le regioni si preparano. «Dal 20 o 21 settembre saremo pronti ad iniziare questa terza fase, rispettando le indicazioni che ci vengono da Roma di somministrare prima i fragili e ai pluripatologici. Se poi sarà necessario estenderlo a tutta la popolazione, siamo pronti», ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. «Si inizierà - si legge in una nota della direzione Welfare di Regione Lombardia - dai pazienti trapiantati di organo solido e di cellule staminali ematopoietiche e si proseguirà con le altre categorie di pazienti immunocompromessi, come i pazienti in chemioterapia».

Da lunedì 20 settembre il Piemonte fa sapere che partirà con la somministrazione della terza dose, secondo quanto comunicato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio a cui nelle scorse ore il commissario Figliuolo aveva anticipato il via libera dalla prossima settimana alla nuova fase della campagna vaccinale. Si comincerà con la terza dose negli immunodepressi e trapiantati che hanno già ricevuto in Piemonte due dosi di vaccino. Come avvenuto finora non sarà necessaria nessuna preadesione, perché saranno i centri specializzati ospedalieri che li hanno in cura a convocare gli immunodepressi. Nel Lazio è già in corso il monitoraggio e il reclutamento dei trapiantati per la dose di richiamo ma anche altrove, come in Emilia Romagna e Toscana, le strutture sono pronte a dar seguito alla nuova fase della campagna.

Regno Unito: terza dose per tutti gli over 50

Anche all’estero si accelera. È infatti arrivato il via libera ufficiale dai consulenti medico-scientifici del governo di Boris Johnson alla somministrazione nei prossimi mesi di una terza dose di vaccino anti-Covid per tutti gli over 50 del Regno Unito. Lo hanno annunciato a Downing Street Jonathan Van-Tam, deputy chief medical officer dell’Inghilterra, e la responsabile dell’agenzia del farmaco britannica (Mhra), June Raine. Van-Tam ha definito “incredibile” il successo garantito finora dai vaccini, con una stima di 112.000 morti e 24 milioni di contagi evitati nel Regno. Ma ha avvertito che la pandemia non è ancora finita e che potranno esserci fasi “accidentate” nell’inverno. Per la dose «booster» si raccomanda una nuova inoculazione di Pfizer o in alternativa mezza di Moderna. Viene autorizzata la terza dose anche con il vaccino AstraZeneca, che potrà essere usato per chi sia stato vaccinato con questo stesso antidoto dalla prima dose e che, ha assicurato June Raine, responsabile dell’agenzia britannica del farmaco (Mhra), è giudicato pure sicuro ed efficace.

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