tensioni nel governo

Dal carcere agli evasori alle multe ai negozianti: i nodi sul tavolo del vertice di maggioranza

Sono ore vissute sull'ottovolante per il Conte due. L'incontro di maggioranza, in particolare, fortemente chiesto da renziani e pentastellati, punta a trovare un punto di incontro sulle misure che andranno a caratterizzare la prossima manovra. Si delineano due assi, alla ricerca di una mediazione: da una parte M5S-Italia Viva; dall'altra quello Conte-Partito democratico. Un braccio di ferro tutto interno al governo a pochi giorni dal voto in Umbria, primo banco di prova della nuova maggioranza giallo rossa

di Andrea Carli


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Distanze all’interno della maggioranza sulle misure che entreranno nella legge di Bilancio (nella foto Ansa il premier Giuseppe Conte, a sinistra, e il leader politico M5S Luigi Di Maio)

4' di lettura

Carcere agli evasori e tetto al contante, multe ai negozianti sul Pos e stretta sulle partite Iva: sono alcuni dei nodi sul tavolo del vertice di maggioranza che nelle prossime ore proverà a ridurre le distanze all’interno del Conte due. L’antipasto è stato il faccia faccia tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio che si è svolto nella mattinata di oggi, 21 ottobre, dopo giorni di tensioni e distanze.

Girandola di incontri alla ricerca di un’intesa nella maggioranza
A seguire, nel pomeriggio, incontri bilaterali tra il premier e i capi delegazione dei partiti (M5S, Pd, Iv e LeU), quindi in serata l’atteso vertice di maggioranza sulla manovra - a una settimana dal Consiglio dei ministri che ha approvato con la formula “salvo intese” il ddl di bilancio e il decreto fiscale -, infine il Cdm con all’ordine del giorno il decreto legge con le misure a favore delle quattro Regioni dell’Italia Centrale - Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche - colpite dal sisma nel 2016. Tasselli che si intrecciano in una giornata in cui arriva la notizia di una lettera con la quale la Commissione europea chiederà all’esecutivo M5S-Pd-LeU-Italia Viva informazioni supplementari sulla bozza di legge di Bilancio fatta pervenire nei giorni scorsi a Bruxelles (il Governo risponderà entro mercoledì).

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Le “squadre”: Conte e Pd da una parte; M5S e Italia Viva dall’altra
Per il Conte due sono dunque ore politicamente impegnative. L’incontro di maggioranza, fortemente chiesto da renziani e pentastellati, punta a trovare un punto di incontro sulle misure che andranno a caratterizzare la prossima manovra. Si delineano due assi, alla ricerca di una mediazione: da una parte M5S-Italia Viva; dall’altra quello Conte-Partito democratico. Un braccio di ferro tutto interno al governo a pochi giorni dal voto in Umbria, primo banco di prova della nuova maggioranza giallo rossa.

I toni accesi del confronto
Una mediazione non facile, considerati i toni non proprio sommessi che hanno contraddistinto le dichiarazioni delle ultime ore: dall’aut aut del presidente del Consiglio a M5S e Italia Viva («chi non fa squadra è fuori dal governo») a Di Maio che ha sottolineato che «senza i 5 Stelle il governo non esiste» (e la manovra non si fa), al segretario del Pd Nicola Zingaretti che ha avvertito che così si rischia una crisi dell’esecutivo, al fuoco amico di Renzi contro le mini tasse previste allo stato attuale dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio. Una mediazione che dovrà sciolgliere alcuni nodi più di altri.

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I nodi da sciogliere
M5S chiede il carcere per i grandi evasori, critica le multe per i negozianti che non accettano i pagamenti tramite Pos e la stretta sulle partite Iva. I renziani hanno già annunciato una battaglia nell’iter di conversione parlamentare della manovra per cancellare quota 100, una misura che invece i pentastellati sostengono.

Le misure contro l’evasione
Il primo punto da affrontare, probabilmente quello politicamente più rilevante, è quello delle misure contro l’evasione fiscale. Il tetto al contante e la multa sul Pos, è la posizione dei pentastellati, non sono le soluzioni giuste per arginare il nero. Si tratta di soluzioni che penalizzano i piccoli, i commercianti e gli artigiani, è la posizione pentastellata. Secondo Di Maio non è concepibile un piano di lotta all’evasione fiscale che non contempli il carcere per i grandi evasori, ovvero quelli che sottraggono al Fisco oltre 100mila euro. E se il ministro della Giustizia, il pentastellato Alfonso Bonafede ha annunciato che l’intesa di massima sul pacchetto per il carcere agli evasori, con la punibilità oltre i 100mila euro, c’è, per i Dem e per Leu la sintesi è ancora da trovare. Le misure, aggiungono da Italia Viva, vanno discusse puntualmente prima che arrivi un via libera. Anche perché non è detto che il decreto legge sia il contenitore adatto per un pacchetto coin queste caratteristiche. È possibile che la stretta venga inserita nel percorso di conversione parlamentare della manovra.

Lotta all’evasione sono anche le multe per chi non accetta il Pos: M5S chiede che, prima di far scattare le sanzioni, vengano abbassate le commissioni delle banche. Sul tetto al contante, Di Maio dice no all’abbassamento della soglia da 3mila a mille euro. In base all’ultima bozza del decreto fiscale, a decorrere dall'1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 il divieto per l'utilizzo del contante è fissato a 2.000 euro. A decorrere dal primo gennaio 2022 il divieto scatta a 1.000 euro. «La misura sul contante - ha chiarito Conte - è stata una mia proposta e senza la mia determinazione confesso che non sarebbe andata in porto».

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La stretta sulle partite Iva
Al centro del vertice di maggioranza anche la stretta sulle partite Iva. Attualmente il decreto fiscale prevede la cancellazione della flat tax al 20% per i professionisti che dichiarano da 65 a 100mila euro. Il Documento programmatico di bilancio mette in evidenza la reintroduzione del sistema analitico di calcolo del reddito (ricavi-costi certificati), in alternativa alla forfettizzazione con percentuali variabili per categoria. I Cinque Stelle chiudono: le partite Iva non vanno toccate, è il messaggio. Si cerca in queste ore un non facile compromesso.

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