ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDelega fiscale

Fisco, nell’accordo sul catasto salta il valore patrimoniale ma rispunta quello di mercato

Nel testo la clausola di salvaguardia contro un aumento della tassazione

Riforma catasto, Letta: "Salvini racconta che vittoria è sua. Non è modo di stare in maggioranza"

3' di lettura

Dalla riforma del catasto, da effettuare indicando oltre alla rendita catastale anche quella di mercato suscettibile di periodico aggiornamento, al principio di equità orizzontale, fino al riordino delle deduzioni e delle detrazioni con particolare riguardo alla tutela del bene casa e destinando le risorse ai contribuenti Irpef, partendo dai redditi medio-bassi. Sono alcune novità nel testo coordinato della delega fiscale, con emendamenti e riformulazioni da approvare, frutto dell’accordo maggioranza-governo, distribuito ai gruppi in vista del voto in commissione Finanze alla Camera che dovrebbe ripartire dal 14 giugno.

Fra le modifiche c’è anche l’inserimento del rispetto del principio di equità orizzontale, la lotta all’evasione e all’elusione fiscali anche attraverso soluzioni di intelligenza artificiale, il rispetto dell’autonomia tributaria degli enti territoriali.

Loading...

Salta il valore patrimoniale, rispunta quello di mercato

Il punto più controverso riguarda la riforma del catasto. Nella nuova versione della delega fiscale, secondo l’intesa di maggioranza, scompare il riferimento al valore patrimoniale e a quello di mercato. Quest’ultimo tuttavia viene ripescato per via indiretta perché si dice che andrà indicata «per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante a normativa vigente e sulla base dei dati nelle disponibilità dell’Agenzia delle Entrate, anche un’ulteriore rendita, suscettibile di periodico aggiornamento, determinata utilizzando i criteri previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica del 23 marzo 1998, n. 138». Tra i criteri del decreto del 1998 per la revisione delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari c’è proprio il valore di mercato.

Via il duale dalla delega, restano cedolari e flat tax

La delega fiscale conferma flat tax, cedolari secche e aliquote agevolate, mentre dal nuovo testo scompare la «progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale», che avrebbe portato a una aliquota proporzionale per i redditi da capitale (anche nel mercato immobiliare) e mantenendo l’Irpef progressiva su quelli da lavoro. È quanto emerge dall’articolo 2, l’unico su cui non c’è stata unanime intesa fra maggioranza e governo, con Leu che si è opposto alla modifica.

Fra i principi per la revisione della tassazione sui redditi, si parla di «progressiva revisione del trattamento fiscale” di quelli “derivanti dall’impiego del capitale, allo scopo di favorire l’efficiente funzionamento del mercato dei capitali, aumentando il grado di neutralità fiscale e prevedendo ordinariamente l’applicazione di un prelievo proporzionale e regimi cedolari ai redditi da capitale, nonché distinguendo tra redditi da capitale mobiliare e immobiliare»

Verso armonizzazione delle tasse sul risparmio

Plusvalenze e minusvalenze su titoli o dividendi rientreranno nella stessa categoria fiscale dei redditi da capitale. Nell testo modificato in base all’intesa fra maggioranza e governo si prevede infatti una «progressiva armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio, anche con riferimento alle basi imponibili e al progressivo superamento della distinzione tra redditi da capitale e redditi diversi di natura finanziaria, prevedendo, in ogni caso, che detta armonizzazione operi esclusivamente con riferimento ai redditi prodotti dopo l’entrata in vigore dei decreti delegati e tenendo conto dell’obiettivo di contenere gli spazi di elusione e di erosione dell’imposta».

La riformulazione prevede anche l’aumento del «grado di neutralità fiscale», una misura nata dall’idea che imponendo aliquote diverse, come ora accade (i titoli di Stato sono tassati al 12,5%, le plusvalenze sugli investimenti al 26%), si influenzino le scelte sull’allocazione degli investimenti.

La “clausola di salvaguardia”

L’ultimo articolo contiene una “clausola di salvaguardia”, in cui si chiarisce che «non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e non deve derivare un incremento della pressione tributaria rispetto a quella derivante dall’applicazione della legislazione vigente».

Le novità sono frutto di riformulazioni di emendamenti parlamentari tranne quello relativo all’articolo sul catasto (il 6, l’unico già approvato in commissione) che sarà modificato con un emendamento del relatore, il presidente della commissione, Luigi Marattin (Iv).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti