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Dal clima alla crisi valutaria, la top 5 dei rischi estremi per chi investe

Nella classifica di Willis Towers Watson cresce il peso del fattore ambientale e spunta la new entry della “guerra cibernetica”. Ecco tutti i fronti caldi da tenere d’occhio

di Andrea Franceschi

Fitoussi: la digitalizzazione porterà un incremento delle disuguaglianze

5' di lettura

Uno dei film più azzeccati sulla grande crisi finanziaria, “The Big Short” (La Grande Scommessa, in italiano), narra le vicende di alcuni investitori che furono in grado di prevedere la bolla dei mutui subprime che innescò la grande crisi finanziaria del 2008.

Prendendo posizione contro il mercato immobiliare utilizzando strumenti derivati questi pochi fortunati riuscirono a incassare guadagni stellari mentre il resto del mercato finiva in ginocchio sotto i colpi della peggior tempesta finanziaria mai registrata dal crack del ’29.

La vicenda raccontata nel film del 2015 è esemplare nell’illustrare l’importanza della gestione del rischio per chi investe. Anche quando questo rischio è rappresentato da un evento estremo come il collasso del sistema finanziario globale.

La maggior parte degli eventi estremi, quando si verifica, giunge come totalmente inaspettato. Ma è anche vero che ci sono alcuni fronti più scoperti di altri. Ci sono cioè alcuni ambiti, che riguardano l’economia e la finanza ma non solo, in cui gli elementi di criticità si sono già manifestati e che andrebbero monitorati con attenzione perché potrebbero rappresentare focolai di possibili crisi future.

Il broker assicurativo Willis Towers Watson li ha messi a fuoco in un report pubblicato recentemente in cui vengono illustrati i 30 rischi estremi che riguardano l’ambito economico-finanziario, quello sociale e politico così come l’ambiente e la tecnologia. Il report uscito quest’anno fa seguito ad altre edizioni della stessa ricerca pubblicate nel 2013, nel 2011 e nel 2009.

«La novità più rilevante - spiega Gianmarco Tosti, Country Manager per l'Italia di Willis Towers Watson - riguarda la crescente importanza acquisita dai rischi estremi non finanziari: uno su tutti il riscaldamento globale, diventato il rischio più temuto nella nostra analisi, che abbina la probabilità che un fenomeno si verifichi all'importanza del suo impatto». Ecco la top,5 dei rischi estremi 2019.

1) Il surriscaldamento globale
Nella prima edizione del rapporto datata 2009 il rischio correlato ai cambiamenti climatici non compariva neanche nei primi 15 per importanza. Solo nel 2011 la voce è comparsa in classifica al sesto posto. Per poi salire al terzo posto nel 2013 e infine guadagnare la vetta della classifica quest’anno. Il tema, d’altronde, è sempre più all’ordine del giorno. Non solo perché c’è una maggiore sensibilità da parte dell’opinione pubblica anche sulla spinta di movimenti come il “Fridays for future” della studentessa svedese Greta Thunberg ma anche perché eventi climatici più estremi si stanno verificando in ogni parte del pianeta. Secondo gli analisti di Willis Towers Watson la concreta possibilità che sul clima si arrivi a un punto di non ritorno rappresenta il rischio estremo numero uno con cui fare i conti.

LA TOP 5 DEI RISCHI ESTREMI

Come è evoluta la classifica nel corso del tempo (Fonte: Willis Towers Watson)...

LA TOP 5 DEI RISCHI ESTREMI

Con quali conseguenze? «Le zone abitabili - si legge nel rapporto - sono destinate inevitabilmente a ridursi con l’effetto di innescare movimenti migratori su larga scala». Il cambiamento climatico rischia di avere ripercussioni negative sulla produzione di cibo perché ci potrebbe essere una riduzione della terra arabile. Una possibile conseguenza finanziaria dell’innalzamento dei livelli del mare potrebbe registrarsi sul mercato immobiliare perché «le aree costiere potrebbero svalutarsi e diventare inassicurabili mentre l’entroterra potrebbe acquisire valore». Eventi metereologici estremi rischiano in prospettiva di mettere in seria difficoltà il mercato delle assicurazioni mentre il business della ricostruzione è destinato a beneficiarne.

2) Collasso del commercio globale
L’ultimo ventennio è stato caratterizzato dalla forte crescita del commercio globale come conseguenza della globalizzazione. Ora tuttavia in molte parti del mondo questo modello viene messo in discussione. In particolare dopo l’ingresso alla Casa Bianca di Donald Trump. Le minacce di dazi verso i principali partner commerciali e l’estenuante trattava con la Cina hanno contribuito ad alimentare incertezza sui mercati globali e il trend di crescita del commercio globale ha fatto registrare una battuta d’arresto. Il rischio estremo correlato al ritorno del protezionismo è che il trend registri un peggioramento con l’effetto di innescare una recessione globale. Con i dazi i prezzi all’importazione salgono e si rischia un’impennata dell’inflazione che potrebbe spingere le banche centrali ad adottare politiche più restrittive tali da destabilizzare gli equilibri dei mercati finanziari globali. Nonostante i progressi nella trattativa tra Stati Uniti e Cina i rischi del protezionismo continuano a rappresentare un’incognita pesante per l’economia e i mercati e per questo rappresentano il secondo rischio estremo per importanza secondo il rapporto di Willis Towers Watson. Nel precedente rapporto uscito nel 2013 questo rischio si attestava in quinta posizione.

3) Guerra cibernetica
Una delle new entry nella classifica dei rischi estremi 2019 è rappresentato dal rischio di una guerra cibernetica. Non si parla di crimine informatico comune, che ormai rappresenta una realtà consolidata, ma di un attacco informatico ostile promosso da un’entità governativa ai danni di un’altra in grado di compromettere il funzionamento di infrastrutture, mercati finanziari, comunicazione, sistemi di difesa, ospedali o qualunque altra struttura il cui funzionamento dipende dalla rete. L’impatto di un simile evento, specie condotto su larga scala, rischia di avere conseguenze economiche molto pesanti. Anche alla luce dell’escalation di attacchi hacker ai danni di aziende e istituzioni negli Stati Uniti che hanno alimentato timori di una “guerra fredda cibernetica” il rischio di una guerra cibernetica è sempre più reale.

4) Scarsità di risorse
I rischi ambientali hanno assunto una crescente importanza negli ultimi anni e, con l’aumento della popolazione a livello globale, è sempre più concreta l’eventualità di una crisi correlata all’accesso a cibo, acqua potabile o combustibili fossili. Sebbene i progressi tecnologici potrebbero prevenire una simile eventualità è concreto il rischio che questi non arrivino in tempo per contrastare una possibile crisi. Le conseguenze possono essere di carattere economico (una stagnazione) e geopolitico (guerre).

5) Crisi valutaria
La grande crisi finanziaria globale ha spinto le banche centrali ad adottare politiche monetarie espansive non convenzionali che hanno avuto un impatto significativo sull’andamento dei mercati. La «guerra valutaria» condotta sottotraccia in questi anni non ha finora innescato squilibri di rilievo in grado di avere conseguenze rilevanti sull’economia. Non è detto tuttavia che un simile evento non possa verificarsi in futuro. Una svalutazione significativa di una delle maggiori monete di scambio a livello globale potrebbe alterare significativamente gli equilibri del commercio globale. Con conseguenze economiche piuttosto pesanti. Per il Paese che svaluta, che potrebbe trarne benefici (un maggior export) ma anche danni (l’inflazione o un maggior rischio insolvenza sul debito). Ma anche per i partner commerciali e finanziari che rischiano severe ripercussioni sul valore dei loro investimenti. Ovviamente maggiore è la dimensione del Paese che finisce in crisi valutaria peggiori sono le conseguenze economico-finanziarie.

Gli altri rischi
Quelli elencati sono solo i cinque rischi estremi considerati più probabili allo stato attuale. Ma l’elenco è lungo. Nella categoria, in crescita, dei rischi ambientali si segnano quelli correlati al “collasso della biodiversità” (un trend già in atto che, a lungo andare, potrebbe comportare conseguenze pesanti) o alla possibile contaminazione nucleare. Nella categoria dei rischi “sociali” si segnala quello dell’estrema longevità (un trend che a lungo andare potrebbe mettere in crisi i sistemi di welfare nelle economie sviluppate). In quella dei rischi finanziari resta alta l’allerta su una possibile crisi bancaria; su un default da parte di uno stato sovrano e, altra new entry, su una crisi di fiducia delle valute tradizionali in conseguenza di un maggiori impiego di criptovalute.

Per approfondire:
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    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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