Servizi a proroga continua

Dal Colosseo ai musei, biglietti e tour in mano ai soliti noti. Ma ora le gare ripartono

L’anfiteatro da 25 anni allo stesso concessionario, ma non è l’unico sito senza avvicendamenti. Riforme, bandi inadeguati e contenzioso hanno frenato il rinnovo

di Antonello Cherchi

 La gara della biglietteria sarà aggiudicata nel terzo trimestre 2022

3' di lettura

La vicenda più emblematica è quella del Colosseo, se non altro per la fama del monumento e per la sua appetibilità economica quando si parla di valorizzazione. La concessione dei servizi aggiuntivi del più conosciuto e visitato anfiteatro del mondo è in prorogatio da 25 anni. Complice il sovrapporsi di novità legislative e la difficoltà di mettere a punto i nuovi bandi, impallinati a più riprese dai giudici amministrativi, dal 1997 non ci sono stati avvicendamenti nella gestione della biglietteria, delle visite guidate, del bookshop, delle audioguide, delle mostre e dei cataloghi.

Le difficoltà

Il problema, però, non è solo dell’anfiteatro Flavio, che nel 2019, prima del Covid, ha richiamato 7,6 milioni di visitatori e incassato dai biglietti 57,5 milioni di euro, ma anche di altri siti culturali. Da quelli altrettanto conosciuti -come Pompei, Paestum, l’Appia antica, gli Uffizi, Ercolano, Ostia antica - a luoghi della cultura meno frequentati ma non di minor valore. La proroga delle concessioni è spesso la regola, almeno laddove la gestione dei servizi aggiuntivi non è addirittura venuta meno a causa di una situazione ingarbugliata che si trascina da anni, tra varie riscritture delle linee guida dei bandi di gara e la difficoltà di trovare una sintesi tra gli interessi dei concessionari, che guardano ai monumenti più “remunerativi”, e l’esigenza del ministero della Cultura di garantire altrettanta dignità di valorizzazione ai musei e alle aree archeologiche “minori”, magari mettendoli in rete.

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DALLA BIGLIETTERIA AL RISTORANTE
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Le gare in arrivo

Anche per questo nel 2015 è stata chiamata in causa la Consip a cercare di dipanare la matassa e di recente il ministero della Cultura si è rivolto all’Anac, l’Autorità anticorruzione, per vigilare sulla gara di affidamento dei servizi di biglietteria del Colosseo, prossima a vedere la luce. Così come sono ai blocchi di partenza altri otto bandi, anche se quello relativo al parco archeologico di Paestum è ancora in una fase di istruttoria e la Direzione musei del ministero della Cultura ne prevede la pubblicazione nel prossimo novembre.

Per le altre gare, invece, i tempi stimati sono più stretti: si conta di aggiudicarle entro l’anno o al massimo - è il caso dei musei dell’Umbria - nel primo trimestre del 2023. Più avanzato è, invece, il bando per i servizi di ristorazione di Pompei, che è stato pubblicato l’11 febbraio scorso e per il quale le offerte possono essere presentate fino al 14 marzo prossimo (si veda la scheda a lato).

Dunque, ci si riprova. E questa volta bisogna mettere in conto anche l’impatto del Covid, con le chiusure prolungate dei luoghi della cultura. Ecco perché oltre alla concessione è stato previsto - proprio con la legislazione di emergenza varata durante la pandemia (il Dl 76/2020) - che per l’affidamento dei servizi aggiuntivi si possa ricorrere anche all’appalto pubblico, che espone a minori rischi il vincitore perché prevede maggiore flessibilità nelle regole di aggiudicazione della gara. In ques’ottica, il ministero della Cultura e Consip hanno anche messo a punto clausole di salvaguardia per prevenire possibili strascichi dell’emergenza sanitaria: un eventuale perdurante calo di visitatori verrebbe, infatti, riequilibrato, a favore del gestore dei servizi, con l’allungamento del periodo di concessione o con la riduzione dei canoni da versare allo Stato.

«C’è uno sforzo comune - spiega Maura Picciau, dirigente del sistema museale nazionale presso la Direzione musei del ministero - per tutelare gli interessi di tutti: degli operatori economici e dell’amministrazione. L’obiettivo è dare stabilità al sistema».

La prospettiva è di rimettere in moto un meccanismo che deve essere funzionale al luogo della cultura, rendendo più piacevole e interessante la sua visita e contribuendo a valorizzarlo. In cantiere ci sono altre gare da far partire nel 2023, per quanto per queste si sia ancora alle fasi preliminari: dagli Uffizi al parco archeologico dell’Appia antica e a quello di Ercolano, dal museo archeologico di Reggio Calabria (che ospita, tra l’altro, i bronzi di Riace) a quello di Napoli, passando per il Castello di Miramare a Trieste e Castel Sant’Angelo a Roma. L’imperativo è evitare gli errori del passato.

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