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Lavoro: dal commercio al turismo, la mappa dei posti vacanti per l’estate

Nel periodo maggio-luglio previsti oltre mezzo milione di ingressi. Ma mancano receptionist, cuochi e camerieri, addetti alle vendite.

di Claudio Tucci

Censis-Ugl: lavoro cambia tra nuove diseguaglianze e bassi salari

2' di lettura

Da maggio a luglio Unioncamere e Anpal evidenziano un fabbisogno di 387.720 lavoratori per i servizi di alloggio, ristorazione e turistici. Il commercio avrà necessità, nello stesso periodo, di 174.700 profili. Insomma, l’estate 2022 sul fronte lavoro si offrono oltre 560mila opportunità di impiego, 562.420, per la precisione, circa un terzo degli 1,5 milioni di ingressi previsti, complessivamente, per il periodo maggio-luglio. I graduali allentamenti delle misure sanitarie, e una generalizzata ripresa della mobilità, iniziano a vedersi, soprattutto in questi settori del terziario: rispetto allo stesso periodo, maggio-giugno 2021, c’è una crescita di richiesta di lavoratori di oltre 152mila unità nei servizi di alloggio, ristorazione e turistici; e di oltre 17mila nel commercio.

Segnali di ripresa dopo due anni di difficoltà

Dopo due anni di fermo, con aperture e chiusure a singhiozzo, il settore turistico-alberghiero ha perso tantissimi lavoratori che hanno deciso di puntare su professioni più sicure e meno “sacrificanti” dal punto di vista degli orari. Tante persone si sono riposizionate nella grande distribuzione, o come corrieri. Molti stranieri durante l’emergenza sono tornati nei loro Paesi d’origine. Anche il commercio ha risentito della pandemia, ma i segnali sono di prima ripartenza.

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Bene soprattutto il Sud

A livello territoriale, sempre nel periodo maggio-luglio, sono previste maggiori assunzioni stagionali soprattutto al Sud, con in testa Sicilia, Sardegna, Puglia. Al Centro-Nord aumentano gli ingressi programmati la Toscana (rispetto allo stesso periodo, maggio-luglio 2021), il Lazio, e il Trentino-Alto Adige.

Introvabili 4 profili su 10

Il punto è che la ripresa delle assunzioni nei comparti dei servizi, turismo-commercio, si scontra con il tema del mismatch, vale a dire la difficoltà di reperimento del personale occorrente. Nel turismo mancano quasi 4 figure su 10 in particolare receptionist, cuochi e camerieri ed è bloccata la formazione dei giovani che preferiscono gli ammortizzatori sociali che rallentano il ritorno al lavoro. Anche nel commercio il mismatch stimato è intorno al 40%. Nel comparto dei pubblici esercizi mancano all’appello 194mila lavoratori per tornare ai livelli del 2019. Secondo l'ufficio studi di Fipe-Confcommercio si sono persi 244mila lavoratori nel 2020, di cui 116mila con contratti a tempo indeterminato, nel 2021 si sono recuperati poco meno di 50mila unità. Tra le figure più difficili da reperire, il personale di sala, l’aiuto cuoco e il barman.


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