giustizia amministrativa

Dal Consiglio di Stato linee guida sui processi ai tempi del virus

Chiarito che la sospensione dei termini fino al 22 marzo non riguarda il deposito delle memorie, che si può effettuare in via telematica

di Antonello Cherchi

(Carino)

2' di lettura

La sospensione dei termini fino al 22 marzo per i procedimenti amministrativi, stabilita dal decreto legge 11/2020, non riguarda il deposito degli atti di difesa da parte degli avvocati, che possono essere inoltrati ai Tar e al Consiglio di Stato in via telematica. Il chiarimento è uno dei punti contenuti nelle linee guida che Palazzo Spada ha predisposto con l’obiettivo di rallentare ma non fermare la macchina della giustizia amministrativa durante l’emergenza sanitaria.

Le linee guida Consiglio di Stato

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La commissione decide online
Il tema della sospensione dei termini del deposito delle memorie ha richiesto l’intervento della commissione speciale, chiamata in causa da un quesito sollecitato dagli avvocati e presentato dal segretario generale della giustizia amministrativa. La commissione, con il parere 571/2020 (pronunciato nel corso di un collegio svoltosi per la prima volta online), ha precisato che estendere anche al deposito degli atti di difesa il blocco decretato fino al 22 marzo «stride con lo spirito e la ratio» del decreto legge 11, poiché per le memorie «non si ravvisano le medesime esigenze che hanno giustificato la sospensione delle udienze pubbliche e camerali perché trattasi di attività che il difensore può svolgere in via telematica e senza necessità di recarsi presso gli uffici giudiziari».

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Evitare il caos organizzativo
Sostenere il contrario, come a prima vista apparirebbe dalla lettura letterale della norma (l’articolo 3, comma 1, del decreto legge), avrebbe ricadute pesanti sul calendario delle udienze e sull’organizzazione dell’attività dei tribunali. La commissione chiede, allo stesso tempo, al legislatore che chiarisca meglio il punto esaminato.

Prepararsi alle udienze telematiche
Nelle linee guida si trovano, inoltre, chiarimenti sulla notifica alle controparti del decreto monocratico cautelare e sulle modalità per effettuare la trattazione delle cause da remoto. Il presidente del collegio, si precisa, può scegliere se effettuare i collegamenti mediante videoconferenza, conference call o chiamata in video, «se del caso con l’utilizzo contestuale di due telefoni, in modo tale da consentire col “viva voce” e il video reciproco il reciproco ascolto tra loro dei difensori». Nella prospettiva, dopo il 22 marzo, del ricorso massiccio al processo online, gli uffici della giustizia amministrativa «stanno incentivando - sottolinea Filippo Patroni Griffi, presidente del Consiglio di Stato - le misure organizzative che favoriscano le udienze in via telematica o telefonica per evitare l’interruzione del servizio giustizia».

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