Verso il 26 aprile

Dal coprifuoco al pass i nodi delle riaperture sul tavolo Cts

I tempi per trovare la quadra sono stretti: il Consiglio dei ministri che darà il via libera al decreto legge sulle riaperture dovrebbe tenersi tra mercoledì 21 aprile

Coronavirus, arriva il pass per gli spostamenti: ipotesi app con codice a barre

3' di lettura

È forcing finale sulle regole in vista delle prime riaperture dal 26 aprile. Sono quattro i dossier che nel pomeriggio arriveranno sul tavolo del Comitato tecnico scientifico. Il Cts dovrà fornire un parere su coprifuoco, protocolli sulle riaperture presentati dalle Regioni e quello di sicurezza per il ritorno a scuola, e pass per lo spostamento verso regioni arancioni e rosse. I tempi per trovare la quadra sono stretti: il Consiglio dei ministri che darà il via libera al decreto legge sulle riaperture dovrebbe tenersi nel pomeriggio di mercoledì 21 aprile (tra giovedì e venerdì si terrà un altro Cdm sul Recovery plan).

Pressing politico per far slittare il coprifuoco

Un tema, caldissimo più dal punto di vista più politico che scientifico, è il coprifuoco. La Lega, come ha annunciato il leader della Lega Matteo Salvini ospite di “24 Mattino” su Radio 24, presenterà la proposta di rinviare il coprifuoco alle 23, già dal 26 aprile,al prossimo Consiglio dei ministri. Ma per ora da palazzo Chigi non ci sono tentennamenti. Più ore di libertà serali arriveranno, ma non nel mese di maggio, come hanno confermato sia dal premier Draghi sia il ministro Speranza nella conferenza stampa di venerdì scorso. Una conferma del fatto che per ora l’indicazione delle 22 non dovrebbe cambiare è giunta dalla ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini. «Le riaperture da lunedì 26 aprile dovranno essere graduali e nel rispetto delle regole. - ha chiarito - Più saremo prudenti e responsabili, e più velocemente torneremo alla normalità». Secondo quanto trapela, questa posizione sarà confermata anche dal Comitato tecnico scientifico. Il faro resta comunque il monitoraggio settimanale dei contagi coronavirus, atteso per venerdì 23 aprile.

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Le linee guida per le riaperture presentati dalle Regioni

Sul tavolo della riunione del Cts anche i protocolli per le riaperture che la conferenza delle Regioni ha consegnato la scorsa settimana e su cui già diversi scienziati hanno espresso alcune perplessità, soprattutto sulla richiesta di riaprire i locali anche in zona rossa.

Scuola, protocolli di sicurezza da aggiornare

C’è poi il dossier scuola. Il governo intende riaprire tutte le scuole in presenza al 100% il 26 aprile. I protocolli di sicurezza sono ancora quelli di marzo dello scorso anno e non sono mai stati aggiornati. Oggi il Cts si riunisce per rispondere al quesito che il ministero dell'Istruzione ha posto a quello della Salute: se cioè i protocolli non si debbano irrigidire, vista la diffusione delle varianti del coronavirus, più contagiose. Alle 17 si riunirà anche il tavolo Governo-Regioni, con l'Upi e l'Anci. A vantaggio del protocollo, c'è l'approssimarsi della stagione estiva, che consentirà di tenere le finestre spalancate. Ma per sindacati e presidi il Paese non è pronto.

Il confronto sul pass per gli spostamenti tra le Regioni

Gli esperti dovranno esaminare anche le modalità di spostamento e soprattutto valutare quali potrebbero essere i rischi, della riapertura delle regioni, sulla curva epidemiologica, oltre al fatto che il “tesserino” dovrebbe servire anche per l'ingresso ad alcuni eventi culturali e di spettacolo. Per ora sia il pass che l'app (che potrebbe contenere un codice a barre con tutte le informazioni necessarie) sono solo un progetto e su cui diversi ministeri potrebbero lavorare, a partire dal dicastero di Vittorio Colao, ma solo dopo il parere del Cts. L’esecutivo, che punta molto su questo strumento, attende anche le direttive dell'Unione europea sul pass vaccinale, su ancora ci sono poche certezze e che comunque sarebbe pronto per fine giugno.

Ipotesi fase uno con autocertificazione

Allo stato attuale l'ipotesi più accreditata, perché più immediata e pronta per il 26 aprile, resta quella dell'autocertificazione o la certificazione di aver effettuato il tampone nelle 48 ore precedenti o essersi sottoposto al vaccino. Altro requisito quello di aver avuto il Covid -19 e di essere guarito.

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