tra governo e parlamento

Dal decreto Genova alla legittima difesa: lo stato di approvazione di tutte le riforme chiave per M5S e Lega

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

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4' di lettura

L’input arrivato dal governo ai parlamentari di Lega e M5s è chiaro: accelerare su tutti i provvedimenti chiave, prima che la sessione di Bilancio entri nel vivo. Ma il rischio ingorgo è dietro l’angolo. Priorità avranno i decreti legge (che vanno convertiti entro 60 giorni), come quello su Genova, la sicurezza e il fisco (collegato alla manovra). Priorità anche per il decreto semplificazioni, che però non è stato ancora presentato alle Camere. Ben avviato è il disegno di legge sulla legittima difesa, mentre quello sull’anticorruzione è più indietro, pur godendo della procedura d’urgenza. Tempi più lunghi, a questo punto, sembra avere il Ddl “concretezza”, che riforma la Pa.

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Attesa per il disegno di legge di Bilancio
La Manovra 2019, cioè il disegno di legge di Bilancio, è stato approvato dal consiglio dei ministri il 15 ottobre. Per legge doveva essere presentato in parlamento entro il 20 ottobre, ma ancora non si è visto. Il testo dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. Un ritardo, per la verità, che in passato ha interessato anche gli altri governi.

Decreto legge fiscale tra stop and go
Il decreto fiscale collegato alla manovra è stato approvato dal consiglio dei ministri la prima volta il 15 ottobre, poi è tornato in cdm per un nuovo via libera (dopo le polemiche sul “condono”) sabato 20 ottobre. È stato firmato il 23 ottobre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e presentato al Senato lo stesso giorno (va convertito in legge entro il 23 dicembre). Ora è in commissione Finanze e attende l’inizio dell’iter: l’esame partirà martedì prossimo, alle 12, con le audizioni. Il via libera dell’Aula è atteso entro il 22 novembre, poi il testo passerà alla Camera . Nel provvedimento, otto sanatorie e un condono, che porterà in dote alla manovra 390 milioni di euro nel 2019, ma anche il rifinanziamento del Fondo per le Pmi, delle missioni di pace e delle agevolazioni per l’autotrasporto (che costeranno invece quasi 600 milioni di tagli ai ministeri).

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Decreto legge semplificazioni sparito dai radar
Un decreto legge scomparso dai radar è quello denominato “Semplificazione”. Come la prima versione del decreto fiscale, anche questo provvedimento ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri il 15 ottobre, ma ancora non è stato bollinato dalla Ragioneria. E come il decreto fiscale, anche questo provvedimento è collegato alla manovra. Un testo definitivo non è ancora circolato. Nel Dl sono contenute misure per la sburocratizzazione e le politiche attive del lavoro. È un decreto legge “omnibus”.

Decreto Genova verso ok a metà novembre
Il decreto su Genova è stato approvato dal consiglio dei ministri il 13 settembre. Presentato alla Camera il 28 settembre (va convertito in legge entro il 28 novembre), il voto finale è previsto per mercoledì 31 ottobre. Lunedì e martedì verranno esaminati e votati gli emendamenti presentati al provvedimento. La capigruppo del Senato lo ha già calendarizzato per l’Aula il 13 novembre, dove - almeno questo è l’obiettivo del Governo - dovrebbe essere approvato senza modifiche e quindi in via definitiva. Una corsa per la quale non si esclude il ricorso al voto di fiducia. Ipotesi comunque non scontata anche perché l’opposizione si è mostrata disponibile a collaborare sulla parte relativa alla ricostruzione del Ponte Morandi e agli aiuti agli sfollati.

Decreto sicurezza e la fronda M5S
Il decreto sicurezza – provvedimento in cima alle priorità di Salvini – approvato dal consiglio dei ministri il 24 settembre, è all’esame del Senato (dove è stato presentato il 4 ottobre: va convertito in legge entro il 4 dicembre). Sul testo pendevano 81 emendamenti grillini, ma alla fine anche su questo provvedimento è stata raggiunta l’intesa su una ventina di emendamenti. Intesa che però non convince per nulla una parte dei 5stelle, quella degli ortodossi che con l’ex ufficiale Gregorio De Falco, che ha annunciato di voler andare avanti con i suoi emendamenti, modifiche che toccano il cuore del provvedimento, attaccando le restrizioni della protezione umanitaria, da settimane al centro di un dibattito molto acceso. L'approdo in Aula è previsto per il 5 novembre, con votazione finale il giorno dopo. La Lega non accetta ulteriori stop. Poi il testo arriverà alla Camera per l’ok definitivo.

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Disegno di legge sprint sulla legittima difesa
Meno complicato l’iter del disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento non nasce su iniziativa del governo (il testo base è frutto della convergenza di più testi presentati a inizio legislatura al Senato). Ma la Lega lo considera prioritario. Gli ortodossi pentastellati hanno deciso di ritirare gli emendamenti. Il provvedimento è stato approvato mercoledì dal Senato ed è passato all’esame della Camera. La legge è stata approvata non solo dalla maggioranza gialloverde, ma anche dai senatori di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Il testo, che passa all'esame della Camera, di fatto sancisce che “chi compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere”, “agisce sempre in stato di legittima difesa”.

Disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione
Giovedì 25 ottobre c'è stato il via libera in via definitiva al Ddl concretezza da parte del consiglio dei ministri (con il via libera preliminare che era arrivato in cdm già il 13 settembre), il provvedimento che prevede che ci siano controlli biometrici nella Pubblica amministrazione, mettendo in pista una stretta contro l’assenteismo nella Pa. Il Ddl prevede misure per lo sblocco totale del turn over nella Pubblica amministrazione e il contrasto dell’assenteismo negli uffici pubblici. I controlli saranno fatti con l’identificazione facciale, con l’impronta digitale o con l’iride.

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Il Ddl anticorruzione “d’urgenza”
Il disegno di legge anticorruzione, cavallo di battaglia del M5S e in particolare del ministro della giustizia Alfonso Bonafede, è stato approvato dal consiglio dei ministri i 6 settembre. Ma ha dovuto attendere fino al 24 settembre per essere presentato alla Camera. Deliberata la procedura d’urgenza, è all'esame delle commissioni affari costituzionali e giustizia di Montecitorio. Lunedì scadono i termini per presentare gli emendamenti.

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