IL PIANO DI RILANCIO

Dal digitale alla sanità al family act, che cosa ci sarà nel Recovery plan

Il Governo non attenderà la scadenza di aprile ma punta a presentare «ufficialmente» i progetti per il Recovery Fund a gennaio

di An.C.

Conte riparte dalla Puglia, via alla corsa al Recovery Plan

Il Governo non attenderà la scadenza di aprile ma punta a presentare «ufficialmente» i progetti per il Recovery Fund a gennaio


3' di lettura

Ambiente, infrastrutture - soprattutto al Sud - digitalizzazione, scuola e sanità, fino al Family act. La presentazione a Bruxelles del Recovery Plan italiano con le schede progetto è attesa a gennaio, ma il braccio di ferro tra i ministeri per definire i progetti che potranno contare sui 209 miliardi del Recovery Fund destinati all’Italia è già iniziato. Il primo schema delle Linee guida, che verranno presentate per la prima volta nella riunione del Ciae prevista mercoledì 9 settembre a Palazzo Chigi, si sviluppa in una trentina di pagine e sei macro-missioni. Le sei missioni inserite nella bozza riguardano: digitalizzazione e innovazione; transizione ecologica; salute; infrastrutture nel segno della sostenibilità; istruzione e ricerca; inclusione sociale e territoriale.

Mercoledì 9 settembre le Linee guida sul tavolo del Ciae

E i cardini su cui si svilupperanno le proposte che saranno presentate all’Europa per ottenere i finanziamenti si stanno delineando. Le linee guida del Recovery Plan italiano sono state già tracciate. Dopo esser state illustrate a regioni ed enti locali, dal Comitato Interministeriale per gli Affari europei guidato da Vincenzo Amendola arriverà un via libera politico.Quella di mercoledì sarà la prima riunione sul piano di riforme italiano da presentare a Bruxelles dopo la pausa estiva. Il vertice sarà presieduto dal premier Giuseppe Conte e vedrà la partecipazione di diversi ministri competenti sul dossier. L'obiettivo è tracciare un primo schema delle linee guida per il Recovery Plan che l'Italia, secondo il calendario previsto dalla commissione Ue, è tenuta presentare formalmente in Ue da gennaio ad aprile 2021. Le indicazioni saranno poi sottoposte all’esame del parlamento. Dal 15 ottobre inizierà un confronto «informale» - così lo ha definito Amendola - con Bruxelles.

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Si tratta pertanto di individuare le priorità nell’utilizzo del Recovery Fund. L’ambiente sarà una di queste. Il Commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni ha ricordato che strategia europea di sostenibilità ambientale, lanciata prima della pandemia, con il Green Deal europeo, è diventata ancora più forte dopo l'approvazione del Recovery Plan. In questo senso, la Cassa depositi e prestiti propone di puntare su infrastrutture e transizione energetica oltre che su innovazione e crescita delle imprese.

Gualtieri: ho una pila di progetti ma è fatto positivo

Digitalizzazione, innovazione, infrastrutture, formazione, salute, ricerca e decarbonizzazione sono i grandi i temi riassunti dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, per «trasformare l'economia italiana», a cui si affiancano le proposte più dettagliate di alcuni ministri o forze politiche. L’obiettivo è però quello di gestire l’occasione data dall'Europa in un’ottica complessiva, evitando localismi e particolarismi, ma cercando di portare a casa un pacchetto di riforme strutturali, compresa quella del fisco, che finora il Paese non si è riuscito mai a dare con completezza.«Sulla mia scrivania - ha raccontato Gualtieri - ho una pila altissima di progetti» per usare le risorse del Recovery Fund e «ne stanno arrivando altri» ma «credo che sia un fatto positivo». «Generalmente - ha continuato - sono progetti nuovi. Alcuni sono complessi, altri devono essere trasformati. Avremo dei cluster di investimento per raggiungere obiettivi chiari e misurabili che il paese dovrà' poi monitorare nel suo avanzamento». Il ministro dell’Economia ha quindi sottolineato come il governo punterà «sulle infrastrutture digitali e anche quelle sociali come ad esempio l’aumento degli asili nido per garantire anche una maggiore occupazione femminile».

Investire nel sistema sanitario

Una priorità è il rafforzamento del sistema sanitario nazionale, in prima linea nella gestione dell’emergenza coronavirus. Il ministro della Salute Roberto Speranza spinge perché «i soldi arrivino al sistema sanitario nazionale».Un rafforzamento considerato di importanza strategica. Che siano soldi del Mes o del Recovery o semplicemente del bilancio dello Stato, Speranza è tornato a gran voce a richiedere finanziamenti per il sistema sanitario nazionale, sia a livello centrale che locale. La necessità di una riforma della sanità territoriale che parta dai medici di famiglia è emersa infatti in tutta la sua impellenza durante l'emergenza Covid, così come quella delle Rsa. Ed urgenti sono considerati anche interventi per l'ammodernamento degli ospedali e la digitalizzazione dell'intero sistema.

Estendere la decontribuzione al Nord

Per lo Sviluppo economico è opportuno cogliere l’occasione per rilanciare l’economia. Patuanelli propone di detassare completamente gli utili reinvestiti, allargare la decontribuzione anche al Nord ed estendere per almeno altri tre anni il superbonus al 110%. E ancora rilancio delle acciaierie ex Ilva del sito di Taranto attraverso la decarbonizzazione e l’utilizzo dell’idrogeno.

Investimenti a sostegno delle famiglie

C’è poi il filone, rilanciato dalla sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra (Leu), di finanziare asili nido e scuole a tempo pieno con l'intento di «iniziare a liberare le donne dall’onere eccessivo del lavoro di cura non retribuito, e permettere loro un accesso in condizioni di maggiore parità al mercato del lavoro». La ministra della Famiglia, Elena Bonetti, vorrebbe la sua parte per il Family Act.

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