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Dal fisco ai bonus fino alle bollette: ecco come cambia la manovra

Stretta finale di Draghi sulla Legge di bilancio, mentre il pressing della maggioranza si fa sempre più intenso

di Marco Mobili e Marco Rogari

Manovra: bollette in 10 rate contro i rincari, torna il bonus tv

5' di lettura

Mentre la maggioranza continua a confrontarsi con il Governo sui correttivi da apportare alla Manovra di bilancio, rinunciando al dibattito politico in commissione bilancio al Senato, l’Esecutivo ha indicato la strada su come dovrà cambiare la legge di bilancio in discussione al Senato. Arriva la nuova Irpef, con un piano per rateizzare le bollette in 10 mesi, viene rifinanziato il bonus tv e decoder e scatta la stretta contro le delocalizzazioni selvagge. Sono solo alcune delle modifiche depositate con un pacchetto di emendamenti a Palazzo Madama che approdano in commissione Bilancio con i saldi blindati. Il che lascia poco o nessuno spazio di intervento alle forze politiche che prima di Natale cercheranno di licenziare un testo da far approvare all’Aula del Senato.

Arriva l’Irpef a 4 aliquote

È un anticipo della riforma fiscale. L’Irpef dovuta da 30 milioni di contribuenti (a cui se ne aggiungono oltre 10 milioni di incapienti) dal prossimo primo gennaio avrà quattro aliquote e non più cinque. Si parte come oggi dal 23% per i redditi fino a 15mila euro per salire al 25% per i redditi tra 15mila e 28mila euro, al 35% tra 28mila e 50mila euro e 43% oltre i 50mila euro. Cambia anche la curva delle detrazioni che prova a inglobare il bonus da 100 euro e il trattamento integrativo. Bonus Renzi/Gualtieri che però resta integrale a 1.200 euro l’anno per i redditi fino a 15mila euro per evitare l’effetto incapienza e dovrà fare i conti con le altre detrazioni (mutui, spese mediche o bonus edilizi) per i redditi tra 15mila euro e fino a 28mila euro proprio per evitare che qualcuno ci rimetta con il mix tra nuova Irpef, detrazioni e assorbimento del bonus.

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Addio all’Irap per 835mila partite Iva

Del fondo taglia tasse da 8 miliardi stanziato dalla manovra poco più di un miliardo è destinato a cancellare l’Irap per circa 900mila partite Iva tra ditte individuali e liberi professionisti. Il primo effetto concreto per questi soggetti ci sarà con l’appuntamento di giugno quando salterà di fatto l’acconto del tributo regionale dovuto per il 2022.

Slittano a marzo le addizionali

Slittano a marzo le addizionali regionali e comunali all’imposta sull’Irpef. Il termine finora previsto era fissato al 31 dicembre 2021 e la modifica consentirà di adeguare le legislazioni regionali e delle Province autonome alle modifiche in materia di Irpef previste dalla legge di bilancio.

Il taglio dei contributi esclude colf e badanti

Il taglio dei contributi per i redditi bassi fino a 35mila euro, oltre ad essere in via eccezionale, ossia varrà solo per i periodi di paga dal primo gennaio al 31 dicembre 2022, non sarà applicabile a alle retribuzioni di colf e badanti. Lo prevede la norma inserita nell’emendamento depositato in commissione Bilancio al Senato e che espressamente esclude questa tipologia di lavoratori dal taglio dei contributi previdenziali di 0,8 punti percentuali.

Cambia il Patent box, iperdeduzione al 110%

L’emendamento del governo riscrive poi la disciplina del Patent box contenuta nel decreto fiscale collegato alla manovra. L’ulteriore deduzione del 90% sui costi di ricerca e sviluppo sale al 110% ma vengono esclusi i marchi e soprattutto il know how, limitando l’ambito oggettivo dell'agevolazione ai brevetti, ai software o beni comunque giuridicamente tutelati. Inoltre, viene eliminato il divieto di cumulo tra il Patent box e il credito di imposta per ricerca e sviluppo e si corregge l’errore sul periodo transitorio prevedendo che l’opzione per il nuovo regime di patent box vale per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge fiscale e dunque per l’anno d’imposta 2021.

Bollette a rate in 10 mesi

Chi non riuscirà a pagare le bollette di luce e gas nei primi quattro mesi del 2022, potrà rateizzare gli importi per un periodo non superiore a 10 mesi, senza l’applicazione di interessi. L’Arera dovrà quindi definire, nel limite di 1 miliardo, le regole applicative e fornirà indicazioni alla Cassa per i servizi energetici e ambientali per l’applicazione della norma. Vengono stanziati 1,8 miliardi di euro in più per contenere, nel primo trimestre 2022, gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico. Inoltre, sempre per il primo trimestre 2022, è prevista la riduzione delle aliquote relative agli oneri generali di sistema per il settore del gas fino a 480 milioni. E, infine, 912 milioni saranno utilizzati per potenziare il bonus sociale (lo sconto in bolletta per le famiglie economicamente svantaggiate o in gravi condizioni di salute) in modo da compensare i nuovi incrementi in arrivo.

Nuove risorse per bonus TV e decoder

Rifinanziato con ulteriori 68 milioni di euro per il 2022 il bonus tv e decoder. Inoltre gli over 70 pensionati che hanno diritto al bonus, con un trattamento pensionistico inferiore ai 20mila euro, potranno ricevere tv e decoder direttamente nella propria abitazione.Fondi a Giubileo, commissario anti-Covid, incendi e turismoPer il Giubileo sono stanziati circa 1,5 miliardi di euro complessivi, viene istituita la società «Giubileo 2025» controllata dal Mef e nominato un commissario straordinario per la preparazione dell’evento. Arrivano invece 50 milioni di euro per gli interventi di competenza del Commissario straordinario all’emergenza Covid per il 2022. Altri 40 milioni serviranno a far fronte ai danni subiti dal patrimonio pubblico e privato e dalle attività economiche e produttive a seguito dei gravi incendi boschivi e urbani della scorsa estate nelle regioni Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia. Nuovi fondi, poi, per il funzionamento della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. È autorizzata una spesa complessiva di 60.000 euro dal 2022 da ripartire in egual misura a integrazione del finanziamento di ciascuna Camera. Arriva anche un fondo da 150 milioni per il 2022 per sostenere gli operatori economici del settore del turismo, dello spettacolo e dell’automobile, colpiti dalla pandemia.

Stanziati 180 milioni per la scuola

Cento milioni di euro serviranno per la proroga degli incarichi temporanei del personale Ata della scuola legati all’emergenza Covid. La norma consente di coprire nel periodo da gennaio a giugno 2022 circa 7.800 contratti a tempo determinato. E salirà a 300 milioni di euro per il 2022 il Fondo per la valorizzazione del personale docente, con lo stanziamento di ulteriori 60 milioni. Vengono inoltre eliminate le precisazioni in merito alle finalità cui sono destinate le risorse (dedizione nell’insegnamento e promozione della comunità scolastica). Assegnati poi ulteriori 20 milioni di euro alle scuole dell’infanzia paritarie sulla base di criteri individuati da un apposito decreto del ministero dell’Istruzione da adottarsi entro 30 giorni dalla entrata in vigore della legge.

Stabilizzati circa 5mila giudici onorari

Dopo le prime anticipazioni del Sole 24 Ore si trasforma in emendamento la norma con cui la Giustizia punta a stabilizzare gli oltre 4.800 magistrati onorari in servizio e rispondere così alle sollecitazioni della Commissione europea che ha avviato nei confronti dell’Italia la procedura di infrazione. Le toghe potranno essere confermate a tempo indeterminato a domanda sino al compimento del settantesimo anno di età e dunque sino al raggiungimento dell’età pensionabile. La stabilizzazione è subordinata al superamento di una procedura valutativa, con colloquio orale, e comporta la rinuncia a ogni ulteriore pretesa di risarcimento, salvo il diritto all’indennità di fine prestazione in caso di mancata conferma. La norma consente anche di attivare da subito le procedure di reclutamento di 700 nuove unità nel 2022 (senza oneri nell’anno considerato l’iniziale periodo di tirocinio gratuito), fino a un totale di 2.200 nel 2032, nel rispetto del limite massimo di dotazione organica di 6mila unità.

Stop alle delocalizzazioni

Il compromesso raggiunto nel governo prevede che se un’azienda è inadempiente rispetto al piano di ristrutturazione del sito sarà chiamata a pagare il contributo previsto per il finanziamento dell’Aspi, oggi Naspi, in misura doppia. Se invece non è inadempiente ma l’accordo con governo e sindacati sul salvataggio sfuma con conseguenti esuberi, il contributo si moltiplica per 1,5 volte. Il contributo previsto è pari al 41% del massimale mensile di Naspi per dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.


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