LA SECONDA TRANCHE DI INDENNIZZI

Dal fondo per i debiti Pa a quello per i centri di accoglienza dei migranti, ecco da dove arrivano le coperture per il Dl Ristori bis

Al ministero dell’Economia il compito di monitorare il rispetto del deficit già autorizzato

di Andrea Carli

Nuovo dl Ristori, Conte: "Anche scostamento se serve"

Al ministero dell’Economia il compito di monitorare il rispetto del deficit già autorizzato


3' di lettura

La coperta delle risorse per finanziare gli interventi a sostegno alle attività che, a seguito dell’ultima stretta anti contagi, hanno dovuto chiudere nelle zone rosse è risultata corta. Tanto corta che, fino a quando la linea dell’esecutivo rimane quella di non andare nella direzione di un nuovo scostamento di bilancio (e quindi di nuovo debito), ha fatto sì che non rimanesse altra soluzione che concentrarsi sulle risorse già stanziate, ma non ancora spese. Ed è quello che è accaduto con le coperture del decreto Ristori bis, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Gli ambiti sui quali è caduto l’occhio di chi ha dovuto far quadrare i conti, a cominciare dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, sono stati cinque: dai debiti della pubblica amministrazione ai centri per accogliere i migranti.

Ecco da dove sono state recuperate le coperture

Il nuovo provvedimento con gli aiuti a fondo perduto vale 2,56 miliardi nel 2020 e circa 1 miliardo nel 2021. Tra le voci di copertura per quest’anno, 1,2 miliardi sono stati “travasati” dal fondo per il pagamento dei debiti della Pa da 12 miliardi istituito con il decreto Rilancio. Altri 830 milioni derivano da risparmi della Cig Covid, 160 dai risparmi per le indennità per gli stagionali del turismo previste dal decreto agosto, 200 milioni da un fondo per esigenze indifferibili. Altri 100 milioni provengono dal fondo del ministero dell’Interno per la gestione dei centri per l'accoglienza dei migranti.

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Al Mef il compito di monitorare il rispetto del deficit già autorizzato

L’esecutivo ha deciso di non chiedere al parlamento un nuovo scostamento di bilancio. Sarebbe stato il quinto in sette mesi: già oggi il paese ha superato quota 100 miliardi, pari a 6,1 punti percentuali di Pil. La soluzione non è del tutta riposta nel cassetto. Nella maggioranza non mancano le voci che la considerano inevitabile. Il Mef - sottolinea la norma di copertura contenuta nel decreto Ristori bis - deve monitorare «il rispetto del limite complessivo massimo delle autorizzazioni al ricorso all'indebitamento per l'anno 2020 approvate dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica con le relative Risoluzioni» e, in caso, intervenire per garantirlo.

Verso emendamento al Ristori uno

Una volta pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, per il provvedimento con la nuova tranche di indennizzi scatta la fase della conversione parlamentare. È slittato da giovedì 12 a lunedì 16 novembre, alle 18, il termine per la presentazione degli emendamenti al primo Dl ristori nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Secondo quanto si apprende il governo ha preannunciato l'intenzione di inserire in questo stesso provvedimento, sotto forma di emendamento, il Ristori bis.

Intanto la manovra slitta ancora

Intanto è slittato ancora l'invio alle Camere della Ddl di bilancio: il testo, approvato salvo intese più di 20 giorni fa, il 18 ottobre, ancora non è stato chiuso e, secondo quanto riferito da fonti di governo, ci potrebbe volere ancora fino al fine settimana. In ambienti della maggioranza c'è chi non esclude, come ipotizzato già la scorsa settimana, che il provvedimento abbia bisogno di un secondo passaggio in Consiglio dei ministri, che potrebbe avvenire tra giovedì 12 e venerdì 13 novembre. Sul punto però non ci sarebbe una scelta definitiva: i pilastri della manovra dall'assegno unico al piano cashless, secondo quanto viene riferito, non dovrebbero comunque subire modifiche di rilievo. È una manovra da 24,7 miliardi per il 2021, che salgono a 40 con l’utilizzo della prima fetta del Recovery Fund (quasi 15 miliardi). L’ipotesi di un nuovo scostamento potrebbe tornare sul tavolo.

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