ALLA CAMERA

Dal Fondo unico all’anagrafe nazionale, la proposta di legge M5S sulla sicurezza scolastica

Circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni vivono in province totalmente o parzialmente rientranti in aree con una pericolosità sismica alta (zona 1) o medio-alta (zona 2), nelle quali si trovano 17.343 edifici scolastici, pari al 43% del totale

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

Fioramonti: controlleremo l'edilizia scolastica con i satelliti

Circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni vivono in province totalmente o parzialmente rientranti in aree con una pericolosità sismica alta (zona 1) o medio-alta (zona 2), nelle quali si trovano 17.343 edifici scolastici, pari al 43% del totale


4' di lettura

Un Fondo unico per la sicurezza scolastica che consenta di porre in un unico contenitore tutte le diverse fonti di finanziamento destinate all’edilizia e alla sicurezza scolastica. E la creazione di un’anagrafe nazionale dell’edilizia scostatica, aggiornata dal ministero della Pubblica istruzione con la collaborazione degli enti interessati, per accertare lo stato di salute del patrimonio edilizio scolastico e l’accesso degli interessati a tutte le informazioni sullo stato degli edifici. Sono due delle misure della proposta di legge trasversale sulla sicurezza delle scuole.

Proposta trasversale depositata in Commissione Cultura
La proposta (“Disposizioni in materia di sicurezza scolastica”), a prima firma Luigi Gallo (M5s), presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, è stata depositata in Commissione. La proposta interviene sulla annosa questione della responsabilità penale dei presidi, ma lo fa in via indiretta: «Il tema - spiega Gallo - viene affrontato per suddividere bene le responsabilità e suddividere i processi che ciascuno deve realizzare, dal dirigente scolastico al responsabile tecnico, fino ad arrivare alla pubblica amministrazione, fino al ministero». Quanto poi ai tempi per la calendarizzazione della proposta in Commissione, «oggi (24 ottobre, ndr) ho scritto al presidente della Commissione Lavoro, perchè si dovrebbe fare in congiunta: attendo la sua risposta».

Più trasparenza e condivisione dei dati rilevanti
La proposta punta a garantire una maggiore trasparenza. Gli studenti, i docenti, i dirigenti scolastici, il personale non docente, i genitori degli studenti e gli esercenti la responsabilità genitoriale - sottolinea il Ddl - hanno diritto alla piena informazione su tutti i dati rilevanti per la sicurezza delle scuole, a partire da quelli relativi alle condizioni degli edifici. Di conseguenza, la proposta prevede l’accessibilità e la comprensibilità delle informazioni contenute nell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica e negli altri documenti rilevanti, tra cui il fascicolo di fabbricato, i risultati delle verifiche di vulnerabilità dell’edificio, il documento di valutazione dei rischi adottato in base alla legislazione sulla sicurezza sul lavoro, il Piano di evacuazione, il Piano di emergenza e il Piano di protezione civile del Comune. Le istituzioni competenti all’adozione degli atti rilevanti in materia di sicurezza sono chiamati a predisporre una versione in un linguaggio adeguato all’età degli studenti coinvolti.

Commissari straordinari in caso di inosservanza degli obblighi
La proposta prevede inoltre che, in caso di grave inosservanza degli obblighi in materia di sicurezza scolastica posti a carico dell’ente locale proprietario, il prefetto gli concede «un congruo termine perentorio per adottare i provvedimenti necessari». Trascorso questo periodo senza che nulla sia accaduto, il Prefetto chiama in causa la Presidenza del Consiglio. Questa entro trenta giorni nomina un commissario straordinario alla sicurezza scolastica presso l’ente interessato. Il Commissario ha il compito di realizzare quanto l’ente locale proprietario non ha fatto.

La consulenza del ministero agli enti locali
A sostegno degli enti locali coinvolti nel garantire la sicurezza delle scuole, il Miur - prevede ancora il Ddl - mette a disposizione un Servizio di informazione e supporto tecnico sull’edilizia scolastica. Questo servizio fornisce informazioni e offre consulenza su temi quali l’accesso ai finanziamenti, la progettazione, la gestione delle gare d’appalto e il monitoraggio degli interventi realizzati.

Partecipazione allargata a processo di ricostruzione di scuole distrutte
Una parte della proposta riguarda la partecipazione civica in materia di edilizia scolastica. In particolare, a studenti, personale docente e non docente, famiglie, dirigenti scolastici e «intera comunità di riferimento» è garantito il diritto di partecipare ai processi di ricostruzione pubblica delle scuole colpite da calamità e nella progettazione di nuovi istituti.

La tutela delle vittime
Un passaggio riguarda la necessità di favorire l’accesso alla giustizia delle vittime di eventi emergenziali. Si prevede che le stesse siano ammesse al patrocinio a spese dello Stato anche in deroga ai limiti di reddito previsti dalla legislazione vigente per la costituzione di parte civile nel procedimento penale e per tutti i procedimenti civili e amministrativi relativi al danno subito.

Oltre 17 mila edifici in aree ad alto o medio alto rischio sismico
Il patrimonio edilizio scolastico italiano è composto da 40.160 edifici attivi, di proprietà di Comuni, Province e Città metropolitane. Oltre la metà – 22.000 – è stata costruita prima del 1970. Il 38% degli edifici non possiede il certificato di collaudo statico, mentre il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità. Secondo i dati elaborati dall’INGV per Save the Children, circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni vivono in province totalmente o parzialmente rientranti in aree con una pericolosità sismica alta (zona 1) o medio-alta (zona 2), nelle quali si trovano 17.343 edifici scolastici, pari al 43% del totale.

Come denunciato da Cittadinanzattiva, nell’A.S. 2018-2019 vi è stato un record di crolli e distacchi di intonaco, ben 70 registrati dalla stampa locale, uno ogni 3 giorni, per un totale di oltre 270 episodi dal 2013 a oggi. Secondo la stessa organizzazione, l’insicurezza degli edifici ha provocato, a partire dal 2001, 39 giovanissime vittime tra gli studenti. Tra loro, i 27 bambini della scuola “Francesco Iovine” di San Giuliano di Puglia (Campobasso), che morirono il 31 ottobre 2002 durante il terremoto che colpì la Puglia e il Molise, e Vito Scafidi, morto il 22 novembre 2008 a seguito del crollo di un controsoffitto nel Liceo “Darwin” di Rivoli (Torino).

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