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I 25 anni di Amazon: dal garage di Bezos al negozio globale di ogni cosa

di Biagio Simonetta


25 anni di Amazon, le mille sfide dell'impero di Bezos

4' di lettura

Era il 5 luglio del 1994 quando un giovane americano chiamato Jeff Bezos fondava Amazon. L'allora trentenne, cresciuto fra Houston e Miami, era del tutto inconsapevole che 25 anni dopo sarebbe diventato l'uomo più ricco del mondo. Aveva da poco lasciato il suo ruolo da vice presidente alla D.E. Shaw di New York, per trasferirsi sulla costa occidentale. E più precisamente a Bellevue, nello stato di Washington. Qui aveva comprato casa.

E nel suo garage si issò la prima insegna di Amazon.com, scritto con una bomboletta spray di colore blu su un rettangolo di plastica bianca. La freccia gialla che collega la lettera A e la Z presente nel logo attuale, arriverà molti anni dopo. E il significato non è mai stato chiarito.
La scelta del nome, secondo i racconti che arrivano da quelle parti, lo tenne sveglio molte notti. Bezos inizialmente aveva scelto Cadabra, ma l'assonanza con la parola cadavere lo fece desistere. Così pensò che per la sua azienda serviva un nome che cominciasse per A, in modo che la facesse comparire al primo posto nei vari elenchi. E sfogliando un'enciclopedia trovò Amazon, nome di uno dei fiumi più grandi al mondo. Oggi, 25 anni dopo, chiunque cerchi Amazon difficilmente si imbatterà nel fiume.

Una libreria online
L'idea iniziale era quella di vendere libri in tutto il mondo. Una libreria online. Senza scaffali, senza confini. Il piano aziendale prevedeva 5 anni di perdite. E Bezos mise in ballo i suoi risparmi e quelli dei suoi genitori per la fase di startup: 300mila dollari. Poi alcuni investitori decisero di puntarci lo stesso. I primi utili arriveranno solo nel 2001, ma intanto la bolla di Internet era scoppiata, e Amazon iniziava a crescere forte . L'approdo in borsa è datato 1997. Due anni dopo, nel 99, Amazon contava già oltre duemila impiegati (oggi dà lavoro a 566 mila persone, di cui oltre 5mila sono in Italia) e aveva valicato i confini europei.

Jeff Bezos e 25 anni di Amazon

Jeff Bezos e 25 anni di Amazon

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Intanto la libreria più grande del mondo iniziava a commerciare CD, film, software, dispositivi elettronici di consumo, videogame, giocattoli e utensili per la casa. Nel 1998 Amazon è già l'esempio più concreto di eCommerce al mondo, e la rivista Time dedica a Jeff Bezos la copertina come uomo dell'anno. Il lancio del primo Kindle, lettore per libri in formato elettronico, è storia più recente: il device, dotato di uno schermo monocromatico di 6 pollici, arriva nell'ottobre del 2009. Ne seguiranno, negli anni, 15 nuovi modelli. Poi arriveranno i servizi come Prime, che ridisegnerà per sempre il mondo della logistica dell'eCommerce. O come Web Service, che racchiude tutta una serie di servizi di cloud computing e che oggi garantisce ad Amazon ricavi miliardari. Senza dimenticare Create Space (un sistema per pubblicare il proprio libro online) e Alexa, l'assistente intelligente che gira sui dispositivi Echo, sempre più diffusi nelle case degli utenti.

Nel 2017, l'acquisto di Whole Foods Market e lo scossone ai supermercati dietro casa. Tutte mosse che hanno aiutato Amazon a diventare un gigante da oltre mille miliardi di capitalizzazione in borsa. Ma Amazon oggi propone anche servizi come i Prime Video e Prime Music (che fanno concorrenza a Netlfix e Spotify), Amazon Photos (un servizio di storage che consente agli utenti di conservare le proprie foto in cloud) e il suo giorno delle offerte “Prime day” è atteso da milioni di utenti per cercare l'occasione giusta.

I mille miliardi
È nel settembre del 2018 che Amazon fa festa a Wall Street. Dopo una crescita forsennata iniziata dodici mesi prima, le azioni toccano 2.050,27 di dollari, e la capitalizzazione della società fa segnare i mille miliardi . Un dato storico. Il muro, infranto qualche mese prima da Apple, è superato. Solo 10 anni prima, nel 2008, il valore di Amazon era di 38 miliardi di dollari. E una crescita così devastante era imprevedibile.

IL CONFRONTO

L'evoluzione del market cap di Apple e Amazon

I fallimenti
Nella storia di questo colosso, però, c'è spazio anche per uno dei flop più clamorosi della storia della tecnologia moderna. E porta il nome di Fire Phone. Annunciato da Jeff Bezos in prima persona il 18 giugno 2014, doveva essere l'antagonista dell'iPhone. Sembrava tutto pronto affinché Amazon spaccasse il settore degli smartphone . Invece Fire Phone fu clamorosamente bocciato dal mercato. E Amazon, almeno per adesso, sembra aver abbandonato la difficile strada degli smartphone.

Il potenziale che fa la differenza
Nonostante Amazon abbia raggiunto quota mille miliardi di market cap con qualche settimana di ritardo rispetto ad Apple, la discussione sul lungo periodo e su quale delle due aziende possa tenere questi ritmi ancora a lungo è intensa. Di recente, su Facebook, è stato lanciato un sondaggio con una domanda molto semplice: chi fra Amazon e Apple raggiungerà per prima quota duemila miliardi di dollari di capitalizzazione? La stragrande maggioranza ha votato per Amazon, perché il suo piano industriale (anche in vista dell'apertura di un secondo headquarters negli Stati Uniti) è risultato più solido rispetto all'impero fondato sui dispositivi di Apple.

La diversificazione del business potrebbe fare la differenza. Amazon, oggi, è un drago a più teste: eCommerce, cloud computing, device, supermercati fisici, musica in streaming, video on demand, logistica. Gli analisti di Morgan Stanley, qualche tempo fa hanno stimato che le azioni di Amazon saliranno a 2500 dollari nei prossimi mesi. In tutto questo, Jeff Bezos consolida il suo primato da uomo più ricco del mondo con un patrimonio che gravita, oggi, attorno ai 160 miliardi di dollari.

Il ruolo di MacKenzie
In questa storia venticinquennale di denaro e successo, un ruolo significativo l'ha svolto anche un'altra persona: MacKenzie Bezos . L'ex moglie di Jeff (sono stati sposati per 26 anni) ha contribuito fattivamente alla nascita del colosso di Seattle. E non è un caso che l’accordo di divorzio abbia previsto per Bezos il trasferimento alla donna del 4% delle azioni di Amazon, valutate in 38,3 miliardi di dollari . MacKenzie era al fianco di Jeff, quando in uno scialbo garage della West Coast nasceva Amazon.com. Il resto è storia.

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