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Dal Giglio a Pantelleria: così le piccole isole italiane diventeranno “verdi”

di Celestina Dominelli


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(Alamy Stock Photo)

3' di lettura

Oltreconfine le best practice non mancano. Come nelle Baleari e in tutte le isole dell’arcipelago spagnolo dove, da tempo, si è scelto di puntare sull’installazione di pale eoliche con l’obiettivo, assai ambizioso, di raggiungere in alcuni casi l’autosufficienza energetica. Modello difficilmente esportabile in Italia, ma anche per le 20 isole minori della penisola si avvicina la svolta “verde”. La direzione l’ha tracciata il ministero dello Sviluppo Economico che, nei giorni scorsi, ha pubblicato un decreto ministeriale per fissare i target minimi di sviluppo dell’utilizzo di fonti rinnovabili da raggiungere entro la fine del 2020. Quando, è l’imperativo del Mise, la produzione da fonti fossili dovrà ridursi di almeno fino all’80% rispetto alla situazione attuale.

Isole “green”: ecco il documento del Mise

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Vecchie centrali e alti costi di gestione
Che, va detto, varia molto da isola a isola. Ma con un filo rosso comune, messo ben in evidenza da uno studio firmato dall’Rse (“braccio” del Gse, il Gestore dei servizi energetici) che evidenzia come numerose isole minori italiane risultino ancora non connesse alla rete elettrica nazionale. Ne consegue che la generazione è affidata a centrali termoelettriche composte da piccoli motori diesel, mentre la distribuzione è garantita attraverso reti a media e bassa tensione, di estensione assai limitata. Con una serie di problematiche connesse nonché con un aggravio dei costi di gestione, che sono coperti a monte da un’integrazione tariffaria assicurata alle aziende elettriche locali.

Gli incentivi per i privati
Come ovviare a questa situazione? Qualcosa si sta muovendo, ma il Mise vuole un’accelerazione e per questo ha deciso di mettere nero su bianco un preciso cronoprogramma. Fissando scadenze puntuali per le aziende ma anche i cittadini che, come già accade altrove, saranno incentivati a ricorrere a pannelli solari termici per la produzione di energia o a impianti alimentati da fonti rinnovabili. E ancora, pompe di calore la cui remunerazione, si legge nel decreto, è erogata in un’unica soluzione, ed è pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto nel limite massimo di 500 euro per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri e di 850 euro per prodotti con capacità superiore.

I piani delle aziende
E le aziende? Entro la fine del 2017, i gestori dei sistemi elettrici delle venti isole dovranno presentare al Mise, all’Autorità per l’energia e ai comuni interessati, un programma tecnico ed economico per definire gli interventi di ammodernamento e rafforzamento della rete elettrica isolana. Qualche segnale è già arrivato, come detto. A partire dal piano predisposto da Terna e denominato “Smart Island”. Così, per esempio, lo scorso anno è stato firmato un protocollo per rendere Pantelleria isola “figlia del vento” puntando sulla realizzazione di impianti fotovoltaici diffusi, impianti solari termici per la produzione di acqua calda e impiani mini-eolici. E ancora, sulla realizzazione di batterie per l’accumulo di energia.

L’esperienza del Giglio
Mentre al Giglio, la prima smart island in Italia, la soluzione passa da un mix composto da fonti rinnovabili, sistemi per l'accumulo dell'energia, veicoli elettrici e soluzioni hi-tech per la gestione della domanda. Il tutto grazie a un accordo, sottoscritto già nel 2015, da IBM e Terna Plus, la società del gruppo Terna che gestisce le attività non tradizionali, con il Comune, l'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, l'Acquedotto del Fiora e la SIE, società concessionaria della produzione e distribuzione dell'energia elettrica nell'isola. Un accordo che riguarda anche il vicino territorio di Giannutri. L’obiettivo è ottenere attraverso un “sistema ibrido” il dimezzamento del gasolio bruciato (si partiva da 2300 tonnellate) e l'abbattimento delle emissioni di CO2 fino a 4mila tonnellate annue.

Il modello dell’isola della Certosa
Nell’isola della Certosa, invece, la strada battuta da Terna porta a veicoli elettrici e stazioni per la ricarica, sistemi Ict per l'illuminazione pubblica e connettività a banda larga, interventi di efficienza energetica, impianti fotovoltaici, mini-eolici e batterie per l'accumulo dell'elettricità. Lì, il progetto, della durata triennale, si pone come obiettivo il recupero, dal punto di vista sociale, ambientale ed economico, dei 22 ettari di territorio isolano, per fare dell'isola, che vanta un notevole patrimonio paesaggistico, un modello di “smart energy” sostenibile e all'avanguardia a livello nazionale.

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