emergenza coronavirus

Covid, dal Lazio al Veneto: la mappa dei distretti farmaceutici pronti al rilancio con il vaccino

La presenza farmaceutica è fortemente concentrata in cinque regioni Lazio, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, che da sole determinano quasi il 90% dell'occupazione totale. Alla filiera produttiva farmaceutica il nostro Paese può provare ad attingere per produrre i vaccini contro il Covid

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

Dagli over 80 agli insegnanti, i piani vaccini regione per regione

3' di lettura

Negli ultimi anni le imprese del farmaco si sono affermate sempre più come un motore di crescita fondamentale per il Paese. Con oltre 30 miliardi di produzione, l’Italia è leader in Europa, prima della Germania, nella manifattura farmaceutica. Il settore conta su oltre 60mila addetti e circa 3 miliardi di investimenti. E ha una composizione unica in Europa, costituita per il 60% da imprese a capitale estero con una forte presenza industriale nel Paese e per il 40% da aziende a capitale italiano sempre più internazionalizzate. La presenza farmaceutica è fortemente concentrata in cinque regioni Lazio, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, che da sole determinano quasi il 90% dell'occupazione totale.

L'Italia è un hub mondiale per la produzione di vaccini delle imprese a capitale UK. Alla filiera produttiva farmaceutica il nostro Paese può provare ad attingere per produrre i vaccini contro il Covid se, come sembra confermato dopo l’incontro al Mise con il presidente di Federfarma Massimo Scaccabarozzi, si tenterà la strada dell'allargamento della catena produttiva. Le eccellenze non mancano, come le piccole e medie aziende del conto terzi che lavorano per le grandi multinazionali del farmaco, un settore in cui l'Italia è prima in Europa con oltre 2 miliardi di euro di valore della produzione.

Loading...

Lazio prima regione italiana per export farmaceutico

La farmaceutica è il primo settore industriale nel Lazio (circa 45% del totale), che resta prima regione italiana per export, a quota 8,6 miliardi, malgrado un calo del 14,6% rispetto al 2019. Gli addetti sono circa 16mila. Il polo farmaceutico laziale si concentra nelle province di Latina e Frosinone, che detengono rispettivamente il 58% e il 37% di tutto l’export farmaceutico regionale. Con alcune realtà già impegnate nei vaccini Covid, soprattutto nell'infialamento. Oltre all'ormai nota Catalent di Anagni che confeziona i vaccini di AstraZeneca e in futuro quelli di Johnson & Johnson, l'Haupt Pharma di Latina ha avviato un progetto di riconversione di un reparto per l’infialamento di vaccini. E tra le imprese in pista in questo settore ci potrebbero essere la Thermo Fisher Scientific e la Biomedica Foscama di Ferentino, oltre alla Acs Dobfar di Anagni.

Ma la lotta al coronavirus passa nel Lazio anche da due imprese biotecnologiche: Reithera e Irbm, la prima attiva nel distretto tecnologico di Castel Romano, la seconda a Pomezia (Latina). Reithera, in collaborazione con lo Spallanzani di Roma e il sostegno della Regione, sta sviluppando Grad-Cov2, un vaccino che si basa su un vettore adenovirale, la stessa tecnologia utilizzata da AstraZeneca e Johnson & Johnson. Irbm, specializzata in vettori virali, svolge invece un ruolo chiave nello sviluppo del vaccino di AstraZeneca. Mentre ad Anagni (Frosinone) c'è infatti uno dei quattro stabilimenti produttivi italiani della francese Sanofi che sta sperimentando il suo vaccino contro il Covid, in collaborazione con Gsk.

Lombardia al top per imprese e addetti

La Lombardia è la prima regione italia per addetti (oltre 28mila) e per imprese(356). Ed è anche la seconda regione italiana per export farmaceutico che ammonta a 6,3 miliardi, in aumento del 13,4% rispetto al 2019. Da segnalare che a marzo dovrebbe partire la fase 1-2 del secondo candidato vaccino italiano, il Covid-eVax sviluppato da Takis (operante nel distretto tecnologico di Castel Romano) in collaborazione con la monzese Rottapharm.

In Toscana ricerca all’avanguardia sui vaccini

La Toscana con 7mila addetti è al terzo posto per export farmaceutico, pari a 2,8 miliardi. Con una forte crescita (+41,2%) rispetto al 2019. Tra le big italiane che hanno una lunga tradizione c'è soprattutto la multinazionale inglese Gsk che in Toscana concentra la ricerca mondiale sui vaccini del gruppo (a Siena) e il più grande polo di produzione, in cui lavorano duemila persone (a Rosia, vicino Siena) e su cui ora sta investendo altri 18 milioni per modernizzare il processo produttivo del vaccino contro il meningococco B. Sempre a Siena Gsk si prepara a confezionare l'adiuvante utilizzato nel vaccino della Sanofi che dovrebbe essere disponibile nel quarto trimestre dell'anno.

In Veneto la crescita più sostenuta dell’export farmaceutico

Il Veneto con circa 3mila addetti è al settimo posto per export (1,1 miliardi), ma è la regione che registra la crescita più significativa nel 2020 (+144%). Da segnalare che l'azienda farmaceutica Fidia, di Abano Terme (Padova) ha confermato la disponibilità «a partecipare alla produzione di vaccini anti Sars Covid-19», previa autorizzazione dagli enti regolatori italiani e internazionali. L'azienda veneta produce da anni vaccini per uso umano, con numeri variabili, nell'ordine di decine di milioni di dosi/anno. Fidia non commercializza vaccini, ma li produce in conto terzi per multinazionali del farmaco, sulla base di specifici accordi.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti