Sale in zucca

Dal lockdown al blackout, perché la nuova crisi sarà quella energetica

Il provvedimento varato dal governo contro il caro-bollette rischia di essere solo un palliativo

di Giancarlo Mazzuca

Il provvedimento varato dal governo contro il caro-bollette rischia di essere solo un palliativo

Caro bollette, Draghi: "Mettiamo in campo quasi otto miliardi di euro"

2' di lettura

Finalmente respiriamo un po' o così crediamo perché, venerdì scorso, il governo ha varato, solo per il caro-bollette che sta mettendo a dura prova imprese e famiglie, un nuovo pacchetto di interventi per oltre sei miliardi con altri interventi per due miliardi destinati all'auto e all'innovazione. Non dobbiamo, comunque, illuderci sulle dimensioni di questi provvedimenti per il semplice motivo che la situazione resterà piuttosto critica nonostante i nuovi provvedimenti a stretto giro di posta dell'esecutivo Draghi che cerca di dare ossigeno al «made in Italy» nel mare in tempesta. Tutte le misure fin qui varate sono, in effetti, soltanto un palliativo di fronte ad un «escalation» senza precedenti: basti pensare che, nel primo trimestre del 2022, le bollette della luce dovrebbero salire del 131% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre per quelle del gas si prevede un aumento del 94%.

Perché l’emergenza energia durerà ancora

Ci sono davvero molte incognite che continueranno a condizionare l'andamento delle tariffe e non sappiamo quanto questa situazione emergenziale potrà durare ancora. Un esempio? Pensiamo solo alla spada di Damocle delle tensioni politiche che gravano sull'Ucraina, con le tante incertezze nei rapporti tra l'Occidente e la Russia che è la grandissima esportatrice di gas verso l'Italia. Cosa faremo se Mosca deciderà di chiudere i rubinetti? Toccando ferro, stiamo cercando di correre, in qualche modo, ai ripari perché, per quanto riguarda il gas naturale, sono aumentate le autorizzazioni alle estrazioni in Sicilia ma anche nelle Marche e nel Ravennate. Iniziativa molto opportuna ma non possiamo ugualmente illuderci: sono soltanto poche gocce nel mare di una crisi gravissima. Se nel 2020 tante aziende e tanti signor Rossi hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte ai prolungati «lockdown» per il Covid, ora le chiusure potrebbero arrivare dai prolungati «blackout» di luce e gas.

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Lo spettro dell’austerity

Le bollette a peso d'oro, per non parlare delle quotazioni del petrolio, stanno anche facendo lievitare in modo vertiginoso il costo della vita con i rincari dei prodotti alimentari e di tutte le materie prime che stanno toccando livelli-record. In questa situazione, non possiamo neppure contare più di tanto sui copiosi aiuti che l'Unione europea ci ha concesso con il Pnrr perché oggi, a causa dell'impennata inflazionistica, quei finanziamenti finiscono per essere drasticamente ridimensionati. Insomma, il quadro non è per nulla allegro: i lettori più anziani di certo si ricorderanno il periodo dell'«austerity» imposto nel 1973, quasi cinquant'anni fa, per fronteggiare una gravissima crisi energetica nata nel Kippur, con le famose «domeniche a piedi». Di questo passo, se non ci saranno presto schiarite all'orizzonte, le «domeniche a piedi» rischieranno di estendersi a tutta la settimana, festivi compresi.

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